19/08/08

Antonio l'Africano

Rivisitazione in chiave moderna e lucida del culto al Patrono Santantonese.

Antonio nasce nel villaggio di Coma, l'attuale Qumans nel cuore d'Egitto, intorno al 251. I suoi genitori erano ricchi agricoltori cristiani , ma perirono prima che lui potesse compiere vent'anni.
Rimasto orfano dovette amministrare l'eredità di famiglia ed accudire la sorella minore. Ma dopo aver sentito il passo 19-21 del Vangelo di Matteo rimase folgorato e sentì presto il bisogno interiore di cedere i suoi averi ai poveri per poter seguire una vita solitaria nella preghiera, povertà e castità. Lasciò così la sorella in affidamento ad una comunità femminile e seguì l'esempio di altri anacoreti che vivevano in solitaria nel deserto.
Nei primi secoli d.c. nel nord-Africa iniziava l'espansione del Cristianesimo attraverso la diffusione del monachesimo seguendo l'esempio del primo monaco della storia: Gesù Cristo.
I monaci praticavano l'esicasmo, una preghiera che consiste nella ripetizione incessante della stessa formula, secondo il ritmo del respiro. Lo scopo era la ricerca della pace interiore, in unione con Dio e in armonia con il creato.
In quel periodo nella provincia romana d'Egitto i cristiani subirono molte persecuzioni e i martiri rappresentarono il seme dell'esplosione della Chiesa Cristiana.
Nell'assolato deserto del Sahara, Antonio praticava anche il digiuno ed ebbe diverse visioni. La prima riguardava un eremita come lui che intrecciava una corda. Da lì capì che oltre a pregare occorreva anche lavorare. Ne seguirono altre molto più atroci, meglio conosciute come "le Tentazioni di Sant'Antonio", lotte estenuanti con i mostri del demonio e le sue offerte carnali.
L'eremita veniva assalito da molti dubbi circa la validità di questa vita solitaria, ma confidandosi con altri eremiti venne esortato a staccarsi ancor di più dal mondo. Fu così che andò a vivere in una tomba scavata in una rocca vicino al villaggio di Coma dove, secondo le testimonianze del suo discepolo, il demonio delle sue visioni lo aggredì e lo percosse. Le persone che andarono lì a portargli da mangiare lo trovarono fuori di sè e lo riportarono al villaggio dove ebbe la possibilità di riprendersi.
Dal 285 al 305, quindi tra i 34 e i 54 anni, Antonio si trasferì da solo sulla montagna Pispir, in una fortezza romana abbandonata vicino ad una fonte d'acqua. Solo due volte l'anno gli veniva portato il pane, unico suo alimento. Cercava la totale purificazione e nel frattempo era sempre tormentato, secondo la leggenda, dalle tentazioni terrene. Uscì di lì solo quando le ormai tante persone che volevano stargli vicino riuscirono ad abbattere il muro della fortezza. Si dedicò a quel punto alla pratica dell'esorcismo.

Antonio ebbe molti seguaci che imitarono la sua vita dirigendosi nel deserto. Questi uomini , con la guida spirituale di Antonio (abba), diventarono I Padri del Deserto.
Nel 311, ormai divenuto Abate, andò ad Alessandria per confortare i cristiani perseguitati, qui fu molto amico, nella lotta agli ariani, del vescovo Atanasio. Negli ultimi anni della sua vita, ormai centenario, andò a vivere nel deserto della Tebaide. Qui insieme all'eremita più anziano Paolo vide, in un'altra visione, un corvo che portò loro del pane affinchè si sfamassero. Dopo aver seppellito l'amico riuscì comunque a coltivarsi un piccolo orto per il sostentamento. Morì il 17 gennaio del 357. Sulla sua tomba venne costruito uno dei principali Monasteri d'Egitto.

Grazie ad Atanasio, Antonio divenne santo al pari dei martiri delle persecuzioni. Il discepolo infatti scrisse la Vita Antonii, che ancora oggi è fonte principale della vita conosciuta di Sant'Antonio Abate.
Per molti è considerato il pioniere del modello cenobita del monachesimo copto.
Nell'iconografia classica, al Santo è associato il simbolo del Tau, che altro non è che il segno della croce che l'abate faceva sulla fronte degli individui che incontrava. Gli si associano anche gli animali domestici (di cui è protettore), soprattutto il maiale che veniva usato per curare il fuoco di sant'antonio.
Molti secoli più tardi Sant'Antonio diventò il Patrono di Aci Sant'Antonio. Non conosciamo la data precisa dell'inizio del culto ma già intorno all'anno 1000
venne costruita la prima chiesa nel borgo di Casalotto. Si narra che nel 1408 una minacciosa colata lavica si fermò poco distante dall'attuale zona Lavina (da cui il nome); l'arresto del magma venne attribuito alle preghiere degli abitanti al loro patrono e protettore. Di questa eruzione, quest'anno ricorre il secentenario. Da lì ripartì la ricostruzione del nuovo centro abitato, dimorato attorno alla chiesa di s. Antonio.
Intorno al 1530 invece dovrebbe risalire l'attuale Duomo di Sant'Antonio Abate che però fu ricostruito interamente nel XVII secolo.
Dal gennaio 1563, gli abitanti di Casalotto ricevono la concessione di portare in processione il 17 gennaio di ogni anno la Statua del Patrono S. Antonio Abate. Dalla fine del XVIII secolo si aggiunsero anche i cerei o candelore.
Ai nostri giorni ogni due anni viene riproposta la Festa Grande d'Agosto. Proprio come quella di questo periodo.

E' curioso notare come nella vita odierna dei Santantonesi vi sia una relazione con l'antica e leggendaria storia del Santo. Difatti stoiche sono le lunghe e massacranti lotte giornaliere che gli abitanti devono affrontare per contrastare la mancanza del lavoro o l'asfissia del lavoro nero sottopagato e la corsa nel deserto della quarta settimana. E nonostante la penitenza di sopportare politici sempre più alienati dal loro potere, le tentazioni luccicanti delle visioni televisive e delle propagande pubblicitarie isolano in un individualismo solitario il cittadino che, distratto, abbandona il senso civico e il bene collettivo. Ma se Antonio vincendo le tentazioni illusorie fu un grande iniziatore, anche il cittadino attento al sociale può farsi iniziatore di una comunità santantonese attenta e lucida.

W Sant'Antonio Abate







2 commenti:

Gianluca ha detto...

Una bella rivisitazione della vita di
Sant'Antonio e il finale è divertente!

Emilio R. ha detto...

Beh, c'è chi ha fatto di meglio:
http://www.youtube.com/watch?v=p2M1QRH8H28