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01/09/08

Il Giorno del Fallimento

Fino a venerdì 22 agosto speravo di sbagliarmi. Ho fatto finta di dimenticare lo scandalo del Bosco di Aci e tutte le altre cutulate come il Museo del Carretto mai aperto e il manifesto illegale con Verdone. Ho sperato fino all'ultimo che chi aveva dato credito ad un sindaco di tal razza avesse ragione e che ero io a sbagliarmi. Purtroppo non è stato così. Il primo esame di Pippo Cutuli è andato malissimo. Il giorno in cui doveva dimostrare di essere un buon amministratore, il nostro sindaco ne ha combinate di tutti i colori.

Innanzitutto ha ignorato di rimediare al danno di Pulvirenti relativo ai 5 miliardi di lire per salvare il Parco di Casalotto. Se ne è infischiato lasciando scadere la possibilità di ricorrere a quel suo "amico" Raffaele Lombardo. Ma allora mi chiedo: gli amici servono solo per portare soldi nelle promesse elettorali? Solo a far scalare le poltrone a chi gli striscia sotto ai piedi? E gli interessi della gente dove vanno a finire? Mi pare che sono pagati per questo, o no?

Ma nel giorno più buio di Casalotto cosa ci si poteva aspettare da uno beccato in flagrante a maggio a fare pubblicità ingannevole e ad agosto inoltrato il suo manifesto incriminato è ancora lì?
Il 22 agosto la sua bella faccia tosta campeggia nella circonvallazione del paese, il giorno prima che l'attore Verdone arrivi ad Acicatena a pochi passi da lì. E poco importa se alla fine lo ha invitato al bar. Era facile da prevedere, non si sarebbe lasciato sfuggire un altro spot così. Peccato che la signorilità del buon Carletto è rimasta all'oscuro della reiterata arroganza.
Ma i santantonesi, anche se lo hanno eletto, conoscono questo atteggiamento presuntuoso.
E se per caso qualcuno non ci avesse ancora fatto caso, pare ci abbia pensato lui stesso a dimostrarlo la sera del 22, durante la parata dei cerei.

La rivalità storica tra i cerei, le loro sfide in sorpassi e prove di resistenza sono sempre stati un folklore di opinabile buon senso, (le sfide significano soldi per le commissioni, i portatori sono pagati, mestieranti e per lo più catanesi), ma di solito nei limiti della civiltà. Quello che è successo, invece, quella sera, ha oltrepassato i limiti della decenza ma la verità la conoscono solo i presenti. A noi rimangono le opache parole de "La Sicilia" che più o meno dice:
I portatori dei cerei Commercianti e quello dei Contadini litigano, un contenzioso verbale e non solo. Intervengono il sindaco Cutuli e il maresciallo Sciolto che decidono, per il sabato, con un'ordinanza, il divieto d'uscita a tutti e quattro i cerei per "motivi di sicurezza ed ordine pubblico".
Domenica il comitato dei commercianti non esce più la candelora dalla chiesa, scusandosi dell'accaduto.
Ma le voci del popolo, le chiacchiere inevitabili di paese vanno oltre, forse con una dose di fantasia in più ma le voci arrivate fin qui, non si sa quanto attendibili, dicono più o meno questo:

La "sfida" iniziata ai 4canti ha prima rallentato, poi bloccato la processione che era dietro. La ressa sarebbe aumentata sempre di più, l'ora si faceva inoltrata ed è iniziata la questione. Hanno più volte chiesto, poi dato ordine di posare le candelore ma non c'era verso.
Dopo che le hanno posate a terra e dopo che la reliquia è entrata sola... non volevano nemmeno rientrare in Chiesa. Mentre il santo e i fedeli erano già dentro, i portatori intrattenevano persone fuori non badando agli orari dell'organizzazione della festa. Alterchi... discussioni... volante in mezzo alla ressa.
Ma si vocifera anche che il sindaco si è scaldato e si è rivolto in modo arrogante ai rappresentanti e ai portatori delle due candelore e che sia volato qualche ceffone...uno avrebbe colpito lo stesso sindaco e uno il maresciallo che, da solo era andato a sistemare tutto.
L'indomani il sindaco salendo sull'altare a messa, ha vietato l'uscita delle candelore per quella giornata. In chiesa i commenti sono stati da censura contro maresciallo, sindaco e perfino il parroco.

Ed è la prima volta che succede una cosa simile.
E' difficile capire se e quanti ceffoni ci siano stati e da chi a chi, questo magari ci interessa poco fuori dai bar e comunque la violenza, se c'è stata, è certamente da condannare.
Ma di una cosa la gente è convinta: dei modi arroganti di chi avrà ostentato un potere e un carisma che non ha e le parole non dosate in un clima di fervore, in mezzo ad un gruppo di energumeni sudati e di bassa nobiltà.
Nell'aria è rimasta la poca serietà, la poca capacità d'organizzazione e molta, molta superbia.
La "vox populi" nel XXI secolo si chiama Opinione Pubblica e pesa più delle dichiarazioni di circostanza di certi politici.

Lo dimostra questa lettera che mi è arrivata da uno che certamente ha idee diverse dalle mie, ma ugualmente deluso. E' giovane ma non è un ragazzino, è un santantonese d.o.c., il suo nickname è "O'Scugnizz":

Raramente ho sentito un santantonese storcere il naso riguardo la festa del santo patrono. O meglio, raramente il santantonese si è trovato così d’accordo con i propri compaesani in una critica univoca e severa. Spesso le critiche scaturiscono da motivi futili, non-motivi, invidia, rivalità e screzi personali ma questa volta è diverso.

