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22/03/09

I Corsari dell'Oro Nero dell'Etna

E’ arrivato il denaro. Finalmente dopo lunghe peripezie il Distretto Produttivo della Pietra Lavica dell’Etna ha visto premiato il suo impegno ed insieme ad altri 7 distretti riceverà il primo finanziamento del settore.

La notizia è dell’11 gennaio scorso mentre la pubblicazione dei decreti sulla Gazzetta Ufficiale da parte dell’assessorato alla cooperazione è del 13 febbraio.

Sono 4 i milioni di euro che arrivano per finanziare il settore dell’Information and Communication Technology delle imprese coinvolte. Ma cerchiamo di capire bene il contesto in cui operano questi distretti con la globalizzazione che avanza e la crisi finanziaria.

Ricordate quando cominciarono ad affiorare in Italia i primi supermercati? Soffocavano improvvisamente il lavoro dei bottegai togliendo loro la linfa vitale della clientela. Le politiche economiche degli ultimi decenni hanno favorito le grandi imprese di pochi, mettendo in crisi le piccole imprese ma anche l’artigianato di molti.

Favorendo il commercio di massa siamo arrivati, anche grazie a classi dirigenti senza scrupoli e ad una classe politica sempre più autoreferenziale, alla ormai famosa crisi di questi tempi. Forse il capitalismo come lo abbiamo sempre conosciuto sta collassando su se stesso.

I segnali di questa catastrofe, dobbiamo ammetterlo, ci sono da anni. Pensate al periodo di crisi di fine anni 80-inizio anni 90. Proprio in quel periodo si pensò di venire incontro a tutte quelle realtà imprenditoriali e artigiane che dovevano fare i conti con la concorrenza della globalizzazione. Vennero pensati i distretti industriali e poi produttivi. Le concentrazioni di aziende raggruppate per settore e territorialità si univano per resistere allo strapotere economico.

Nella zona etnea, famosa per il mongibello e la sua lava, centinaia di lavoratori hanno fatto la fortunata storia dell’artigianato locale della pietra lavica.

Una fortuna che se non inserita in un contesto moderno di produzione, rischiava di essere persa. Soprattutto in un futuro prossimo dove i paesi del Mediterraneo sarebbero tornati, dopo secoli, a solcare i mari per rilanciare un mercato di antiche e gloriose soddisfazioni.

A Catania, infatti, in vista dell’apertura dei mercati di Mediterraneo 2010 l’idea è stata quella di proporre il meglio della produzione locale ai futuri acquirenti della costa dell’Eurasia e dell’Africa.

Si è progettato quindi un grande polo fieristico che mira specificatamente al business del settore agroalimentare e lapideo.

Il porto di Catania quindi, nel futuro mercato mediterraneo, proporrà soprattutto arance e pietra lavica.

Per il momento il progetto della futura EtnaFiere S.p.A., che avrà sede a Belpasso, non ci dà risposte a breve termine sulla sua realizzazione però il grosso business che si prospetta è stato ampiamente previsto e anticipato da due noti dottori commercialisti catanesi, già all’inizio degli anni 2000.

Fu in quegli anni infatti che il rampollo dello Studio Pogliese, l’allora assessore provinciale allo sviluppo economico di Catania Salvo Pogliese, diede vita alla promozione del “Distretto della Lava”. Una forma di distretto ancora acerba, così come la legislazione del tempo, ma la sua intuizione si sposava perfettamente con il ruolo di presidente di EtnaFiere, del dott. Commercialista “Senior” Antonio Pogliese che ha contribuito in prima persona a rilanciare l’economia del centro nevralgico di Belpasso. Non solo Etnapolis, ma ovviamente anche la pietra lavica. Il comune belpassese infatti è il primo interessato al mercato della preziosa pietra con le sue 12 cave e circa il 40% di imprese di tutta la zona.

Una ricchezza che il sindaco Alfio Papale conosce bene sin dai tempi del “Distretto della Lava” e oggi che in qualità di rappresentante comunale è diventato il presidente del Distretto della Pietra Lavica.

Ma il controllo professionale sul distretto dei nostri commercialisti rischiava di vacillare con la Finanziaria 2006. Tremonti infatti aggiudicava ai distretti un inedito potere di concertazione fiscale. In pratica da quella manovra il distretto, senza nessuna qualifica in merito, poteva direttamente contrattare col fisco i vantaggi fiscali delle aziende consociate facendo a meno della consulenza professionale dei commercialisti.

Quindi i professionisti che avevano nasato per primi l’affare venivano tagliati fuori dalla contabilità del distretto. A meno che…

A meno che il commercialista in questione non sarebbe entrato dentro il direttivo del distretto. Come? Prima come socio in qualità di presidente di Etna Ambiente s.r.l. e poi diventando nel 2009 revisore dei conti della Fondazione che rappresenta l’organismo del distretto.

Ma è proprio attorno alla governance di questa Fondazione che si riescono a evidenziare le capacità imprenditoriali e amministrative che ruotano attorno all’oro nero dell’Etna.

Se da un lato abbiamo l’astuta intuizione dei personaggi sopraesposti, dall’altro lato vediamo gli amministratori di uno dei 27 comuni del distretto, impegnato in un affannoso tentativo di aggrapparsi all’ennesimo carro/baraccone del mondo affaristico siciliano.

Il comune di Aci S.Antonio sin dalla scorsa amministrazione ha partecipato al patto del distretto perché nel suo territorio lavorano artigiani della pietra lavica. Sono solo due imprese (Cristaldi Francesco e Grasso Orazio) su circa 80 totali del distretto che, comunque sono rappresentative dell’artigianato locale. Le due ditte però, nonostante avessero già singolarmente fatto parte del lungo percorso di selezione dei distretti, oggi non hanno ancora aderito alla sua Fondazione.

Ricordiamo a tal proposito che dalla Finanziaria 2007, che inserì un contributo statale in favore dei distretti, l’iter di riconoscimento ha visto in corsa ben 7500 imprese siciliane di cui 3.600 promosse, riducendo i distretti interessati da 58 a 23. Il distretto della pietra lavica è riuscito grazie ad un incoraggiante voto di “quasi sufficiente” a passare poi alla fase successiva rientrando al decimo posto tra i

restanti 12 progetti finanziabili.

