08/01/08

La malattia di Catania

Vi posto questo recente articolo apparso sul Messaggero che parla della situazione di vivibilità particolare di Catania. Il giornalista romano fa una vivace critica a seguito di una sua vacanza nella nostra città e ne vede delle belle.

Lo metto qui perchè anche noi siamo catanesi. Pur vivendo fuori città ci rechiamo spesso lì anche perchè molti santantonesi negli ultimi anni si sono trasferiti ad Aci S.Antonio proprio da Catania.
Leggere le nostre storie dall'esterno a volte fa molto bene.

La malattia di Catania

Salve, Il giorno 30 dicembre, appena arrivato a Catania, mentre mi stavo dirigendo in compagnia della mia ragazza verso l’ostello Agorà, sono stato rapinato da tre ragazzi in via del Plebiscito. La tecnica è quella classica del motorino che ti taglia la strada mentre altri due ragazzi, aprendo le portiere laterali, rubano tutto ciò che trovano. Bottino: i documenti di entrambi, i bancomat di entrambi, la mia carta di credito e 200 euro. Ci rimanevano solo 300 euro e la carta di credito della mia ragazza. Fin qui, direte voi, nulla di nuovo se non fosse per le successive disavventure che ci sono capitate e che mi hanno fatto capire che la malattia di cui parlo in oggetto colpisce la gente di Catania e non solo quei tre rapinatori che ne rappresentano il bubbone esterno.

Non sto parlando di un “malessere”generale magari causato dalle condizioni disagiate, dalla disoccupazione e dal degrado del quartiere ma di una vera e propria “malattia” che colpisce anche persone che non versano in tali condizioni e che è fatta di omertà, inefficienza ma soprattutto di assenza del più comune senso di civiltà e di umanità e che sicuramente non aiuta una realtà che attraverso il turismo vuole emergere. Fatemi quindi ringraziare, in maniera naturalmente sarcastica, tutti quei protagonisti che hanno contribuito a farmi consolidare tale diagnosi di malattia.

In primis desidero ringraziare i tre rapinatori, che la proprietaria di un bed&brekfast ha anche voluto giustificare con il ritornello della disoccupazione, che vigliaccamente hanno aggredito una donna. A loro dico che nessun lavoro potrà salvarli dalla loro situazione semplicemente perché non vogliono esser salvati ed io per questi vigliacchi, mi permetta la proprietaria del b&b, non ho alcuna compassione.

Voglio ringraziare anche la Questura di Catania ed in particolare l’Ufficiale di P.G. Sov.te Capo Sebastiano Burtone per non averci dato il minimo supporto psicologico, la minima parola di scusa (anche perché se sono stato rapinato in una città di cui le forze dell’ordine devono garantire la sicurezza, la responsabilità è anche delle stesse forze dell’ordine) e che ha ridotto la denuncia in una meccanica “presa d’atto” di quanto accaduto (e poi si dice che la gente non denuncia più i furti) senza dare il minimo seguito a quanto denunciato.

Riporto a mero titolo informativo che con noi in Questura sono arrivate altre quattro coppie di turisti tutte rapinate nella stessa modalità (macchina in affitto e motorino che taglia la strada) e nella stessa zona, tant’è vero che l’ Ufficiale di P.G. Sov.te Capo ha argutamente notato che “probabilmente” sono stati “quelli” dell’autonoleggio ad indicare le macchine ai rapinatori. Alla mia richiesta su chi fossero “quelli” dell’autonoleggio non ho avuto risposta se non la ripetizione della parola “quelli”.

Chissà com’è ma penso che non ci saranno ripercussioni e che continueranno ad esserci le rapine a via del Plebiscito, eppure da semplice profano penso che una maggiore sorveglianza da parte delle forze dell’ordine aiuterebbe a diminuire il fenomeno e almeno eliminerebbe le bancarelle che vendono abusivamente fuochi d’artificio di cui la via è piena. Ringrazio anche il gestore dell’ostello Agorà per non averci dato alcuna indicazione sui pericoli che potevamo correre nel venire all’ostello, visto che la zona per amissione degli stessi Catanesi non è nuova ad episodi del genere e che non ha pensato di venire in Questura per darci una mano ma che è stato più preoccupato a sapere se aveva o meno la stanza libera per la notte. Mi sono accorto che il gestore non è catanese ma presumibilmente del nord europa da ciò deduco che la malattia di cui parlo non colpisce solo chi nasce in questa terra ma anche chi viene da fuori, insomma il virus si “respira”.