Il fallimento è uno di quei concetti più oggettivi che si possano pensare e oggettivamente quest’anno la festa “ranni”(grande) è stata un mezzo fallimento o almeno questa è stata la sensazione di moltissimi. Si è percepita in modo fortissimo la sfiducia e la delusione della “vecchia guardia” cioè da parte di quella schiera di anziani che rappresenta l’animo della tradizione santantonese.
Non vorrei entrare nel merito alla scarsa pubblicità dell’evento ma è questione inevitabile. Sicuramente qualcuno si sarà dato da fare e qualche fondo sarà stato stanziato ma è altrettanto sicuro che lo spot è stato qualitativamente e quantitativamente meno incisivo delle precedenti edizioni. D’altra parte non ha aiutato lo stra-pubblicizzato evento parallelo ad Aci Catena con Carlo Verdone ospite fisso a CineNostrum. Ma non è questo il punto.

Il problema è serio quando riguarda l’essenza stessa dell’oggetto, in questo caso la festa. In altre parole gli aspetti accessori fin qui elencati poco importano davanti ad un cambiamento che pare non avere precedenti nella storia della festa . Ci si affida alla memoria dei presenti, alla voce del popolo per la ricostruzione del “casus belli”.

Tutto sarebbe nato il venerdì da un richiamo all’ordine del sindaco nei confronti di due comitati (Contadini e Commercianti) che si ostinavano a tenere fuori dalla chiesa i loro cerei sforando così sui programmi della festa.
Il richiamo all’ordine sarebbe stato deciso quanto inopportuno visto il rinomato temperamento dei portatori dei cerei che già agitati e stanchi non avrebbero sopportato l’affronto di un sindaco troppo ma troppo determinato e poco diplomatico accompagnato da un maresciallo che nonostante la divisa, forse, era un pò troppo solitario.
Si parla di spinte e ceffoni che con il senno di poi faranno un pò sorridere. Risultato? Sabato tutti a casa, festa annullata e un ottimo invito a ritornare il giorno seguente ai forestieri che fiduciosi erano in quel del Casalotto, mentre domenica il cereo dei commercianti resta in chiesa risparmiandosi la festa (punizione, sciopero o ammutinamento?) con tanto di predica nella predica di don Vittorio in divisa da messa.
Si parla inoltre di effetto domino perché da quel tanto discusso “scambio di opinioni” di venerdì i problemi si son moltiplicati. Un altro miracolo di Sant’Antonio. Si parla di controlli a tappeto per quanto riguarda l’impresa dei fuochisti Barbagallo (ingaggiati proprio dal cereo dei commercianti) con conseguenze poco felici per quest’ultimo e per tutto il focoso comitato del cereo.

Ad ogni modo una festa più folkloristica che religiosa, di quel folklore di cui spesso ci si vergogna e di cui spesso l’intera comunità paga le conseguenze. Si parla di una poca esperienza e quindi di una scarsa diplomazia e organizzazione dell’amministrazione comunale ma si parla anche di persone che poco hanno a che fare con il sentimento religioso e spesso hanno poco a che fare proprio con Aci Sant’Antonio.
La verità è una ed evidente. La festa quest’anno si è rivelata assai scialba di particolari e iniziative. Forse in gran quantità ma non certo di gran qualità salvo il concerto del maestro Roberto Pregadio.
Colpa del sindaco? Colpa dei comitati? Colpa dei singoli? Colpa dell’amministrazione? Colpa delle forze dell’ordine? Colpa di Sant’Antonio? Per quest’anno è andata così ma almeno la gente ha un motivo in più per parlarne in paese.




20/04/08

La Scuola del Crimine

Sabato 22 marzo 2008, quartiere Fasano di Gravina di Catania, ore 03:00 circa.

Due giovani santantonesi, approfittando della città deserta che il buio della notte permetteva, fermavano il furgone in una piazza. Una volta accertati di essere soli, scendevano e, indisturbati iniziavano a smontare le grosse lastre di pietra lavica di cui era ornata una delle aiuole del popoloso quartiere gravinese. Una ad una, non senza fatica, venivano caricate dai giovani sul furgone. Era ormai il ventesimo pezzo caricato quando vengono notati da una pattuglia locale dei carabinieri. Ormai scoperti, non restava che scappare e il più giovane dei due alla guida del veicolo tentava la fuga insieme all'amico.

Niente da fare. Già all'alba S.C. di 21 anni (o 22) si trovava a piazza Lanza, invece T.M. di 16 anni (o 17) evitava il carcere perchè minorenne e si è ritrovato nel centro di prima accoglienza per minorenni di Catania. Adesso dovranno rispondere di furto aggravato in concorso. Per il più giovane è scattata anche la denuncia a piede libero per aver condotto il mezzo di fuga, ovviamente, senza patente.

Il basolato, che secondo una stima approssimativa, avrebbe avuto un valore tra i 500 e i 1000 euro è stato restituito al comune di Gravina.

Perchè due ragazzi di sabato notte vanno a rubare lastre di basolato? Perchè non sono andati a divertirsi? Chi glielo ha fatto fare? Era un furto su commissione?
A queste domande risponderanno i magistrati. Ma è scontato pensare che la libertà dei giovani viene, spesso e volentieri, sottratta da quegli adulti con poca maturità. L'incosciente che ha mandato due ragazzi a rubare delle "pietre" sputando sui beni pubblici e mettendo a repentaglio due acerbe vite non si può che definire idiota. Probabilmente non è neanche la prima volta che lo fa e magari sa qualcosa pure del saccheggio del Parco di Casalotto.

Il minore nonostante alimenti il ben noto primato della criminalità minorile catanese ha la possibilità ancora di recuperare, l'altro giovane invece, entra nel tetro mondo del carcere che rappresenta troppo spesso una via del non ritorno.

Questo per cause dimenticate ma preoccupanti.

Il carcere di piazza Lanza, secondo l'associazione Antigone (l'osservatorio nazionale sulle condizioni di detenzione e sull’esecuzione penale) è uno dei peggiori d'Italia perchè presenta livelli di evidente degrado: scarsa offerta di interventi trattamentali, assistenza sanitaria carente, fatiscente nelle strutture sia esterne che interne, i gabinetti e le docce sporchi e gli spazi per la socialità inesistenti. Situazione che è aggravata dallo stato di sovraffollamento e di insufficienza di spazi (8 persone per cella).
Adesso ditemi se un giovane che per la prima volta entra in questo luogo, dove non esiste nessuna attività di recupero o lavoro, come possa mai recuperare la stima della società. Quello che trova semmai è vivere a contatto con i maestri del crimine che gli faranno l'unica scuola peggiore della strada.