Per la nuova amministrazione Cutuli essere protagonista nell’area distrettuale era un affare non solo in vista del mercato aperto del Mediterraneo, ma anche e soprattutto per la previsione di finanziamenti di 200 milioni di euro tra fondi europei, statali e regionali di cui 80 milioni attraverso il Por Fesr 2007/2013.

I primi 8 milioni riguardanti le attività di ricerca, sviluppo e trasferimento tecnologico sono quelli di questi mesi, ripartiti in due tranche. Della prima ne abbiamo notizia il 13 novembre 2008 l’assessore regionale siciliano alla Cooperazione e Commercio, Giovanni Roberto Di Mauro fa sapere che sono stati stanziati i primi 4 milioni per potenziare i 12 distretti produttivi regionali. Della seconda tranche c’è ancora d’aspettare.

Con la prima partita in arrivo, al distretto della pietra lavica non bastavano le firme del Patto per lo Sviluppo del 2006, perché per ricevere quei finanziamenti occorreva una struttura giuridica che è stata individuata nella Fondazione, secondo gli esperti un ottimo organo di Governance. Ma la Fondazione in quel momento era ancora da costituire.

Il sindaco di Belpasso quindi, si getta a capofitto nella sua costituzione, il 14 novembre chiama i comuni coinvolti e chiede chi vuol essere socio fondatore o semplicemente socio. Il 20 novembre si firmerà l’atto costitutivo e più in là si eleggeranno le cariche direttive.

Rispetto alla numerosa partecipazione al Patto però, i soci che, versando una quota annua di 500 euro, accettano di convergere nella Fondazione sono circa la metà e i Comuni che diventano soci fondatori sono 5: Aci S.Antonio, Giarre, Ragalna, Zafferana e ovviamente Belpasso. Adesioni approvate in civico consesso. Le modalità di quello santantonese ne fanno il caso particolare.

Partecipazione alla FONDAZIONE DI PARTECIPAZIONE "DISTRETTO PRODUTTIVO DELLA PIETRA LAVICA DELL' ETNA"

Già dal titolo cacofonico dell’odg si capiva con quanta fretta e furia sono stati convocati i Consigli Comunali per il 19 novembre. Per Aci Sant’Antonio essendo la sesta convocazione urgente su sette le motivazioni portate in Consiglio dagli amministratori anticipano la burla tragicomica che si svelerà una volta che il direttivo distrettuale sarà formato.

L’assessore allo Sviluppo Stefano Finocchiaro inizia tentando il vecchio metodo di elevarsi meriti di fronte alla noncuranza della precedente amministrazione. Un tentativo mal riuscito dato che quella convocazione è consequenziale alla richiesta appena fatta pochi giorni prima dal comune capofila Belpasso, senza contare poi l’incompleta documentazione presentata ai Consiglieri.

Comunque l’assessore segue illustrando l’”imperdibile opportunità” di entrare a far parte degli scranni del direttivo del distretto.

Lo statuto prevede che i 2/3 del Consiglio d’Indirizzo siano rappresentativi dei soci fondatori, ma concretamente c’è qualche possibilità in più ma non vi è certezza, bisogna partecipare all’elezione ed essere eletti.

Quindi un’opportunità discutibile che potrebbe essere ottima, se non fosse che... l’approvazione della delibera è macchiata da una violazione dell’articolo 3 del regolamento delle commissioni. Infatti la commissione competente non è stata messa in condizione di esaminare il documento e di esprimere il parere vincolante per passare al Consiglio. E il tempo per farlo c’era.

La delibera è passata ugualmente nonostante la contrarietà dell’opposizione ma soprattutto del parere SFAVOREVOLE del segretario comunale (messo a verbale).

Quindi il valore aggiunto di diventare protagonisti nei bandi che finanzieranno il distretto si è trasformato in un illecito amministrativo che anziché assumere un aspetto di provvidenziale furbizia sicula diventa un inutile passo falso quando l’8 gennaio l’assemblea del distretto si riunisce per eleggere il direttivo e tra i presenti non compare nessun rappresentante del comune di Aci S.Antonio.

Un’assenza, questa, che dopo la magagna in Consiglio, forzatamente giustificata dall’ingresso nella stanza dei bottoni, diventa una beffa imbarazzante quando gli elettori presenti si nominano tra di loro rendendo goffo il tentativo dell’amministrazione Cutuli di entrarci.

Forse sono cose che succedono quando più elementi di cattiva amministrazione si accavallono. Quel giorno probabilmente, la gestione dello sciopero dei netturbini santantonesi, era un’inefficenza amministrativa così evidente da occupare completamente gli affanni della giunta.

I corsari, si sa, non sono stinchi di santo, il loro obiettivo è quello di arraffare tutto l’oro. Non daranno un esempio positivo ma, possono esser visti da qualcuno come eroi. I seguaci che invece vogliono emulare le gesta dei corsari con la speranza di raccattare qualche moneta, il più delle volte, oltre che dare un esempio certamente negativo, appaiono ai più, profondamente patetici.





21/03/09

Illegittimità inutile

Una delle tante delibere illegittime votate in Consiglio Comunale ha permesso ad Aci S.Antonio di mutare il suo status all'interno del Distretto della pietra lavica da socio normale a socio fondatore. L'unico vantaggio è la maggior possibilità di entrare nel direttivo della fondazione.

Ma dopo aver violato il regolamento commissioni, all'elezione del direttivo nessuno si presenta! Perchè?

Se non interessava entrare nel direttivo perchè allora si rischia una denuncia per illecito pur di approvare la delibera?

Trattasi di maldestra amministrazione o consueta e consolidata violazione delle regole?

In alto l'articolo uscito il 18 marzo sul Quotidiano di Sicilia. Prossimamente una versione estesa in queste pagine.



03/03/09

Bell'idea Maggioranza!


Ciak si gira!

Opposizione: “Inseriamo in bilancio una somma a sostegno delle persone invalide. Lo aveva chiesto la responsabile dei servizi sociali”

Maggioranza: “Macchè sostegno a persone invalide. Soldi non ne abbiamo”

Opposizione: “Abbiamo un idea”

Maggioranza: “Adesso viene fuori che anche l'opposizione ha le idee! Ah! Ah! Ah!”