Ringrazio la guida Routard, da me sempre utilizzata in tutti i viaggi che ho fatto (e non sono pochi) che, da grande conoscitrice delle realtà del posto, non ha segnalato la pericolosità della città di Catania, come ad esempio fa nella guida di Napoli, e della locazione dell’ostello in particolare. Ringrazio l’hotel Miramare al quale ci siamo rivolti la sera del 30, visto che saggiamente non siamo più voluti andare all’ostello, che ci ha fatto pagare 100 euro anticipatamente perché sprovvisti di documenti (ma con denuncia alla mano) una stanza vergognosa in un albergo completamente vuoto.

Ringrazio la compagnia blu-express che a fronte della nostra richiesta di anticipare il prima possibile il volo si è rivelata completamente assente in aeroporto (c’è solo personale della SAC autorizzato alla sola vendita dei biglietti) e che fornisce solo due modalità per cambiare la data del volo: il numero a pagamento o internet. Peccato che l’aereporto di Catania (che ovviamente ringrazio) non ha punti internet (faccio notare che pure le stazioni dei bus in Marocco sono dotate di tale avveniristico servizio) e che pur essendo fornito di telefoni pubblici non ha punti vendita di tessere telefoniche!

L’unico punto internet dell’aereporto mi è stato detto esser presente nella sala VIP dell’Alitalia, peccato che una zelante responsabile (grazie!) pur essendo venuta a conoscenza della nostra disavventura, non ci ha concesso di entrare nella saletta in questione perché “ne deve render conto a qualcuno”. Alla fine il desk del tourist information ci ha permesso di fare la telefonata al numero a pagamento (ai due ragazzi va il mio sincero ringraziamento) peccato che chi viaggia low cost non ha diritto a trattamenti umani ma viene trattato come bestiame anche in condizioni di disagio in cui versavamo io e la mia ragazza privi di documenti, e quindi la blu-express ci ha “offerto” nuovi biglietti di ritorno al vantaggiosissimo prezzo di 230 euro! Capite bene che siamo dovuti rimanere.

Voglio infine ringraziare (last but not the least) l’associazione dei commercianti di via del Plebiscito, e la cittadinanza tutta per non aver mosso un dito in occasione del furto in ossequio a un attegiamento omertoso, che non esito a definire “mafioso”. Infatti in occasione della rapina non solo nessuno ha visto niente (faccio osservare che erano le 7 di sera e che la via era trafficatissima) ma nessuno si è mosso ad aiutare una donna aggredita e comunque due persone che cercavano aiuto, anche solo l’indicazione della stazione dei carabinieri più vicina o della Questura.

È per questo che dico che non sono i tre ragazzi a rappresentare il malessere ma la gente di Catania ad esser malata di un menefreghismo che non li porterà da nessuna parte; se si vogliono eliminare certe piaghe non servono fiaccolate o concerti con tanto di telecamere al seguito ma l’impegno quotidiano e costante della cittadinanza tutta e delle istituzioni in primo luogo che devono dare il “la” ad una riscossa popolare che sconfigga la malattia.

Gli esempi sono vicini: Noto, Siracusa, Modica. Posti dove la gente ci ha dimostrato la propria solidarietà in maniera concreta, il proprietario di un b&b ci ha detto che potevamo pagare con vaglia appena tornati a Roma, un ristoratore di Siracusa ci ha offerto la cena; ecco quell’umanità che abbiamo cercato ma non abbiamo trovato nella gente di Catania. Consentitemi di concludere ironicamente questa mia lettere: spero che quest’anno la Roma faccia altri sette gol al Catania. Distinti Saluti

Daniele Modesti

(7 gennaio 2008)

17 commenti:

Carmelo ha detto...

A me hanno rubato il portafoglio a Praga, ma non ho augurato alla popolazione sconfitte calcistiche pesanti, né mi sono intrattenuto in un trattato di sociologia sulla gente del luogo, facendo un grande, immenso fascio del tutto.
Capitano dovunque certe cose, e il fatto che l'incidente si sia risolto male a causa di una cattiva organizzazione non autorizza il signore in questione ad augurare tutto il male possibile a unacittà e alla sua popolazione.
Che, tranquillo, se glielo rubavano a Roma il portafoglio, non si comportavano in maniera diversa.
Sicuro.

Anonimo ha detto...

sono la ragazza di quello che ha scritto l'articolo. beh caro Carmelo, se ci avevavano rubato solo il portafogli "stavamo una pasqua". cmq grazie per la solidarietà.

Emanuela ha detto...

Forse qui non si tratta soltanto di "RUBARE IL PORTAFOGLIO", cosa che può succedere ovunque nel mondo.

Il malcapitato si è soffermato su un problema molto più grande: omertà e mancanza di solidarietà.

E questo è il vero problema, che purtroppo interessa le nuove generazioni molto più adesso che in passato.

Daniele ha detto...