Esistono però casi che ne confermano la situazione perchè ne sono l'eccezione.

Casi come quello di Carmelo Musumeci, un santantonese che dentro il carcere è riuscito a ridarsi una dignità, rifiutando il mondo minaccioso che si insidia dietro le sbarre fatto di regole stabilite dai boss, di silenzio e omertà.

Carmelo è dentro perché controllava i traffici illeciti della Versilia (ma in realtà…gestiva le bische clandestine di quella zona), e da 17 anni sta pagando con l'ergastolo girando le carceri italiane.

Da dentro ha iniziato a studiare conseguendo la licenza media, il diploma superiore, la laurea in scienze giuridiche e si è iscritto alla specialistica di giurisprudenza. Scrive testi e poesie per l'associazione Pantagruel. Per poter continuare gli studi presso la facoltà di Firenze, dal carcere di Nuoro ha iniziato uno sciopero della fame che gli ha permesso di essere poi trasferito nel carcere di Spoleto vicino anche ai suoi familiari.

La sua risocializzazione non gli è stata mai concessa ma se la sta guadagnando riconoscendo il ruolo delle istituzioni attraverso appelli e reclami civili per i diritti dei carcerati e contro l'ozio forzato ma anche contro l'ergastolo che, sostiene, contraddice la funzione che la legge assegna al carcere: quella di rieducare chi sbaglia.

La sua giovinezza l'ha vissuta ad Aci S.Antonio e questi sono i suoi ricordi:

Mi chiamo Carmelo Musumeci, sono nato il 27 luglio del 1955 a Aci Sant’Antonio, in provincia di Catania, sono nato e vissuto fino all’età di dieci anni in Sicilia, una terra bellissima, ma in un ambiente che conserva difficoltà ancora drammaticamente attuali.
Abitavo in una piccola casa in periferia del paese di due stanze e una cucina in una viuzza chiusa.
Io e i miei due fratelli, uno più piccolo ed uno più grande, dormivamo in cucina, due in un letto e l’altro in un altro lettino.
Il nonno ed un mio zio erano andati a lavorare in Svizzera, mentre mio padre era emigrato in Francia.
Mia madre faceva avanti ed indietro fra noi e nostro padre e per lunghi periodi non la vedevamo.
Sia a me che a Pippo e Silvio, i miei due fratelli, ci hanno cresciuti la nonna materna e le zie Tina, Pippa, Anna e Concetta, sorelle di mia madre.
Passavo le giornate nella viuzza insieme a tutti gli altri bambini, scalzi e affamati ma felici di stare tutto il giorno fuori di casa a scorrazzare per i campi e a rubare la frutta dagli alberi, a salire sugli alberi, andare a caccia di lucertole e rane.
Spesso alla sera quando rientravo a casa non c’era nulla da mangiare e sia io che i miei fratelli andavamo a letto dopo aver mangiato solo pane bagnato nello zucchero.
A volte (omissis) mi portava con lei a fare la spesa al mercato e mi aveva addestrato che mentre lei dava da parlare io dovevo rubare quello che potevo.
Una volta mi scoprirono e mi arrivò uno schiaffo in faccia da (omissis) mentre mi gridava:
- quante volte ti devo dire che non devi rubare.
Poi a casa mi diede il resto sia perché mi ero fatto scoprire e sia perché gli avevo fatto fare brutta figura.
All’età di sei anni andai a scuola ma le mie assenze furono così tante che fui bocciato. Ci riprovai l’anno appresso e questa volta fui promosso in seconda elementare. Una volta mentre andavo a scuola trovai un gattino, lo presi, lo misi nella mia cartella e non potendo rientrare a casa lo portai con me a scuola.
Durante la lezione il gatto si mise a miagolare e la maestra lo scoprì e fui espulso dalla scuola per dieci giorni.
Anche in seconda elementare fui bocciato, ci riprovai di nuovo l’anno appresso e passai in terza elementare.
Ma ormai per la mia famiglia ero già grande per iniziare a lavorare: avevo nove anni, andai a lavorare con mio zio nella muratura.
Mio fratello, come al solito, era stato più fortunato di me, era andato a lavorare in una pasticceria e così poteva mangiare tutti i giorni iris, arancini, cannoli e paste di mandorle…

Quanto è cambiata l'Aci S.Antonio dei giovani in cinquant'anni?


12/04/08

I Fantasmi del Bosco di Aci

Finalmente è stato aggiudicato l'appalto per la realizzazione del Parco Suburbano di Aci.

Il 26 marzo abbiamo conosciuto la ditta che interverrà sui lavori. Si tratta dell'impresa agrigentina la ditta Giusy Lenia un'associazione temporanea d'impresa. L'offerta della ditta ha mantenuto un ribasso contenuto: il 7, 31% sull'importo disonibile di € 2.580.144,46 relativo al mutuo acceso con la Cassa depositi e prestiti dalla Provincia.

L'apertura delle buste per l'aggiudicazione della gara è iniziata il 5 marzo presso l' Urega di via Lago di Nicito a Catania.

Le ditte che hanno presentato le offerte sono state ben 58. Trenta sono state visionate subito ma per la conclusione della gara abbiamo dovuto attendere parecchio.

Infatti il 12 marzo le operazioni sono state nuovamente rimandate per l'assenza del presidente della commissione che era a letto con la febbre, quindi il 18 marzo ancora niente e neppure il 22 fino ad arrivare al 26 quando l'appalto è stato aggiudicato.
I lavori partiranno entro maggio dopo la trasmissione degli atti dall'Urega alla Provincia.