Opposizione: “Silenzio! Basta spostare queste voci un po' qui e un po' là e nel capitolo 1058 ricaviamo una somma di 29.555 euro.”

Maggioranza: “Ma va!”

(Dopo sospensione di 25 minuti in confabula)

Maggioranza: “Abbiamo avuto un idea! Basta spostare queste voci un po' qui e un po' là e nel capitolo 1058 ricaviamo una somma di 29.555 euro.”

"Bell'idea!"

Stop!

Tratto da una storia vera:
Aci S.Antonio - 28/11/09 - Consiglio Comunale.



Aci S.Antonio: la lotta al Racket non è una priorità!

La notizia è del 28 novembre ma vale la pena ricordarla per non dimenticare l'etica e la sensibilità dei nostri amministratori.
Durante il Consiglio Comunale, convocato urgentemente per adempiere una manovra assolutamente di routine come l'assestamento di bilancio, i consiglieri di opposizione hanno presentato un nobile emendamento.

L'istituzione di un fondo a sostegno delle imprese che si ribellano al racket, un contributo che premia il coraggio di quei commercianti che denunciano le estorsioni. Un semplice provvedimento di buon senso già adottato in altri Comuni come Zafferana.
Peccato però che la maggioranza consiliare vicina all'amministrazione ha BOCCIATO l'emendamento.

Un atto di menefreghismo che anzichè incoraggiare la lotta al pizzo, fa un favore a chi il pizzo lo chiede. Alla faccia della legalità!

link: le associazioni antiracket siciliane




15/02/09

tele...Camere di Sicurezza

Ho già parlato di sicurezza in un vecchio post. Di come la paura indotta dai media serva solo ai governanti ad avere un popolo bisognoso di loro.

Ho proposto solo provocatoriamente i militari nelle strade e il governo non solo lo ha veramente fatto ma è andato pure oltre, con le leggi razziali dell'ultimo Ddl sicurezza. La campagna mediatica del regime piduista mira alla paura del diverso e del povero, acquisendo consensi ingiustificati mentre il popolo italiano ancora non si sveglia.

Ad Aci S.Antonio i problemi sono tanti ma la sicurezza non è proprio la prima preoccupazione anche se non la pensano così i politici che seguono l'onda della casta. Nella ridente cittadina etnea presto la vita dei suoi abitanti sarà sorvegliata dagli occhi delle telecamere.

Infatti lo scorso 28 novembre l'amministrazione comunale ha firmato un accordo insieme ad altri 5 comuni (Aci Catena, Aci Castello, Valverde, Aci Bonaccorsi e S. Venerina) aderendo ad un consorzio che ha partecipato ad un bando finanziato dal P.O.N. Sicurezza gestito dal Ministero degli Interni.

Il finanziamento riguarderà un innovativo e sofisticato sistema di videosorveglianza dei siti sensibili o delle aree ritenute abili al controllo dell'occhio elettronico.

I dettagli del progetto non si conoscono perchè sono stati illustrati in un incontro tecnico a porte chiuse, non aperto al pubblico e nemmeno alla stampa. Sapete com'è? La sicurezza....

I punti strategici o i siti sensibili che ad Aci Sant'Antonio verranno “protetti” dalle telecamere verranno identificati dopo alcuni sopralluoghi ma intanto si parla di scuole, ville comunali e piazze.

Con questo sistema vogliono proteggere il territorio da fatti criminosi anche se i misfatti di cronaca nel territorio comunale, sono abbastanza sporadici. Sembra la solita politica dell'allarmismo perchè se avviene un reato è molto più facile che succeda dove non ci siano telecamere. La sicurezza totale del territorio è impossibile, non si possono mica coprire tutti gli angoli del comune dall'occhio elettronico!

Immaginiamo negli ultimi reati santantonesi accertati (l'ultimo il 4 dicembre) se la politica delle telecamere avrebbe cambiato qualcosa.

Nel novembre scorso un residente di Zafferana, nella sua abitazione di Monterosso, aveva allacciato abusivamente la sua linea enel. La telecamera avrebbe dovuto trovarsi proprio di fronte a casa sua per sgamare il reato, ma l'hanno beccato lo stesso con i soliti controlli.

Sempre a novembre sono stati arrestati due giovani di Catania e Misterbianco che nel settembre 2007 avevano rapinato gli effetti personali di una donna e il fuoristrada di un uomo parcheggiato in un cortile santantonese. Per evitare ciò la telecamera doveva stare lì, così come in ogni strada e abitazione!

Stessa cosa per quei giovani che hanno rubato una Y10 ad Aci S.Antonio per farsi un giro a Catania. Una telecamera messa, che so, in piazza Maggiore non avrebbe evitato il fatto, successo in un'altra zona del paese.

Sinceramente la fobia della sicurezza è diventato un vero e proprio business della videosorveglianza. Più che servire alla sicurezza dei cittadini, lede la privacy di ognuno di loro. Nei comunicati stampa hanno rassicurato che il sistema non sarà invasivo e garantirà la sempre più reclamizzata privacy personale: nessun "grande fratello"!

Ma il Garante della Privacy, forte dell'esperienza degli ultimi anni nel resto d'Italia, sostiene che non mancano i casi in cui le telecamere fissano gli interni delle abitazioni. Per questo ha stilato un provvedimento che tutela i cittadini al quale il Comune di Aci Sant'Antonio dovrà attenersi, per esempio segnalando le aree videosorvegliate o limitare le riprese scolastiche alle ore di chiusura, per tutelare i minori. Purtroppo molte volte il documento non viene rispettato quindi i cittadini devono stare molto attenti.

Ma non è finita qui perchè alcune statistiche dimostrano come nella maggior parte dei casi le telecamere installate poi non funzionano per mancata manutenzione. Emblematico è il caso di quando un reato manifestatosi di fronte la telecamera, poi questa era priva di cassetta.

E a chi spetta la manutenzione? Al comune! Infatti nell'accordo del consorzio sta scritto che i comuni si impegnano ogni anno a stanziare voci di spesa in bilancio necessarie alla manutenzione del sistema di videosorveglianza. Ovviamente a pagare questo discutibile sistema di sicurezza sono gli stessi cittadini che vengono spiati.

