Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ambiente. Mostra tutti i post

12/04/09

Report - "I Vicerè" 6a parte

Dalla puntata di Report del 15 marzo 2009, l'inchiesta documentata su Catania in versione multimediale (video-testo-link) in 8 imperdibili post.

I VICERE’
di Sigfrido Ranucci

(6a parte)



SALVO CANNIZZO
Come ti dicevo non conviene avere una struttura che
funziona da queste parti.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma perché?

SALVO CANNIZZO
La prossima campagna elettorale non c’è nulla da inaugurare, non c’è nulla da sistemare. Al
solito: vengono, ti chiedono i voti e li trovano perché le persone hanno il bisogno di credere a certi politici.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Alle spalle del teatro Viale Moncada 3. Il palazzo è di proprietà del Comune di Catania. Dai
sotterranei spuntano ad ogni ora del giorno gli spacciatori. Per entrare con le telecamere bisogna essere accompagnati, i fischi che sentite sono gli allarmi dei pali. Avvertono a chi vende la droga che si sta avvicinando qualcuno. La nostra guida allontana gli spacciatori, sono incappucciati per evitare che qualcuno li riconosca. Dobbiamo aspettare un po’ prima di entrare. Si sale dalle scale di sicurezza quelle principali sono inagibili. 13 piani a metà fra una discarica ed un rudere.

UOMO 16
Di questo palazzo fanno venire il terrore, invece quale terrore sono tutte chiacchiere, sai che
cosa c’è? Qua c’è immondizia. Qui ci abito anche io!

SIGFRIDO RANUCCI
Qui abita Lei?

UOMO 16
Qua abito…di qua c’è un macello, c’è.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma come fa a vivere qua, scusi?

UOMO 16
E dove me ne vado, se casa non ce n’è dove me ne vado? Non è che sono solo, siamo io, mia
moglie ed il bambino.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Un palazzo dove lo Stato non c’è. Al suo posto la mafia che lo gestisce come fosse di sua
proprietà.

DONNA 3
Il lettino di mio figlio quando dormiva qua.

SIGFRIDO RANUCCI
Lo tiene fuori?

DONNA 3
Si è messo per così. E dove lo metto? Non ho gli spazi. Qua dorme la bambina.

SIGFRIDO RANUCCI
Come si chiama Rossella?

DONNA 3
Si. Questo è il bagno. Qua sono stati i falchi dalla parte di fuori che me l’hanno rotto…lo volete
guardare?

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Il pezzo di cartone copre un buco nel muro fatto dalle forze dell’ordine che cercavano armi e
droga nel corso di un blitz.

SIGFRIDO RANUCCI
Qua dentro l’hanno trovate no?

DONNA 3
Qua no perché non c’è niente è il mio bagno. Negli altri appartamenti.

SIGFRIDO RANUCCI
Questo la polizia?

UOMO 16
La polizia quando c’è un blitz rompono tutto.

SIGFRIDO RANUCCI
Ah ma qui hanno trovato delle armi?

UOMO 16
Si ma questa è la terra di nessuno.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma chi ce le mette?

UOMO 16
Ma non lo so. Qua ci può essere gente di fuori. Pensano per esempio che c’è “l’organizzazione”
ma che organizzazione?

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Ci vivono poco più di una decina di famiglie. Gli abusivi lo hanno occupato a metà degli anni
‘90 quando era ancora incompleto in una delle tante emergenze abitative ed ora spuntano come fantasmi tra i ruderi.

DONNA 4
Suo marito è sulla sedia a rotelle è all’ottavo piano.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma questa storia di papà che sta sulla sedia a rotelle che ogni giorno ve lo portate…

RAGAZZO
Va bene così, che ci possiamo fare?

SIGFRIDO RANUCCI
Va bene così? Ma voi glielo avete detto a qualcuno sta storia?