Il nostro Vice Presidente vicario del Consiglio Provinciale, Pippo Cutuli, autoattribuendosi la paternità del bosco, si è ritenuto talmente soddisfatto del rito d'assegnazione che ha elargito ringraziamenti, letteralmente a destra e a manca partendo dagli ex presidenti di Provincia Musumeci e Lombardo e finendo agli ex Consiglieri dei Verdi D'Ambra e di Rifondazione Scuderi.
Ma precedentemente il 7 e l'8 marzo, proprio questi ultimi, a seguito di un sollecito di alcuni cittadini, si sono trovati a constatare che dopo svariati secoli la presenza oscura dei Briganti del Bosco di Aci si sente ancora.
Il 13 marzo il quotidiano La Sicilia ne riporta la notizia:

"Bosco di Aci, «ferite profonde» all’orografia.
Denuncia di D’ambra (Verdi) e Scuderi (Rc): «Si sospendano i lavori del parco suburbano»

Una denuncia-appello per la tutela del "Bosco di Aci" a S. Maria La Stella è stata compiuta nei giorni scorsi da due esponenti politici locali che puntano il dito contro l’operato della Provincia. Si tratta di Salvatore D’Ambra dei Verdi e di Salvatore Scuderi di Rc, che a seguito di un sopralluogo sollecitato da alcuni residenti, hanno riscontrato nel bosco profonde ferite inferte all’ambiente, distruzione di piante e modifiche insanabili all’orografia dei luoghi.
D’Ambra e Scuderi in una nota parlano di scempio compiuto, del quale è stato informato anche il Corpo Forestale, subito intervenuto con un sopralluogo.
«Si tratta di lavori - ha spiegato D’Ambra - non previsti nel progetto iniziale di sistemazione del parco sub-urbano. Una parte dei rifiuti speciali sono stati interrati nello stesso bosco, sono state realizzate ampie spianate con l’eliminazione anche del sottobosco e, in alcuni tratti, dello strato arboreo. C’è stato quindi un danno ambientale ma anche patrimoniale perché adesso ci vorranno più soldi per riparare il danno che è stato fatto».
«Abbiamo chiesto la sospensione dei lavori - poi prosegue - per evitare possibili ulteriori danni che potevano realizzarsi, sia all’ambiente che alla comunità; i lavori sono stati sospesi ed adesso attendiamo i risultati delle denunce compiute».
Nella loro nota gli scriventi ricordano inoltre che il parco suburbano Bosco di Aci è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche della Provincia regionale di Catania sin dal 1994; opera finanziata appunto per sottrarla alle speculazioni e ai tentativi di distruzione ad opera dei privati. «La battaglia per la salvaguardia del bosco è importante perchè può servire anche come monito alle amministrazioni: che si deve cioè progettare e gestire gli appalti in maniera diversa».

Il 14 marzo sullo stesso quotidiano Pippo Cutuli sentendosi chiamato in causa risponde all'appello:

«I lavori oggetto della denuncia nulla hanno a che vedere con la prevista creazione del parco suburbano. Chiarisco questo aspetto perché si è creato in questi giorni un clima di confusione attorno alla vicenda che rischia di vanificare quanto di buono è stato fatto nel recente passato».
«I lavori oggetto delle critiche sono invece di routine e già programmati dall’ufficio manutenzione della Provincia, necessari alla pulizia e al recupero dell’area boschiva. Sarà comunque mio impegno verificare l’accaduto e riferire, eventualmente, a chi di competenza, eventuali irregolarità nell’esecuzione degli interventi in questione».
Ma anche Legambiente di Catania aveva fatto un sopralluogo nel bosco e il 15 marzo pubblica sul suo sito l'esposto presentato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania denunciando anch'essa, insieme alla sezione di Acireale le gravissime alterazioni ambientali nel bosco di S. Maria la Stella: estesi sbancamenti, l’ampliamento di piste, la distruzione della vegetazione, lo spargimento di rifiuti di ogni tipo, nonché il taglio di alberi ed arbusti.

L'associazione ambientalista, chiedendo il sequestro del cantiere, ha specificato che tali attività risultano in aperto contrasto con le normative di tutela, nonché con la disciplina urbanistica. Inoltre ha spiegato che le piste tagliafuoco non possono essere realizzate con le modalità adottate dalla Provincia regionale ma andrebbero eventualmente create senza l’impiego di mezzi meccanici e con ampiezze di gran lunga inferiori.

E se non bastasse lo spargimento di rifiuti ha contaminato ampie porzioni di territorio integro, rendendo adesso oltremodo difficile, se non impossibile, la completa rimozione di tali rifiuti a causa del loro mescolamento con il suolo.

L'esposto di legambiente è reperibile per intero insieme alle foto sul loro sito.

Ancora una volta, Cutuli è costretto a rispondere. Stavolta direttamente in tv il 17 marzo sostenendo che le accuse sono infondate, non ci sono i presupposti per suscitare questa forma di allarmismo e nessun atto contro la natura o scempio è stato commesso.
Il vice presidente crede che non sia stato commesso nessun stravolgimento dei luoghi perchè la Provincia a fine anno aveva delle somme e l'ufficio ambiente aveva individuato una discarica a cielo aperto che si era accumulata nel tempo in determinate zone e ha emanato l'incarico di pulire il sottobosco togliendo l'immondezzaio che si era creato. Ci dice anche che i lavori sono stati già ultimati da parecchio tempo.

E precisa ancora che da parte della provincia c'è una salvaguardia ferrea augurandosi che con l'aggiudicazione della gara del parco si metta fine a questo tipo di speculazione.

Cutuli conclude dicendo che "sarà nostra cura vigilare su chi in questo momento può commettere azioni o gesti vandalici o comunque depositare ancora ulteriori rifiuti (...) non cè nessuna volontà di fare alcun danno a un patrimonio che non appartiene alla provincia ma appartiene a tutta la collettività"


Il chiarimento di Pippo Cutuli, che tra l'altro è candidato a sindaco di Aci Sant'Antonio, soddisfa anche il giornale locale Akis che il 22 marzo liquida così la vicenda:
"Molto rumore per nulla? In tempi di elezioni per qualcuno tutto fa brodo !"
Per il "Il Casalotto" però, il chiarimento non è ... chiaro!
Innanzitutto le speculazioni elettorali le escluderei considerato che all'origine dei fatti la denuncia è partita da quella collettività proprietaria di diritto del bosco di Aci: i cittadini.
E poi le foto di Legambiente e quelle presenti in questo articolo parlano chiaro: i danni sono sotto gli occhi di tutti.