Peccato che le telecamere non hanno la stessa considerazione per quanto riguarda le riprese in Consiglio Comunale. Lì invece i nostri dipendenti pubblici le telecamere non le vogliono perchè devono tutelare la loro privacy (infondata perchè attività pubblica in luogo pubblico) e nonostante i tecnici siano pronti per la diretta, loro non danno ancora il consenso. I Consigli per loro, a differenza della vita dei cittadini, sono cosa privata. Mah!

Ma questi soldi del P.o.n. Sicurezza non potevano essere spesi meglio? Il programma offre diverse misure d'intervento purchè siano orientate a progetti fattibili e utili alla collettività. Siamo sicuri che le telecamere siano veramente utili alla collettività?

L'impressione è che la politica cittadina si faccia condizionare da alcuni personaggi. Infatti il comune di Aci S.Antonio è stato invitato a firmare questo protocollo dal sindaco di Aci Catena Raffaele Pippo Nicotra che conosce molto bene i finanziamenti del P.o.n. Sicurezza. Infatti già il 10 novembre 2008 il Consiglio comunale di Aci Catena ha aderito al consorzio beni confiscati alla mafia. In questo caso i Fondi statali del Pon sicurezza servono, per ristrutturare immobili e riutilizzarli a fini sociali a vantaggio della collettività. I Comuni possono acquisire questi fondi, e si tratta di centinaia di milioni. E Nicotra lo sa bene, infatti il 20 dicembre egli stesso viene eletto all'unanimità presidente del Consorzio.

Chissà poi perchè proprio lui? Sarà per l'esperienza acquisita nel campo quando otto anni fa, nel dicembre 2001, era indagato per voto di scambio con mafiosi? Chi lo sa!

Intanto però il comune santantonese, non fa parte dei 15-16 comuni del Consorzio dei beni confiscati. E' vero che Aci S.Antonio ha solo un immobile confiscato gestito dal demanio, ma dovrebbe far riflettere quello che ha detto il prefetto uscente di Catania Finazzo ai quei comuni che per vari motivi non hanno aderito:

“(...) la non adesione, anche involontariamente, è un favore alla mafia”.

Chissà quali sono le motivazioni che hanno portato Pippo Cutuli a seguire Nicotra in un consorzio e non nell'altro.

Quello che sembra è che l'amministrazione di Aci S.Antonio non sia completamente autonoma dal sindaco catenoto. Sarà per i 567 voti che i santantonesi gli han dato o per il suo doppio incarico di sindaco di Aci Catena e deputato Ars? O per il suo supermercato Standa-Squalo che influenza parecchio il P.i.l. santantonese?

Non sia mai che tutto ciò abbia motivato il progetto delle telecamere. Sapete com'è, tra gli obiettivi del progetto c'è anche quello di “non esporre il territorio a fatti criminosi di grave ostacolo allo sviluppo economico e alla qualità produttiva di ATTIVITA' COMMERCIALI”. Già, quali attività commerciali?



08/02/09

La Questione Morale della Sinistra Santantonese

(21-11-08)



Vincenzo Barbagallo protesta contro la dirigenza provinciale del partito democratico e l'atteggiamento da "mpa" dei deputati regionali del pd, dopo il rinnovo del collegio dei revisori dei conti alla provincia di Catania.
Per il mancato accoglimento dell’istanza avanzata dal circolo del Pd di Aci S. Antonio che aveva chiesto ai rappresentanti dell’opposizione al consiglio provinciale «di valutare le caratteristiche di un candidato espressione del proprio territorio da mettere a confronto con eventuali altri candidati».
Vincenzo Barbagallo ritira la propria candidatura per le primarie dei giovani democratici ed il circolo di Aci Sant'Antonio non apre il seggio in segno di continuità alla protesta.

(27/12/08)


Il Consiglio comunale ha varato un aumento da 20 a 29 euro lordi del gettone di presenza.
A favore del provvedimento hanno votato quindici consiglieri comunali; contrari invece i voti dei consiglieri Caruso e Micalizzi dell’opposizione, Licciardello della maggioranza.
Tra i Consiglieri che hanno dato il loro assenso riguardo l’argomento spiccano i nomi di: Puglisi, Pulvirenti, Sorbello, Privitera, Barbagallo, Santamaria e Giuseppe D’Agata del PD, gli altri hanno dato l’assenso con il silenzio.


(12/01/09)

Il consigliere Peppe Micalizzi conferma «di orbitare nell’area dell’assessore provinciale allo Sport ed Edilizia sportiva, Daniele Capuana (MpA), che in particolare negli anni ho apprezzato per la dinamicità e la concretezza nel realizzare iniziative sportive e sociali che hanno coinvolto oltre a tantissimi sportivi anche migliaia di giovani. Fermo restando -aggiunge - che continuerò a far parte del gruppo consiliare d’opposizione con la lista civica di Cittàttiva, collaborerò e lavorerò in sinergia con l’assessore Capuana per progettare e sviluppare iniziative atte a coinvolgere nei rapporti sportivi e sociali i cittadini della nostra comunità»

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A sinistra la questione morale non riguarda solo gli atteggiamenti di destra di D'Alema, o il pizzino di LaTorre, o la complicità di Violante, o le 35 ore di Bertinotti.

La questione morale riguarda tutti, perchè a sinistra si discute apertamente e ci si confronta anche duramente. Questa è democrazia, è rispetto delle opinioni e della coerenza.
L'essere umano, per natura, è allergico all'etica, quindi meno male che la sinistra ha una questione morale.

A destra di solito la questione morale non sanno neanche cosa sia: non si discute, non ci si confronta, si obbedisce e basta. Questa non è democrazia.
E' facile per loro essere sempre d'accordo e andare nella stessa direzione. Quella di approfittare sempre più della propria posizione di potere. Alla fine un accordo lo trovano sempre, l'importante è che non paghino loro.

Purtroppo l'elettore medio questo non lo capisce: confonde la democrazia con l'immobilità e la connivenza con la laboriosità, rimanendo sempre fregato.
E mentre la destra ne approfitta, la sinistra sembra sottovalutarlo.

E così che l'Italia, inesorabile e decisa, va dritta verso la rovina.