Ciao Carmelo,
Francamente non mi sembra di "aver augurato tutto il male possibile" alla gente di Catania, gli ho solo augurato ironicamente una pesante sconfitta calcistica, se poi per te questo è "tutto il male possibile"...beh problemi tuoi.
Forse il furto del portafogli può capitare anche a Roma (anzi ne sono sicuro) però ciò non "dovrebbe" consolarti...ed è proprio il tuo atteggiamento "del mal comune mezzo gaudio" che invece a me preoccupa.

Carmelo ha detto...

Mica sono io che ho scritto che la gente di Roma è "malata di menefreghismo".
Oppure che facciamo "fiaccolate o concerti", che tanto sono inutili.
E nemmeno "mal comune mezzo gaudio".
Ho solo scritto che avete fatto di tutta l'erba un fascio.
E francamente non ritengo di dover reiterare quanto sopra, tanto tautologico è ciò che affermo.
Ovvero che il post trasuda un qualunquismo talmente becero da non meritare nemmeno il poco tempo che ho dedicato alla sua lettura.

Saluti


P.S.: Emilio, c'ho le palle girate che oggi divento più vecchio.
Pardon. :-)

Anonimo ha detto...

il modo in cui siamo stati trattati, non da tutti, ma dalle persone che abbiamo esplicitamente ringraziato, merita solo di essere commentato col il silenzio assoluto e totale, le uniche parole che ammetto sono: "scusate, ci dispiace" e se tu caro Carmelo ti accalori tanto in questo discorso significa che in fondo ti senti colpito nel tuo intimo. se tu sei migliore di quelli che ci hanno mal trattato lo dovresti dimostrare mettendoti dalla nostra parte e non dalla loro. perchè un primo passo per correggere le cose che non vanno è saperle riconoscere ed isolare. riflettici.

Emilio R. ha detto...

Povero Carmelo me lo avete massacrato proprio il giorno del suo compleano!!
Io lo conosco personalmente e, Daniele, posso dirti che se lui era lì con voi in quel momento non avrebbe esitato ad aiutarvi. Ma sicuramente in lui ha prevalso un sentimento d'orgoglio che è tipico di noi catanesi. In realtà tu dici con chi ce l'hai e fai bene perchè sono i fatti che parlano ma dici anche che tutta la cittadinanza non ha mosso un dito. Penso sia questo il fascio a cui si riferiva Carmelo. A me dispiace molto quello che vi è capitato ma a Catania si vive in maniera molto particolare. E' innegabile che sia una città bellissima ma vive ormai da troppo tempo assediata dai morti ammazzati che parlano troppo e quindi la gente incarna una rassegnazione virale. E' questa la malattia. Per il resto ti assicuro che a Catania sappiamo essere molto accoglienti rispetto a molte altre parti d'Italia. Purtroppo però ci dobbiamo portare dietro amministrazioni colluse con i poteri mafiosi che non fanno altro che mettere benzina al fuoco. Si tratta di una cultura mafiosa ma la gente non lo è, anzi i catanesi sono molto coraggiosi. Certo è che quando vado in zone come via Plebiscito so come comportarmi perchè so di essere a rischio forse è meglio se cambi guida la prossima volta. Mi piacerebbe che tornaste a Catania per cancellare il brutto ricordo e magari riscrivere di una Catania Città Aperta. Intanto occhio domenica che i rossazzurri questa volta sono più forti. ;)

Anonimo ha detto...

Scusate se mi intrometto, ma chi avete votato alle ultime elezioni§?

Anonimo ha detto...

il problema è che Carmelo vuole trovare delle giustificazioni a qualcosa che non le ammette...noi non abbiamo condannato tutti i catanesi, ma solo quelli che erano li a via del plebiscito quella sera(e la strada era gremita) e che non hanno mosso un dito, e quelli che neanche dopo ci hanno aiutato. riguardo a tornare a catania per il momento non credo, tra qualche anno forse, e lo dico con rammarico, giacchè ero stata io a lodare a Daniele le bellezze della sicilia, dove per altro ero stata più volte(in altre zone però).

Katanesa ha detto...