Si vede benissimo l'immondizia mescolata alla terra, si vedono le grosse piste fatte ai danni della vegetazione, si vedono alberi tagliati e le macchine al lavoro.
Il cantiere non c'è più ma lo scempio è ancora lì quindi non diciamo fesserie perchè chi ha occhi per vedere se ne rende facilmente conto.

A questo punto le domande che nessun organo d'informazione locale ha voluto porsi trovano soddisfazione nell'intervista che questo sito d'informazione indipendente Vi mette a disposizione.
L'ex Consigliere Salvo Scuderi, testimone oculare, ci dà la sua versione.

Da quanto tempo segui le vicende del Bosco di Aci?
Sono santantonese dalla nascita.. ma cittadino del mondo per scelta e seguo le vicende del bosco di Aci diciamo da sempre, attivamente dal 1994 quando sono stato eletto consigliere provinciale.
Da consigliere assieme a D'Ambra (Verdi) abbiamo fatto le battaglie per l'acquisto e l'inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche per la realizzazione del parco sub-urbano. Ci siamo sempre occupati del bosco, del resto la battaglia per salvare il bosco di Aci è stata una battaglia trasversale che ha riguardato un po' tutti gli schieramenti politici. E' una cosa che conoscono tutti.
Mi racconti come è avvenuta la segnalazione dei residenti e cosa avete visto e sentito quel giorno?
Allora, dei conoscenti che, passando, hanno visto lo scempio che stava avvenendo mi hanno chiamato dicendomi che c'erano dei camion e delle ruspe e che stavano tagliando alberi e stavano aprendo delle piste esagerate. Conseguentemente abbiamo deciso, assieme a Salvatore D'Ambra di fare un sopralluogo. Abbiamo trovato un grosso camion che trasportava materiali e una ruspa che li caricava.
Abbiamo visto che avevano riempito dei canaloni con materiali di risulta e rifiuti (anche speciali, inerti, elettrodomestici, copertoni etc).
Quando siamo andati con la Forestale l'indomani abbiamo visto che avevano tagliato e bruciato alberi...
Cosa ha rilevato la Forestale? Hanno scattato delle foto?
La Forestale ha fatto delle foto, parlato con la gente che lavorava (quel giorno, l'indomani della prima ispezione la ruspa era dentro il bosco ma non lavorava, era sabato).
Hanno preso una serie di appunti sia di quello che avevano visto sia di quanto dichiarato dagli operai e hanno redatto un malloppo con foto e rilievi (facendo rilevare che erano intervenuti su segnalazione mia e di D'Ambra) cioè un informativa di reato che hanno trasmesso alla magistratura.... una denuncia nei fatti. Ci risulta che sono state fatte almeno altre due denunce: Legambiente e un'altra che non ho capito bene chi sia. Adesso non so i tempi della magistratura....
Conosci il nome della ditta e il capitolato dei lavori?
Non ho gli estremi della ditta... è un affidamento diretto per piccoli lavori senza gara.
I lavori prevedevano la creazione di barriere taglia fuoco e la rimozione dei rifiuti che in parte sono stati seppelliti nello stesso bosco.
Che sarebbe come spazzare la polvere sotto al tappeto. I danni ambientali sono ancora visibili?
I danni sono visibili e lo saranno per sempre e sono maggiori di quelli fatti negli anni dai privati. Quelle che loro chiamano barriere tagliafuoco in realtà sono degli sterrati di almeno 10 metri; immagina una autostrada che taglia il bosco al suo interno. Sono tutti danni evidenti: gli spianamenti, le montagne di terra ai margini, i canaloni pieni... etc...
I fatti sono successi durante i quasi 30 giorni di gara. Pensi che il danno patrimoniale abbia potuto influenzare l'assegnazione del nuovo bando?
Non so se il danno possa aver influito sulla gara ma mi sembra strano che se hai una gara in corso fai dei lavori di questo genere, non ha senso: la gara riguarda il restauro delle case Boscarino e la posa di alberi. Questo però, di per se non esclude un intervento organico…. Magari agendo così pensavano di passare inosservati.
Quella parte di bosco era già da tempo piena di rifiuti. Secondo te rimuoverli sarebbe stato compito di chi ha vinto la gara?
Il problema non è di chi sarebbe stato compito rimuovere i rifiuti ma come è stato fatto (o come non è stato fatto- cioè seppellirli e spargerli) nonché i danni collaterali (distruzione di piante) che ne sono scaturiti.
A maggio quando inizieranno i lavori del parco suburbano la ditta vincitrice, probabilmente dovrà farsi carico di risistemare la parte manomessa. Ciò potrebbe causare ritardi e spese non previste. Cosa ne pensi?
Potrebbe essere un rischio, come si potrebbe anche pensare che hanno fatto fare il lavoro “sporco” ad altri per lasciare campo libero alla ditta che ha vinto l’appalto…
Come pensate di muovervi, adesso?
Stiamo valutando la possibilità di costituirci in giudizio ammesso che ce ne sarà uno.. o di vedere se è possibile fare una cosa tipo class action...
Ringrazio Salvo Scuderi per la disponibilità e la chiarezza e auguro alla Magistratura catanese un solerte buon lavoro.




29/03/08

Ecco il Turismo nella città del Casalotto



Questo video non è altro che l'ultimo effetto della mistificazione del Parco di Casalotto.
E in rete le subdole leggende fanno storia. Qui ce ne sono altre:

Un forum con discussioni allucinanti durate 3 anni!!!
Chi conosce la Chiesa sconsacrata che c'è a Valverde?

Interviste a testimoni di riti ...particolari...!
Chiesa sconsacrata di Valverde, solo leggende metropolitane?