Fino a quando sopravviveremo?


p.s.:
in questo post i termini "sinistra" e "destra" sono utilizzati per pura comodità, in quanto è ormai risaputo che oggi il loro significato ha perso qualunque valore e ideale.


15/12/08

Dov'è la Scuola Media di S.Maria la Stella?

Del progetto della nuova scuola media di S.Maria La Stella se ne iniziò a parlare già nel lontano 1987.

“(...) superficie di mq. 9744 ed è ubicata nella frazione di Santa Maria La Stella, contrada Barbagallo.

Il progetto prevede la realizzazione di un complesso scolastico, ad una elevazione fuori terra con altezza pari a mt. 3,00 articolato in zone distinte per la didattica, per la mensa e per la palestra (quest'ultima di altezza pari a mt. 6,00) per una superficie complessiva coperta di circa mq. 1.400. La zona destinata alla didattica comprende n. 6 aule, un'aula polifunzionale, i servizi di direzione, segreteria, archivio e biblioteca.

E' prevista, inoltre, la realizzazione di un'aula polivalente da utilizzare come auditorium, sala musica ecc.

La mensa viene collocata nella zona ovest, con annessi servizi ed ingresso di servizio dall'esterno. La palestra viene prevista con annessi spogliatoi e sala visita medica.

Nelle parti non coperte dell'area sono previsti il parcheggio interno, le attrezzature sportive all'aperto e le zone di verde alberato. (...)”

Per poter realizzare tutto ciò si è atteso prima l'approvazione del piano regolatore (1991) e poi l'approvazione del consiglio comunale di Aci S.Antonio, solo nel 2003.

L'anno dopo, tra l'altro, viene chiesto il parere dell'assessorato regionale del territorio e dell'ambiente che arriva favorevole con il Decreto del 13 gennaio 2005.

Gli alunni nel frattempo hanno utilizzato una succursale ma la scuola, a questo punto, si può finalmente costruire! Se non fosse che... manca ancora il terreno.

Ed ecco che poco prima di Natale scorso arriva il “regalo” della Provincia di Catania che sdemanializza in favore del Comune 10.000 mq dal terreno del Bosco di Aci, (che aveva acquisito nel 2004) per destinarlo alla tanto sospirata scuola. L'amministrazione Pulvirenti doveva solo appaltare i lavori e invece finì in polemica e pruvulazzu.

Infatti nell'operazione furono protagonisti i due Pippi santantonesi dell'MpA: Cutuli e Di Stefano, che riusciti ad ottenere la concessione a costo zero se la ridevano alla faccia dell'allora sindaco che era rimasto a guardare o quasi. La reazione fu una infantile minaccia di revoca. Ma dopo tutto questo polverone è passato quasi un anno e della scuola ancora nulla.

La scuola media di S. Maria La Stella non esiste ancora, anche se l'allora vicepresidente vicario del Consiglio Provinciale Pippo Cutuli oggi è diventato sindaco di Aci S.Antonio. Lo stesso che nel volantino pre-elettorale faceva propaganda di quella sua impresa pre-natalizia.

Il problema verrà risolto dopo circa un mese dall'inizio della scuola...

...si diceva...

Ma a due mesi dall'inizio della scuola con ancora un nulla di fatto, un'interrogazione dell'opposizione non riceve risposte.

Si è sentito solo un rigurgito, a fine novembre, quando parlando della scuola di Lavinaio ai giornalisti, il sindaco, ha voluto ricordare la sua sempreverde disponibilità e attenzione alle problematiche scolastiche proprio come quella volta della concessione per la nuova scuola.

Oggi, alla fine del 2008, sarà forse l'ultima volta che si chiede come è finita con la nuova scuola media? Qualcuno si ricorda che sono stati stanziati dei soldi? Qualcuno si ricorda che tra poco più di un anno scade l'apposizione del vincolo all'esproprio dell'area?

Non si sa mai, ogni tanto è meglio ricordare. Gli anni passano e le politiche sono sempre uguali.

Dov'è la Scuola Media di S.Maria La Stella?

In fondo a destra... molto in fondo a destra...




13/12/08

Quando i Cittadini chiamano

A dimostrare che per risolvere i problemi delle frazioni santantonesi non serve ingolfare la pubblica amministrazione e le casse comunali con altri sindaci ci pensano direttamente i cittadini. Quei cittadini che conoscono bene le vie istituzionali per consegnare le loro istanze all'amministrazione anche affidandosi ai propri consiglieri di fiducia.

E' successo il 14 ottobre quando i residenti di via Volta Nespola a S.Maria la Stella, attraverso un comitato, hanno protocollato una richiesta di intervento in favore della propria strada, abbandonata da tempo.

La strada in questione aspetta da tempo l'installazione del gas metano, l'asfaltazione e il ripristino dei tombini ormai pieni di immondizia. La richiesta quindi è arrivata, attraverso i consiglieri D'Agata, Caruso e Micalizzi in consiglio il 6 novembre scorso. Quella sera però l'amministrazione non ha risposto.

Ma è successo anche più recentemente quando attraverso il consigliere Giuseppe Torrisi, il 19 novembre, 70 genitori degli alunni della scuola elementare di Lavinaio hanno firmato una petizione (protocollata il 29 novembre) per sollecitare interventi urgenti per la manutenzione e la sicurezza dei loro figli. Cioè una tettoia all'ingresso che ripari dalle intemperie, l'adeguamento dei riscaldamenti insufficienti, la sostituzione di infissi e vetri rotti. Considerato il rigido inverno e le abbondanti pioggie l'urgenza c'è tutta.

Anche se il presidente della quarta commissione consiliare Michele Quattrocchi ha considerato la petizione superflua ed inutile, perchè tanto stanno già monitorando, l'azione dei cittadini è servita per ottenere l'attenzione del sindaco che, ricevendo i genitori, ha promesso imminente intervento.

Certo, poi è da vedere se una volta che le lamentele arrivano a destinazione poi chi di dovere si impegna ad assolvere i suoi obblighi.

Quello che è certo è che se i cittadini vogliono ottenere qualcosa, spesso e “malvolentieri” non basta il solo voto.




L'armata Brancaleone e le Rotonde

Durante la scorsa campagna elettorale l'attuale sindaco di Aci Sant'Antonio definì "Armata" la sua coalizione. Qualcuno, tra i commenti del sito di CittAttiva la paragonò all'Armata Brancaleone per via di quell'accordo notturno che convogliò improbabili alleanze intorno al candidato unico.

