24/04/09

Istruzioni per un uso corretto dei Commenti

Chi ha dimestichezza con lo strumento "blog" troverà questo post inutile ma aihmè è necessario per chi invece non ce l'ha.
Molti mi hanno evidenziato privatamente difficoltà nel lasciare commenti nella finestra apposita di Blogger, e altri, pur riuscendovi, non lo hanno utilizzato correttamente.
Allora ecco da IlCasalotto una piccola guida per l'uso corretto dei commenti sulla piattaforma Blogspot, nella speranza che possa servire ad aumentare i commenti di questo blog, insieme alla pluralità delle opinioni e la partecipazione.

Prima cosa da fare: vai in fondo al post che vuoi commentare e clicca su "x commenti (Dì la tua)" dove x sta per il numero dei commenti presenti, se è zero vuol dire che nessuno ha ancora commentato. Un motivo in più per essere il primo e lasciare la tua opinione.

Dopodichè si apre una finestra. Questa:

Nello spazio bianco scrivete quello che avete da dire, nel rispetto della pubblica decenza, ma fin qui ci arrivate da soli. Il messaggio invece all'inizio della finestra è un consiglio che però, pare, non viene preso molto in considerazione. Il perchè lo vediamo tra poco, intanto "scrollando" nella parte bassa della finestra,
ti viene chiesto un ormai diffusissimo controllo anti spam: il sistema Captcha.
Basta copiare nell'apposito form la parola casuale che viene visualizzata (in questo caso savalla).

Fin qui è tutto semplice ma quando si arriva alla scelta dell'identità comincia la confusione di molti.

Dunque avete 4 possibilità:

Google (Blogger)
per gli account Google

OpenId
per gli account LiveJournal

Nome/URL
per tutti (consigliato)

Anonimo
per tutti (sconsigliato)

Da quanto mi risulta molti si bloccano nella prima scelta perchè credendo che bisogna mettere per forza un account non vanno più avanti. Non è così: la prima scelta è riservata a chi è già registrato con Google, come me. Chi non lo è può registrarsi, ma non è necessario. E' sufficente passare avanti. Qualcuno dopo tanti tentativi, pur di lasciare un messaggio si è registrato, ma la sua registrazione con Google è legata a decine e decine di servizi, che magari neanche usa.

Importante: i commenti sono liberi, non occorre registrarsi!

Sorvolando sulla seconda identità (riservata ad un altro tipo di account) si arriva alla terza (Nome/Url) che è quella che fa al caso tuo se non hai un account Google e vuoi commentare un post. Qui puoi identificarti con il tuo nome (massimo rispetto) o con uno pseudonimo (pazienza, almeno posso riconoscerti tra tanti commenti). Puoi inserire anche un url, cioè l'indirizzo del tuo sito se ne hai uno.

La quarta possibilità, cioè l'identità anonima, è il massimo della libertà concessa da questo blog ma non è il massimo della trasparenza per chi la usa quindi è vivamente sconsigliata. Non farsi riconoscere, a seconda delle affermazioni che si fanno, provoca negli altri utenti un senso di inaffidabilità nei tuoi confronti. Chi non ha il coraggio di farsi riconoscere rischia di apparire come colui/colei che lancia la pietra e si nasconde la mano.

C'è poi chi seleziona "anonimo" ma poi si firma in calce al commento. In questo caso siete stati onesti e leali ma avete commesso un errore tecnico. Infatti nel messaggio comparirà:
Anonimo ha detto....testo commento, firma in calce.

Quindi il consiglio per tutti coloro che non hanno un account con Google è quello di commentare selezionando la scelta "Nome/Url" e scrivendo il proprio nome. Ne gioveremo tutti.

Se ti è tutto chiaro, cosa stai aspettando? Fai sentire la tua opinione.




2 commenti:

Giovanni ha detto...

Per un governatore che ride c'è n'è uno che piange (Marrazzo). Che tristezza immensa per un siciliano che si è trasferito a Roma.

Emilio R. ha detto...

Più che tristezza c'è la responsabilità che aumenta per ognuno di noi (fuori dai palazzi) che da nessuno dei presenti siamo rappresentati. C'è a rischio la pace sociale: da una parte loschi individui stanno mettendo mano alla Costituzione per cambiare la Repubbllica Democratica in qualcos'altro. Dall'altra personaggi ricattati sono disposti a vendersi il paese. I tempi sono questi. La 2a Repubblica ha fallito. E non è sicuro che non c'è 2 senza 3. Quello dipende da ognuno di noi.