Le leggende che arrivano oggi ai ragazzi.
...si dice che un uomo abbia ucciso suo figlio buttandolo dal campanile.
(per poterlo leggere, qui, purtroppo consiglio IE )

Domande senza risposta.
Siete mai stati alla chiesa sconsacrata di casalotto ?

Insinuazioni pretestuose sulla gente che frequentava il parco.
dove è andata a finire la comunita' del Casalotto?

Sono anni che aleggia questo mito della chiesa sconsacrata che attira "pellegrini" da tutta la provincia di Catania e oltre, solo per vivere chissà quali emozioni ultraterrene.
In realtà le leggende paranormali e sataniche all'interno del Parco non hanno fatto altro che suffragare il menefreghismo delle istituzioni e dei privati proprietari davanti a tale bellezza naturale e storica.
Si ha come l'impressione che a "qualcuno" convenga mantenere vivo il fantomatico mistero della chiesa sconsacrata così che la verità sul suo abbandono non salti fuori e venga così nascosta dalle storie popolari di dubbio fascino.
Purtroppo per loro c'è ancora chi non ci sta a questo declino inesorabile della storia santantonese e allora sfatiamo una volta per tutte queste leggende metropolitane:

Innanzitutto il Parco si trova ad Aci S.Antonio e non Valverde, anche se a due passi da Maugeri che ne è frazione.
L'unico fatto scabroso degno di nota risale alla fine degli anni 80, in quel periodo era il ritrovo di alcuni satanisti (le prove sono le scritte e i simboli presenti all'interno della chiesa e anche nel bosco). Dopo un paio di anni la chiesa salta all' occhio di tutti per un fatto di cronaca nera, infatti un abitante della villetta accanto alla chiesa stanco dei continui schiamazzi di giovani in cerca di avventura, una notte esasperato sparo' un colpo di fucile in aria in direzione del campanile della chiesa colpendo inconsapevolmente un ragazzo che mori' poco dopo.
Negli anni 90 invece dei giovani santantonesi si presero cura del parco tagliando le erbacce, raccogliendo i rifiuti e cacciando gli eroinomani e i malintenzionati venuti da fuori. Purtroppo questi ragazzi vennero etichettati come drogati da tutti i benpensanti della zona segnalandoli come presenze anomale ai Carabinieri.
Oggi alimentare ricordi sbiaditi con leggende poco credibili ha fatto sì che lo storico Parco di Casalotto sia solo meta di vandali e ragazzini curiosi. Tutto ciò ha permesso alla Giunta Pulvirenti di rifiutare il famoso finanziamento senza dare nessuna spiegazione pubblica di questo sciagurato gesto.

Mi è pervenuta una lettera da un santantonese che a tal proposito pubblico volentieri:

Lettera contro la barbarie

Il parco di Casalotto è da oltre 20 anni meta di carovane di persone, che attratte dalle leggende metropolitane, per scappare dalla noia della routine quotidiana e vivere una notte da brivido cercano per ore la chiesa “sconsacrata” di Valverde che in realtà è ad Aci S. Antonio.

Per vedere le cripte segrete della chiesa, i sotterranei con le catacombe, il pozzo dove si gettano gli animali in segno di sacrificio, per vedere le sette sataniche impegnate nei riti propiziatori e per sentire le forze oscure aggirarsi per i boschi.

In verità, quei pochi che superano le superstizioni che vivono dentro di noi, sono i soliti teppisti che i miei occhi testimoni hanno visto decine di volte impegnati a dare fuoco agli alberi con la benzina dei motorini, a spruzzare con la vernice i muri, a staccare parti delle costruzioni, giocare al lancio delle pietre alla gente che passa e delle bottiglie contro i muri, a schiamazzare per ore intere, insomma impegnati nel migliore dei modi a dare sfogo alla creatività distruttiva, manifestazione più spontanea ed eclettica di quella parte del ‘modus agendi’ umano che è l’imbecillità pura senza compromessi.

E tengo a sottolineare che imbecilli, si nasce per vocazione e non lo si diventa perché trasportati dalla droga o dai comportamenti deviati delle cattive compagnie. Quindi la storia è vecchia!

Nel parco di Casalotto vivono i fantasmi che noi ci portiamo dietro. Non esistono le catacombe, le cripte fanno parte del palmento e non della chiesa e sono stanze dove veniva stivato il vino e i raccolti, nel pozzo vi passava il vino e non gli animali per i sacrifici. I leggendari drogati sono gli stessi teppisti che vengono da fuori e le sette sono gli stessi imbecilli che dicono in giro che nella chiesa del Casalotto si tengono riti di vario tipo, inoltre una chiesa è denominata sconsacrata poiché non in funzione da anni anche sé in verità quella del Casalotto è una cappella dove i marchesi ormai defunti riposavano in pace prima che i tombaroli nel più barbaro dei modi decidessero di distruggere le tombe portando fuori le bare per forzarle in cerca di preziosi.

Le vere leggende metropolitane sono ben altre. Sono quelle raccontate dagli anziani che le mie orecchie tanto si dilettarono a sentire.

Quindi la leggenda in realtà veritiera dei tunnel scavati per fuggire dai rastrellamenti dei tedeschi, per fuggire dai briganti, i passaggi sotterranei usati per sicurezza dai marchesi che si narra giungessero addirittura al palazzo invernale che si trova a Catania all’inizio del corso Sicilia, i passaggi sotterranei finti per attrarre in inganno i malviventi, le stanze segrete per nascondere gli oggetti dei marchesi, e tante altre vere e non che mi affascinavano poiché raccontate da persone di una certa età che in questi luoghi vivono da tanti anni.

Quindi miei cari sognatori del web cercate di liberare le teste dai mostri che le abitano poiché nella chiesa “satanica sconsacrata” di Valverde non ci sono le cripte con dentro i ‘Power Rangers’ ma solo ladri, profanatori di tombe, teppisti e tanta tanta imbecillità.

Benedetto Pennisi

Nel frattempo ad AciCatena grazie a Legambiente lo scorso febbraio è stato prorogato di un anno il vincolo che impedisce la modifica dell'area della Torre di Casalotto.