Ma ancora oggi le imprese della mitica armata si rivelano miserabili come quelle raccontate dal grande Monicelli.

Ad Aci S.Antonio ci sono da sistemare delle rotonde anche se nessuno sa perchè e se è davvero necessario. Lo ha deciso il capo e si deve fare. Punto e basta.

E per farle occorrono i soldi, cioè bisogna aprire un mutuo. E per aprire un mutuo bisogna fare una variazione di bilancio entro il 30 novembre giorno in cui ogni anno va terminato l'assestamento di bilancio.

Gli elettori si aspetterebbero che i loro rappresentanti facessero questa operazione con un tantino di preparazione, sono loro gli esperti dell'amministrare. Ma non è così. Vediamo perchè.

Il 10 novembre i consiglieri vengono convocati urgentemente per fare questa benedetta variazione di bilancio per un mutuo di 199.000 Euro riguardante appunto l'adeguamento di rotatorie della circonvallazione e sistemazione di 3 piazze. Però per le mancanze e i litigi della maggioranza l'operazione è slittata al 13 novembre.

Nella seconda seduta i consiglieri sono pronti, peccato che al momento giusto si sono scordati di chiamare il Collegio dei revisori, l'Assessore al bilancio Antonio Licciardello e il Dirigente dell'ufficio Finanziario, figure necessarie quando viene impegnato il capitale di bilancio preventivo. A far notare la mancanza è il solito e preparatissimo Santo Caruso.

Corri corri e alla fine arrivano accompagnati dal Sindaco ma... a mani vuote, non avevano con sè i documenti necessari cioè l'approvazione del conto consuntivo 2007 per poter effettuare questa variazione di bilancio, di conseguenza la delibera per il mutuo non si poteva fare.

La dirigente del servizio prende la parola e sostiene che i documenti non sono necessari perchè si tratta solo di una fase di richiesta del mutuo. I documenti mancanti si potranno aggiungere eventualmente dopo.

Tutto questo leggendo da un foglio con le parole suggerite dal sindaco che a quel punto interviene dicendo che questa pratica era ferma già con la vecchia amministrazione dal 2007 e quindi non era il caso di rallentare ulteriormente il mutuo, incurante del fatto che l'opposizione gli faceva notare che questa urgenza arrivava solo dopo 5 mesi dall'insediamento, e con il rischio che poteva essere rifiutata dalla banca non essendo corredata da tutti i documenti necessari.

Come se non bastasse il primo cittadino risulta essere anche smemorato perchè già in fase di approvazione di bilancio (3 agosto 2008) gli stessi consiglieri gli avevano fatto notare la mancanza di una voce per l’istruttoria dello stesso mutuo, ma la maggioranza e l'amministrazione dissero allora che non serviva nessun mutuo.

L'opposizione quindi propone una mozione per restituire la documentazione del verbale all’ufficio di competenza, per poter adempiere alle mancanze e per evitare di ritrovarsi di nuovo a dover approvare ancora lo stesso verbale. Ma la mozione è stata bocciata dall'aula. Le rotonde si devono fare, e basta!

L'amministrazione con la maggioranza consiliare continuano così la loro improvvisazione teatrale. Per cosa poi? Per indebitarsi con le rotonde!!! Per continuare a girare, girare, girare, girare e restare sempre lì.

Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon, Fiii... Bum!




06/12/08

I 4 Sindaci di Aci Sant'Antonio

La storia che state per leggere è l'ennesima “cutulata” del nostro sindaco dott. Pippo Cutuli. Una cutulata che ha spaccato la maggioranza consiliare di Aci Sant'Antonio.

Tutto è iniziato durante il consiglio comunale del 6 novembre quando il consigliere del PdL Alfio Puglisi ha posto alcuni dubbi riguardo la decisione del sindaco di nominare il signor Paolo Pitonio “Sindaco di Lavinaio”.

Pitonio, che alle ultime comunali si presentò con l'MpA ottenendo 125 voti, non è un consigliere. E agli eletti, dove sono presenti rappresentanti provenienti dalle frazioni, non è stato comunicato nulla.

La delega a sindaco di Lavinaio, che è una nomina che rappresenterebbe i cittadini residenti nella frazione santantonese, ha scatenato un improvviso ammutinamento tra i consiglieri di maggioranza che, sentita la notizia, hanno manifestato il proprio dissenso. Ovviamente anche l'opposizione si è fatta sentire.

In quell'occasione, però, nessuno dei presenti dell'amministrazione è riuscito a dare spiegazioni. Così nel consiglio del 10 novembre i consiglieri di maggioranza Sorbello, Puglisi, Torrisi e Quattrocchi insieme a D'Agata, Caruso e Micalizzi dell'opposizione, chiedono ufficialmente la revoca della nomina del sindaco di Lavinaio presentando una mozione:

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La nomina non rispecchia la volontà dei consiglieri sia di maggioranza che di minoranza, esistono già un assessore e i rappresentanti in consiglio eletti dai cittadini della frazione che la rappresentano degnamente. Inoltre la nomina è in contrasto con l'art. 70 della legge regionale n. 16 1963

Delegati nelle borgate o frazioni.
Nelle borgate o frazioni, che siano lontane dal capoluogo o presentino difficoltà di comunicazione con esso, il Sindaco può delegare le sue funzioni, in ordine di preferenza, ad un Assessore, ad un Consigliere, o ad un cittadino iscritto nelle liste elettorali del Comune, che sia eleggibile a Consigliere. La scelta deve essere fatta tra persone residenti nelle suddette borgate o frazioni

In questo modo il sindaco ha creato un conflitto d'interesse con l'assessore alle frazioni Santamaria esautorandola dalle sue funzioni istituzionali.
Chiediamo, piuttosto al sindaco di impegnarsi per migliorare l'efficenza dei servizi delle delegazioni comunali che a tutt'oggi risultano scadenti.

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L'ammutinamento dei quattro fa sospendere la seduta per riunirsi in conclave con l'amministrazione per ascoltare i loro chiarimenti. Dopo circa 20 minuti però è fumata nera. Il sindaco e la giunta escono e furiosamente vanno via. Rientrano in sala consiliare solo una decina dei 17 della maggioranza e subito propongono il rinvio del consiglio al 13 novembre.