RAGAZZO
A nessuno.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
La giunta Scapagnini ha più volte detto che avrebbe restaurato il palazzo. Nell’attesa però,
qualcuno ha pensato di rendere l’appartamento dove vive un po’ più dignitoso.

SIGFRIDO RANUCCI
Lei c’ha una casa completamente diversa rispetto agli altri.

UOMO 17
Grazie al signor Alfio Zappalà. L’umidità è lì di fronte, la vede?

SIGFRIDO RANUCCI
Ma perché ha messo quel cancello con le grate là?

UOMO 17
Per sicurezza perché uno si spaventa ad uscire quando deve comprare le sigarette ci rompono
tutte le cose, che è la prima volta? Scusate se c’è un po’ di disordine, guardi qua, guardi qua. Si può stare così dopo che uno spende un sacco di soldi per sistemare la casa.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma è vero che Le buttano l’immondizia qua fuori?

UOMO 17
Guardi che c’è qua, l’immondizia che buttano i signori.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma gliela buttano dai piani di sopra?

UOMO 17
I piani di sopra.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma perché non la buttano…

UOMO 17
Perché sono signori ha capito!

SIGFRIDO RANUCCI
Ma chi è che la butta questa qua?

UOMO 17
I signori che stanno sopra.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Questo palazzo è diventato il simbolo di come sono state gestite in passato le emergenze
abitative a Catania: se avevi bisogno di casa la occupavi e chi ne aveva diritto rimaneva fuori.

ANTONIO CONDORELLI
E adesso a che posto è nella lista della casa?

DONNA 5
No, per ora non sono più nella lista, mi hanno escluso e non so dove sono i miei documenti,
dove hanno mandato i miei documenti.

ANTONIO CONDORELLI
Cioè si sono persi i documenti?

DONNA 5
Si, si ed al Comune mi hanno detto che sono stata esclusa dalla graduatoria e devo rifare
un’altra volta il ricorso.

ANTONIO CONDORELLI
Quindi Lei già sono 8 anni che…

DONNA 5
Sono passati 8 anni sono passati, non posso fare da una casa all’altra come un manichino.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Due ex dirigenti dello IACP ci raccontano come ha funzionato l’assegnazione delle case.

EX DIRIGENTE IACP 1
La cosa bruttissima che una volta l’abbiamo raccontata anche in prefettura è quella delle
occupazioni abusive, quelle vengono gestite dalla delinquenza catanese. In ogni quartiere c’è un boss legato ai consiglieri di quartiere.

SIGFRIDO RANUCCI
Quindi, mi diceva, che le occupazioni vengono gestite dai capimafia.

EX DIRIGENTE IACP 1
Si.

SIGFRIDO RANUCCI
In che modo?

EX DIRIGENTE IACP 1
Più che capimafia sono dei boss di quartiere, no? Perché dietro compenso che poi portano voti
dietro compenso…c’è una casa, “Mi dai 1000 euro, mi dai 2000 euro e qua c’è la casa disponibile”.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Quella delle occupazioni abusive è una storia vecchia e Scapagnini l’ha ereditata, certo non si
può dire l’abbia combattuta pur avendone avuto il tempo. Comunque i mancati introiti degli affitti dai beni del comune sono incalcolabili. Nel 2005, per tappare un buco di bilancio li hanno messi in vendita e hanno avuto un anticipo dalle banche, solo che dopo il comune li ha venduti a se stesso tramite una sua società. Di fatto nelle casse del comune non è entrato un euro e l’anticipo è diventato altro debito. Ma i cittadini di Catania lo sanno? Come gira l’informazione locale?