Salve a tutti.
Mi è capitato di leggere la lettera de" Il Messaggero" scritta dal Signor Daniele Modesti e sono rimasta parecchio offesa. La malattia di Catania?!?
Io sono una ragazza catanese, nata e cresciuta in questa meravigliosa città e non mi sento affatto MAFIOSA o OMERTOSA. Essere siciliani non è sinomino di menefreghismo.
Conosco i gravi problemi che esistono nella mia città, qui magari in percentuali più elevate, lo ammetto, ma non ci credo che a Roma o in qualsiasi altra parte del mondo queste simili cose non accadano.
Con ciò non voglio giustificare il gesto che è stato fatto nei confronti di coloro che erano venuti in Sicilia, magari per divertirsi e staccare un pò la spina ma permettetemi di dire che mi sento offesa dal Signor Daniele Modesti che non ha fatto altro che elencare una sfilza di note negative, partendo dai tre rapinatori e finendo ad insultare tutti gli abitanti di Catania, indistintamente.
Beh, credo proprio che da qui si percepisca l'intelligenza di una persona..."fare di tutta un'erba un fascio!".
A Catania esiste, qualora qualcuno non lo sapesse, una grossa percentuale di gente che lavora, rispettosa, civile e colta.
Comunque proseguire sarebbe davvero abbassarsi a tanta ignoranza.
Vi lascio un articolo sulla partita Roma - Catania del 3 Aprile 2007.
Ditemi se questa non è omertà!

http://www.mondocatania.com/ct/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=1747&mode=thread&order=0&thold=0

Distinti Saluti.

Emilio R. ha detto...

E anche stavolta ci sono stati scontri a Roma con feriti:
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/cronache/200801articoli/29437girata.asp
http://www.repubblica.it/news/sport_gen/sport_n_2845817.html

I cretini ci sono dappertutto, è inutile alimentare un campalinismo pietoso.
Ma se dobbiamo parlare di mafia allora Roma ne è pienamente responsabile anche della situazione di Catania, basta guardare chi sta seduto in parlamento.

Anonimo ha detto...

basta vedere chi è il presidente della regione, qualcuno deve pure averlo votato. o è come berlusconi che non lo ha votato nessuno?

Emilio R. ha detto...

E il sindaco di Catania invece?
Cmq ormai la depressione del sud è storica!

Anonimo ha detto...

triste sentir dire che è storica, perchè sembra quasi un dire che per quanti sforzi si possano fare cambiare è praticamente impossibile, il che è molto deprimente.

Emilio R. ha detto...

No non deprimerti! "storica" è riferito al passato.
Intendo dire che se oggi abbiamo Scapagnini a Catania, che è quello che è, prima di lui non abbiamo avuto molto di meglio. Insomma la situazione di cattiva amministrazione al sud ce la portiamo dietro da così tanto tempo che ormai ha fatto storia. Ma io non demordo e nemmeno tu.
E già siamo due!

Anonimo ha detto...

Volevo iniziare con "ringraziare" il "signore" che ha scritto questa lettera... grazie, perchè e per tutte le persone come lei che noi viviamo una costante situazione di emarginazione e diffidenza, grazie, perchè sono quelli come lei che negano ai nostri ragazzi la libertà di vivere a testa alta da siciliani, anzi catanesi, perchè per lei c'è differenza, grazie, perchè per renderci ancora più difficile affrontare la vita con il sorriso da siciliani, grazie.
Io sono una ragazza nata e cresciuta in provincia di Catania, uno dei tanti paesini ricchi di calore umano e di forza di volontà, ecco voi avete avuto una brutta esperienza a Catania, in una delle zone che noi Catanesi sappiamo essere tra le peggiori, ma Catania non è quello, la gente di Catania non è solo quella che avete incontrato voi, la gente di Catania è anche quella che trascorre le proprie vacanze per aiutare le persone bisognose, invece di andare in giro a diffamare un paese, è quella che combatte con tutte le sue forze un fenomeno che la affligge, è anche quella che dice no al pizzo al costo di perdere tutto ed è anche quella che vende e compra "pizzini per la legalità" per sostenere chi ha detto no alla mafia. Ecco magari perchè non provi a comprare questi libri e leggere storie vere di siciliani che dicono no, il ricavato va in beneficenza, magari invece di criticare e basta cogliamo l'occasione per fare del bene.
Link dove trovare i pizzini:
http://lnx.rolaformichina.com/portale/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=2&Itemid=45
http://www.libreriaeditriceurso.com/coppola/index.html
http://www.a.marsala.it/index.php?mod=page&nw=2:4:10:2007:5572
http://www.isolapossibile.it/article.php3?id_article=1055
http://www.rosalio.it/2006/07/08/i-pizzini-della-legalita/#comment-165960
Cordiali saluti
Angela

Anonimo ha detto...

Questione di civiltà. Ieri (18/05/2008) Catania ha dato di nuovo prova del suo innato spirito di accoglienza: giornalisti romani picchiati, giocatori insultati e minacciati colpevoli solo i primi di fare il proprio lavoro ed i secondi di giocare a pallone. Uno spettacolo indegno della serie A e dello sport in generale e di una città civile. Molte persone mi hanno detto che Catania è anche altro e che è impegnata a cambiare...beh FORZA RAGAZZI c'è ancora molto da fare!!!