E noi? Stiamo a guardare?


post precedenti:
I Fantasmi di Casalotto
Lo stiamo perdendo! Lo stiamo perdendo!
Casalotto al Bit 2008





21/03/08

Cosa è successo all'Autogrill di Aci S.Antonio?

Domenica 9 marzo al Comunale di Vittoria (RG) si è giocata la gara Vittoria-Cosenza valevole per la 27° giornata del campionato di serie D.

Il Cosenza, primo in classifica, ha vinto per 3-1 confermando la sua corsa inarrestabile verso la C.
Non ci sarebbe motivo di parlarne qui su "Il Casalotto" se non fosse che sulla strada del ritorno alcuni dei circa 300 tifosi, che erano partiti con pullman e mezzi privati, si sono fermati intorno alle 19 all'autogrill Aci S.Antonio Est e due giorni dopo il Corriere di Ragusa titola così un articolo di Giuseppe La Lota: "Autogrill saccheggiato dai tifosi del Cosenza".
Una cinquantina di viaggiatori dei pullmann avrebbero portato via senza pagare generi alimentari per 1.600 euro.
L'episodio è indiscutibilmente da condannare ma l'entità del danno a confronto con il numero dei "tifosi" fa pensare che, o i prezzi dell'Autogrill sono esorbitanti o i 50 pseudotifosi non mangiavano da una settimana!
Comunque i folli della domenica sono riusciti a darsi la zappa sui piedi, infatti verranno sicuramente identificati dalle questure di Catania e Cosenza che dispongono dei filmati di tutti i presenti sul pullmann fuori e all'ingresso dello stadio oltre che le riprese nella stazione di servizio.

Ma perchè questi sciagurati si sono autorovinati nel nome dei tifosi del Cosenza? E cosa è successo esattamente?
Il Casalotto lo ha chiesto al gruppo della Curva Nord dei tifosi rossoblu e la risposta è stata questa:

"I fatti sono accaduti, purtroppo, quando il nostro gruppo (circa 50 persone) non era ancora arrivato all'autogrill Aci S.Antonio, noi siamo arrivati quando tutto era successo.
Noi infatti abbiamo trovato l'autogrill chiuso.
Ci hanno riferito che è avvenuto qualche furto.
Ovviamente il nostro gruppo, prende totalmente le distanze da questi fatti che infangano il buon nome di Cosenza e dei suoi ultras, chi ha fatto questo non è definibile certamente ultras ma solo ed esclusivamente LADRO ed INCIVILE."
Questa presa di posizione è stata mantenuta anche durante la trasmissione radiofonica "Ultras senza categoria", curata dallo stesso gruppo della nord, andata in onda il 14 marzo su Radio Ciroma. Durante la stessa puntata anche il collettivo della Curva Sud, che a quanto pare tra i vari gruppi era quello presente durante il fatto, si esprime con un comunicato:

"Ci sembra doveroso, dopo l'articolo pubblicato in merito ai fatti successi all'autogrill domenica 9 marzo in occasione della partita Vittoria-Cosenza, rispondere all'accusa di furto dicendo ancora una volta che noi ultras del Cosenza non siamo dediti a tali comportamenti.
Amiamo la nostra città e la nostra squadra e non permetteremo mai più che per l'idiozia di qualcuno venga infangato il nostro glorioso nome.
Premettendo che saremo noi in prima persona a punire chi ha sbagliato assicurando che ciò non si ripeta più, in comune accordo i gruppi organizzati che fanno parte del collettivo sono pronti anche ad usare le maniere forti contro tutto ciò che metterà alla prova la nostra leale e pulita mentalità ultras.
Ricordando a tutti che non siamo dei criminali è arrivato il momento che ogni gruppo, ogni comitiva ed ogni singolo frequentatore della nostra curva si faccia carico delle proprie responsabilità.
Non vogliamo più subire tali umiliazioni e vigileremo su tutto ciò ci accadrà intorno."

L'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, che collabora direttamente col Ministero dell'Interno ha emanato un comunicato in cui suggerisce di vietare la prossima trasferta dei Cosentini a Modica il 30/03 senza evidenziarne il motivo. Questo fa riflettere sulle misure restrittive che subiscono oggi le tifoserie dopo i tanti episodi, alcuni molto gravi, ma che solitamente penalizzano tutti senza fare distinzione.
L'Osservatorio, bisogna ricordare, ha tra i suoi componenti anche il responsabile della sicurezza di Autogrill SpA e questa cosa ci tiene in allerta al pensiero di come un'azienda privata si camuffa in istituzione in maniera molto naturale da quando si privatizza tutto. Ma questo è un altro discorso. Fa sorridere invece la presenza di Carlo Longhi, che è stato uno degli intercettati al telefono con Moggi in occasione del "sequestro" di Paparesta. Stiamo parlando di gente che si occupa di sicurezza negli stadi.
Comunque alla fine la conclusione è sempre che i cretini ci sono dappertutto e il business del calcio è un esempio di come ci se ne approfitta dei cretini.
Non sarebbe male se per questa volta i tifosi puniti ingiustamente potessero dimostrare di essere capaci di meritarsi il nome di Ultras potendo andare ad assistere alla partita della loro squadra del cuore in maniera onorevole.


15/03/08

Lettera al piccolo F.

Ciao piccolo F., benvenuto.