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Mario Ciancio Sanfilippo è considerato l’uomo più potente della Sicilia. E’ vicepresidente
dell’Ansa, è stato presidente della Fieg fino al 2001. E’ proprietario di Antenna Sicilia, Telecolor, Videotre. E’ anche comproprietario del Giornale di Sicilia, della Gazzetta del Mezzogiorno e di quella del Sud. Con la Simeto Docks controlla anche il mercato pubblicitario. Con la Soaco invece gestisce l’aeroporto di Comiso. Insieme con il gruppo Electa Mondadori e la Civita fornisce i servizi per teatri, musei e ville di mezza Italia. E’ proprietario del Grand Hotel San Pietro che sorge in una delle zone incontaminate di Taormina. Avrebbe dovuto essere di 32 stanze e non più alto di 7 metri e mezzo: le stanze sono diventate 63 e l’altezza di 24 metri, grazie anche ad un nulla osta emanato in extremis dall’ex Assessorato all’Ambiente della Regione Sicilia nel 2002. L’atto è firmato da colui che oggi è diventato capo di gabinetto di Raffaele Lombardo. Ma Mario Ciancio è soprattutto editore e direttore de “ La Sicilia” , quotidiano monopolista di Catania.

ANTONIO CONDORELLI
Buongiorno, scusi “La Repubblica” edizione locale?

EDICOLANTE 1
Non c’è!

ANTONIO CONDORELLI
Non c’è? E come?

EDICOLANTE 1
Io qui ho solo “La Repubblica” edizione Nazionale.

ANTONIO CONDORELLI
Però io ieri sono stato ad Enna e c’era “La Repubblica…”

EDICOLANTE 1
Ad Enna si, a Catania no. E’ “La Sicilia” non la fa portare a Catania.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
La Repubblica viene stampata da Ciancio nei suoi stabilimenti di Catania, ma la cronaca locale
non viene distribuita in città. Qui si distribuisce La Sicilia che racconta come vanno le cose e raccoglie quasi tutta la pubblicità. In un solo anno Scapagnini ha fatto debiti fuori bilancio per oltre 350 mila euro per pagare a Ciancio pagine pubblicitarie del Comune e dirette televisive e poi ci sono le convenzioni con gli enti pubblici locali come quello con la Asl 3.

ANONIMA
Questi è un appalto che prendono. Questo giornale è omaggio.

ANTONIO CONDORELLI
“La Sicilia” è in omaggio?

ANONIMA
“La Sicilia” è in omaggio. Tutta l’Azienda, tutta l’Azienda 3 riceve “La Sicilia” che è diretta ai pazienti.

ANTONIO CONDORELLI
Però la pagano qualcosa anche se è in omaggio?

ANONIMA
Certo, su questo siamo sicuri perché addirittura c’era anche su internet. Qua hanno una
copertura di quelle pazzesche. Se tu vedi Antenna Sicilia, dimmi se c’è un giorno dove non c’è Raffaele Lombardo.


...continua... (7a parte)

post precedenti: (1a parte), (2a parte), (3a parte), (4a parte), (5a parte)






08/04/09

Report - "I Vicerè" 5a parte

Dalla puntata di Report del 15 marzo 2009, l'inchiesta documentata su Catania in versione multimediale (video-testo-link) in 8 imperdibili post.

I VICERE’
di Sigfrido Ranucci

(5a parte)


SIGFRIDO RANUCCI
Perché?

GIUSEPPE CAPITANO – PRES. MINICIPALITA’ S. GIOVANNI GALERNO
Perché purtroppo San Giovanni Galermo, come gran parte della città, non ha la rete fognaria.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Ci spostiamo in un’altra zona di Catania in Viale Biagio Pecorino. Qui le case sono nuove di zecca, lo IACP le ha consegnate appena 2 anni fa.

RESIDENTE 2
Questa è una sorgente naturale la chiamiamo.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma non si sa che cos’è?

RESIDENTE 2
Questa fognatura.

RESIDENTE 3
Sembrerebbe acque nere.

SIGFRIDO RANUCCI
Liquami!

RESIDENTE 3
Si, sembrerebbero liquami. Ovviamente l’acqua filtrando arriva pure dai neon quindi…

RESIDENTE 4
E’ fogna questa.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma perché ma non scaricano nelle fogne?