Nonostante quella sera ci fosse all'ordine del giorno una variazione di bilancio per un mutuo, che l'amministrazione riteneva urgente e nonostante l'indignazione e il rifiuto dell'opposizione per la perdita di tempo inutile, l'aula vota ugualmente il rinvio.

Sulla mozione, che verrà dibattuta l'11 dicembre in aula, il consigliere di CittAttiva, Peppe Micalizzi precisa sul suo sito che la stessa:

“ (...) era dovuta, poiché già come istituzione è stato nominato l’assessore ai rapporti con le frazioni, il quale ha le funzione di tramite diretto con la popolazione residente nelle frazioni e con i consiglieri che sono i rappresentanti voluti dagli elettori stessi per rappresentarli in consiglio. Tutto ciò (...) si sovrappone con la decisione di nominare questo “delegato sindaco”, che per quanto lecita, andrebbe fatta solo quando non fosse stato nominato, l’assessore sopra citato e quando le frazioni comunque si trovassero talmente distanti o comunque poco raggiungibili dal Sindaco o dai suoi adepti, casi che se non vado errato non sussistono sul nostro territorio.”

Ormai a maggioranza esplosa la mattina del 12 novembre i consiglieri rivoltosi protocollano la mozione e convocano una conferenza stampa dove comunicano ai quattro venti la mancanza di dialogo e la mancata condivisione della linea politica amministrativa.

Questa scarsa comunicazione del sindaco sta aprendo sempre di più quella crepa che c'è sempre stata nella coalizione. Il grande capo, imperterrito, porta avanti il suo clichè senza tenere in considerazione i consiglieri.

Giuseppe Torrisi per lo stesso motivo oggi è un consigliere indipendente. Insieme a Puglisi ribadisce in conferenza stampa che il loro ruolo è quello che rappresenta meglio i cittadini e che il sindaco avendo già delegato un assessore non c'è nessun motivo per dare la delega a un'altra persona. Maretta o malintesi i consiglieri non sono stati informati. Il sindaco riveda la sua posizione.

Ma Cutuli risponde immediatamente che non vuole tornare indietro. Sostiene di non aver fatto nulla di irregolare e che la nomina rientra nei poteri del sindaco.

E a sua volta invita lui i consiglieri a rivedere la loro posizione ritenendola irrituale e illogica (quando mai si alza la testa al capo eh??!!). Ma non solo, siccome tutte le frazioni hanno bisogno di attenzioni lui che fa? Rilancia!

Annuncia altre nomine!!! Un Sindaco per ogni frazione santantonese!

Quindi non solo non ritira la nomina anzi promuove ben quattro sindaci per Aci S.Antonio!

Tra i tanti problemi irrisolti e il sottofondo di una maggioranza che ormai riconosce un'amministrazione che non fa nulla per il paese, aumenta le tasse e sistema i propri affari, ritornano in mente gli intenti del sindaco, quando per risparmiare, al momento della formazione della giunta, rinuciò al settimo assessore.

Chissà chi pagherà il necessario compenso a tutti questi delegati? Forse l'acquiescente Carmela Santamaria.





05/12/08

Il Gregario della Democrazia

"La politica è un arte nobile, deve essere al servizio dei cittadini.
I funzionari sono i gregari dei politici per servire i cittadini"
Con queste Sante Parole il 10 novembre il dott. Giuseppe Luigi Romano è stato nominato dal Sindaco nuovo segretario generale del Comune.

Parole che, mi auguro, ad Aci Sant'Antonio si scolpiscano nela pietra perchè c'è tanto bisogno di quell'arte nobile.

Per il dott. Romano è e sarà un duro lavoro assistere e sottoscrivere le opere dell'amministrazione e della maggioranza santantonese che da quando si sono insediate fanno politica alla "viva il parroco".
E se ne sarà accorto subito il nuovo segretario, quando dopo la presentazione nella sala consiliare con i ringraziamenti e le parole di felicitazioni, ha trovato subito delle belle gatte da pelare.

Alla lettura dei verbali dei consigli precedenti, infatti l'opposizione, ha dovuto contestare alcuni di questi, perchè nel riassumerli, i dialoghi sono stati evidentemente superficiali e i verbali non riportavano in maniera esatta quello che era stato detto. Così il segretario, suo malgrado, si è dovuto subito mettere all'opera per rimodulare tramite le registrazioni tutti i verbali passati.

Sinceri Auguri Segretario!

Il suo curriculum.
Giuseppe Romano 55 anni di Catania, proveniente dai comuni di Maletto e Maniace. Sposato e padre di due figli, è laureato in scienze politiche e amministrative; ha ricoperto l’incarico di segretario generale anche a Tortorici, Valguarnera e Randazzo.
Dal 1993 al 1997 è stato pure sindaco di Centuripe.








04/12/08

Aci S. Antonio: Nuvoloso a Scuola

E' notizia di questi giorni: dal Giappone il colosso internazionale della Sharp porterà a Catania 660 milioni di Euro da investire in pannelli fotovoltaici, in accordo con l'Enel e molto probabilmente anche con StMicroelectronics.

Un mega investimento nella zona più solare d'Europa: la Sicilia!
I giapponesi hanno evidentemente scoperto il “sole caldo”!
Da anni ormai nel nord Europa e nel nord Italia si risparmia e si guadagna con l'energia solare nonostante in queste zone, del sole siciliano ne sentono solo l'odore. (Vedi anche il post Babbo Solare.)
Come abbiamo fatto a non pensarci noi prima?

In effetti qualcuno ci ha già pensato ma certi "campioni del consenso", in Sicilia, hanno altro a cui pensare.
Nel nostro Comune per esempio, chi intende installare i pannelli fotovoltaici deve anche pagare una tassa al comune per il rilascio della concessione!!!
E se queste idee innovative gliele regali in un piatto d'argento loro non ti stanno neanche ad ascoltare. Roba da orbi !