Sei nato col Sole siciliano di fine febbraio tra le braccia del Mongibello.
Sei nato tuo malgrado: perchè lì dentro stavi bene, perchè eri protetto, adesso i tuoi occhi hanno davanti una terra splendida e martoriata ed ora inizia la vera avventura...
Sei nato sotto il segno dei Pesci, sei nato timido e indeciso ma anche sognatore e sensibile.
E per questo quando sei nato sotto gli occhi di tua madre ma non quelli dei tuoi padri hai sofferto incredulo.
Già, ti aspettavi di vederli lì con gli occhi lucidi bramosi d'abbracciarti ma tuo padre e il padre di tuo padre non c'erano. Anche se il tuo papà era passato a prendere il nonno ed erano partiti verso di te.
Ma alcune luci blu li han portati via dalla strada del vostro incontro.
Non avercela con chi lo ha fatto perchè costoro han solo adempiuto al proprio lavoro.
La tua nuova vita ti presenta subito la realtà che dovrai affrontare in questo mondo e quello che è succeso è un esempio di come non dovrai mai interpretarla.
Quando ancora eri nella pancia della mamma il tuo papà, che di marachelle ne aveva già fatte, voleva in cuor suo regalarti qualcosa che non possedeva e che la realtà sociale da lui conosciuta non gli dava a basso prezzo.
E così che davanti alle onde dello Jonio provava a prendersi quello che non era suo.
Egli non era solo e con l'aiuto di malfidati amici è riuscito a nascondersi fino al giorno che sei nato tu, poi il conto da pagare è arrivato anche per lui.
Era così tranquillo di star facendo la cosa giusta che è passato a prendere il nonno che non poteva assolutamente uscire perchè anche lui in passato ha fatto tante marachelle.
Adesso anche tu ne farai tante ma non arrivare mai al punto di far piangere tua madre che con tanto amore ti ha fatto fiorire in questa terra.
Adesso dovrai stare attento a chi ti vuole bene e chi no perchè è facile che chi ti si presenterà davanti offrendoti mussi di ficurinia non è degno della tua amicizia.
Faranno di tutto per convincerti a stare dalla loro parte prima adulandoti e poi minacciandoti ma tu chiudi gli occhi ragazzo, e credi solo a quel che vedi dentro, stringi i pugni e non lasciargliela vinta neanche un momento.
Se saprai guardare lontano troverai gente lodevole e valorosa in questa terra.
Non fermarti alle difficoltà perchè puoi essere tu insieme ad altri a rendere migliore il luogo e le persone che ti circondano.
Piccolo, come posso spiegarti la bellezza della Vita se tu ne sei il miglior esempio?
Come posso raccontarti il suo fascino, nonostante il dolore, l'odio, la cattiveria, e farti capire che essi fanno parte della Vita, senza intaccarla.
Potrò insegnarti ciò che so di questo Mondo, se lo vuoi; e chissà, magari imparare da te quello che io ancora non ho capito.
Vorrei rassicurarti sugli uomini: imparerai ad amarli, a proteggere chi non ne è in grado, e a tutelare la loro libertà come il più grande dei tesori.
Così non dovrai portare rancore a tuo padre e a tuo nonno per quello che hanno fatto ma dovrai inebriarli della tua saggezza di nuovo arrivato.
Presto ti chiederai cosa vuoi diventare e la tua appartenenza al popolo farà sorgere in te un moto di ribellione che se usato coi fini giusti ti porterà lontano, se invece non saprai gestirlo le trappole della società ti adescheranno fino a odiare chi ti ha dato la vita.
Ma ricorda, quando lo vorrai ti basterà un momento e la tua scelta sarà la migliore.
Lo imparerai.

Origine delle fonti:
"TRA News" del 29/02/08
"LaSicilia" del 01/03/08



08/01/08

Aggiornamenti sull'Adsl

Domande al Ministro Gentiloni.

Parliamo di digital divide, altro importante tema della sua agenda. L'Italia come si colloca rispetto al resto d'Europa in materia di accesso alla tecnologia?

Secondo le ultime stime della Commissione europea, l’Italia è ancora al quarto posto in Europa per diffusione della banda larga. Il nostro Paese sconta nella rete di accesso la carenza di reali infrastrutture alternative al doppino telefonico. Un importante contributo alla riduzione del divario digitale, ancora presente fra circa un terzo dei Comuni italiani, sarà fornito dalle tecnologie wireless, come il WiMax, le cui frequenze sono state messe a gara dal Ministero delle Comunicazioni e che saranno operative nel 2008. Con questa nuova tecnologia si avrà più banda larga per tutti e si potrà garantire il diritto all’accesso veloce alla rete come moderno servizio universale. L’obiettivo del Governo è di azzerare il cosiddetto “digital divide” entro l’orizzonte di legislatura del 2011.


Quale contributo può dare la modernizzazione della comunicazione alla crescita sociale ed economica del Paese?

Nel secolo scorso l’inclusione o l’esclusione dei territori dai processi di sviluppo erano condizionati essenzialmente dalla possibilità o meno di quelle aree di essere collegate alle reti stradali, elettriche, energetiche, idriche, postali. Nel XXI secolo il fattore di successo è e sarà invece sempre più legato alla possibilità di accedere alle reti immateriali, come il web. Ecco perché la realizzazione dei c.d. “next generation network” (reti di nuova generazione) per Internet ultraveloce, a 50 o più Mhz, sarà il processo di modernizzazione più rivoluzionario per la crescita del Paese. L’onere principale per la realizzazione di queste nuove reti sarà sostenuto dal maggiore operatore di Tlc italiano e da alcune delle aziende sue concorrenti. Il Ministero delle Comunicazioni è impegnato a coordinare, su tutto il territorio nazionale, iniziative congiunte con gli Enti Locali, per far sì che gli investimenti pubblici messi a disposizione dal Governo per le aree a “digital divide” promuovano in modo più ampio lo sviluppo socio-economico del territorio italiano.
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Nel frattempo si pensa come obiettivo per la finanziaria 2008 di diffondere la banda larga nelle aree sottoutilizzate, cioè in quelle aree dove il servizio non è ancora arrivato. Per questo il Governo aumenta di 50 milioni di euro le risorse del "Fondo per le aree sottoutilizzate" con l’obiettivo di ridurre e, per il futuro, di eliminare il digital divide legato alle infrastrutture di rete.
Nella migliore delle ipotesi si parla di aspettare più di un anno. Giusto il tempo di scaricare con i nostri modem a 56k l'ultimo aggiornamento dei nostri software.
Ad Aci S.Antonio non c'è molta voglia di aspettare e "Il Casalotto" ne condivide l'urgenza.
Stay Tuned!