E' successo in Consiglio Comunale quando il consigliere Micalizzi ha sollecitato l'amministrazione a presentare un progetto sul fotovoltaico, entro il 31 ottobre scorso, totalmente finanziato dallo stato, chiamato "Il sole a scuola".
Manco a dirvelo, l'amministrazione lo ha fatto scadere senza neppure provare a presentare una bozza di progetto. Ed era quasi pronto! Bastava aggiungere luogo e modalità ed era fatta.

Stiamo parlando di un progetto didattico educativo per le scuole con annesso percorso illustrativo e formativo per gli studenti. Il progetto prevede, per ogni edificio scolastico, un finanziamento massimale di 10.000 euro che avvierebbe un impianto per produrre energia in una scuola.
Per realizzare un impianto come si deve il comune poi deve accendere un finanziamento e gli incentivi del Conto Energia ripagherebbero i soldi che ci mette la banca. Si avrebbe così energia pulita a costo zero, abbattendo i costi della bolletta.

Perchè gli amministratori perdono queste occasioni alla luce del sole? Solo ignoranza? Mah!

Sono andato a vedere sul sito del Ministero dell'Ambiente e ho letto:

"Ricordiamo che il bando è a sportello e che pertanto resterà aperto fino ad esaurimento fondi"

Ho allora contattato il Ministero via email per avere certezze e mi hanno risposto positivamente:

"Buongiorno,
in merito alle informazioni richieste, il Bando "Il sole a scuola" è a sportello quindi è possibile inviare altre domande di contributo.

I fondi sono terminati, ma il Bando è stato rifinanziato come comunicato sul sito del Ministero dell'Ambiente alla seguente pagina http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=636&id_oggetto=3, di conseguenza, in merito alle modalità ed ai requisiti di partecipazione si dovrà tener conto sempre del Bando del 2007.

Le domande ad oggi pervenute sono più di 900 e ne sono state finanziate circa 500.
Con il rifinanziamento in corso si stima che saranno certamente ammessi circa 150 domande in più a quelle già ricevute.
Distinti saluti"

Il bando "Il sole a scuola" che è scaduto il 31 ottobre è ancora aperto. E possibile quindi ancora partecipare!

CONSIGLIERI, FATE FIRMARE IL BANDO ALLA GIUNTA... PRIMA CHE SCADA PER LA SECONDA VOLTA !!!




24/11/08

Viabilità Partecipata

A metà Settembre sono state riattivate le strisce blu in centro, con le modalità di pagamento già contestate in Consiglio comunale. A S. Maria La Stella, invece sono solo previste.


Secondo l’assessore alla viabilità e alla polizia municipale, Pippo Di Stefano le striscie blu danno maggiore organizzazione ed ordine alla viabilità consentendo tra l’altro un continuo ricambio dei mezzi in sosta, in modo da agevolare commercianti ed utenti della zona.

Nei fatti invece, da quel momento ad Aci Sant'Antonio, sono aumentati i parcheggi selvaggi sulle banchine, sulle strisce pedonali, nei pressi di divieti di sosta, in doppia fila creando chiaramente disagi non solo ai pedoni ma anche alla viabilità che insieme alla segnaletica richiedono adeguamenti.

Nel frattempo la Polizia Municipale arranca.
Infatti nonostante in quel periodo siano state fatte nuove nomine e promozioni, l'organico dei vigili conta ancora solo 9 persone in tutto, insufficienti per una cittadina che ha raggiunto i 18 mila residenti.
L’Amministrazione aveva in programma di portare al più presto dipendenti comunali all’interno della polizia municipale tramite corso-concorso. Nulla si è visto.

Se ne sono accorti i consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione quando il 6 novembre hanno lamentato questo grosso problema.
Per questa diatriba l'assessore ha deciso di sospendere la bozza del progetto del nuovo piano viario che da metà ottobre stava preparando in collaborazione con la giunta e con il comando di polizia municipale. Così adesso la bozza è passata al vaglio della commissione competente che per puro caso è presieduta da suo figlio Antonio Di Stefano e poi arriverà in Consiglio Comunale dove riceverà il parere dei rappresentanti degli elettori, in modo da realizzare un piano generale organico che soddisfi tutti i santantonesi.

Il progetto naturalmente prevede la mappa dettagliata con i sensi di marcia, la segnaletica, i dossi ecc...

I consiglieri d'opposizione, hanno già chiesto alla cittadinanza, in modo diretto e su internet, dei pareri a riguardo e hanno fatto convocare un'adunanza congiunta delle commissioni con il Comandante dei vigili urbani Parisi e l'Assessore Di Stefano il 13 novembre.

Di Stefano, vista la situazione anche lui ha chiesto la collaborazione della gente, e lo ha fatto attraverso le tv e i giornali facendo sapere che ha predisposto un numero per permettere ai cittadini di comunicare le loro osservazioni ai vigili urbani.

Il numero in questione è 095 7892510.

Quindi cari santantonesi fate sentire la vostra voce che per la prima volta si chiede il Vostro parere su sensi unici, strade e quant'altro.

Potete anche mandare una messaggio al Consigliere di CittAttiva Giuseppe Micalizzi che ha da poco aperto uno spazio su internet per dialogare con i cittadini.

UN GRANDE PASSO PER LA DEMOCRAZIA SANTANTONESE.

Colgo l'occasione per fare due proposte anch'io, una semiseria e l'altra molto seria.

La Semiseria:

Da quanto è stato appurato in ogni Consiglio Comunale, e nonostante la presenza dei vigili, i consiglieri di maggioranza trovano spesso un intenso traffico tra il primo e il secondo piano del comune, causando notevoli ritardi all'inizio dei Consigli e conseguenti rinvii degli stessi rallentando così il normale andameno dei lavori per la collettività. Si consiglia quindi di installare rotonde, semafori, corsie preferenziali o quant'altro atto a snellire la circolazione dei dipendenti degli elettori.
La Molto Seria:
Le strisce blu vanno eliminate dalle strade santantonesi, non portano nessun beneficio, tantomeno ai commercianti, anzi provocano i disagi sopracitati e notevoli spese inutili alla cittadinanza. Da questo blog parte l'iniziativa di sondare il volere dei santantonesi con un sondaggio semplicissimo: Striscie Blu SI, strisce Blu NO (lo trovate nella colonna di destra).
Vediamo quanto peso dà l'amministrazione alla partecipazione dei cittadini. Ormai vi hanno chiamato in causa.