RESIDENTE 5
No, facciamo vedere, questa è una fognatura a perdere…

SIGFRIDO RANUCCI
E’ una fogna quella?

RESIDENTE 5
Si è una fognatura.

SIGFRIDO RANUCCI
Mammamia.

RESIDENTE 5
Ora Le facciamo vedere da dove viene. Qui c’è il problema d’igiene, il problema…rischio di
crollo…

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
E salendo ai piani superiori la situazione peggiora.

RESIDENTE 5
Questa…sempre liquame parliamo.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma da dove esce sta cosa?

RESIDENTE 5
Da sopra.

MANIFESTANTE (COL MEGAFONO)
“La Corte Costituzionale ha dato ragione a 2 anni di lotte e di proteste. Il canone depurazione e fognatura non deve essere pagato perché l’81% dei cittadini catanesi non sono allacciati alla rete fognaria, la Sidra ha incassato milioni e milioni di euro in modo assolutamente illegittimo.”

MARIA MERLINI – COMITATO PER L’ACQUA PUBBLICA
Noi stiamo chiedendo alla Sidra che restituisca il maltolto ai cittadini. In altri comuni lo stanno già facendo spontaneamente senza bisogno delle lettere di diffida, a Catania purtroppo no.

SIGFRIDO RANUCCI
Quanto chiede Lei?

DONNA 2
Quasi mille euro di rimborso, dal 2006 fino adesso.

UOMO 14
Io pago un autobotte di spese mie, per spurgare.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma dove abitate?

UOMO 14
In Via Musumeci, qua dietro.

DONNA 2
Qua al centro storico.

SIGFRIDO RANUCCI
Centro storico?

DONNA 2
Si. Non abbiamo la fogna a perdere, paghiamo l’espurgo 400 euro ogni volta che viene l’autobotte.

UOMO 15
Devo presentare il ricorso per il rimborso della depurazione e del canone fognario che ho sempre pagato ma mai avuto un servizio, mai esistito.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Un ex dirigente della Sidra, ci confessa che i soldi della depurazione però non potranno essere restituiti perché hanno perdite per 44 milioni di euro.

EX DIRIGENTE SIDRA
Tutti quei soldi che ora dovrebbero essere restituiti e, non sappiamo come, di aumento tariffe e di cose, sono andati in mezzo a tutti gli altri soldi.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Cioè alle spese. Dai grafici dei bilanci si legge che dal ‘99 al 2006, nonostante le cose vadano male, gli amministratori nominati da Scapagnini si aumentano i compensi da 100 a circa 500 mila euro.

EX DIRIGENTE SIDRA
I costi per servizi terzi passano dai 5 milioni di euro a 9 milioni e 300 mila euro perché c’è stato un proliferare di sponsorizzazioni e consulenze. Abbiamo praticamente consulenti che non si sono mai visti alla Sidra ma per i quali arrivavano le fatture…fatture d’acquisto, che ti posso dire di…a Natale di 100 ciondoli d’oro. Alla Sidra chi cavolo li ha visti mai 100 ciondoli d’oro? Dove sono andati a finire? Poi è arrivata una fattura di qualche 80 mila euro per quell’albero di Natale.

SIGFRIDO RANUCCI
Una fattura per l’albero di Natale? Di quanto?

EX DIRIGENTE SIDRA
Ma io mi ricordo che era di 80 mila euro.

SIGFRIDO RANUCCI
Per un albero di Natale?

EX DIRIGENTE SIDRA
Ci è arrivata anche una fattura di 5 mila euro o 6 mila euro di castagne. Noi abbiamo pagato la fattura ma non sappiamo per chi.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Poi ci sono 27 mila euro per il capodanno prima delle elezioni, 11 mila euro di piante tropicali, 2 mila 600 per miss muretto, 6 mila e 600 per gli zampognari scozzesi residenti però a Siracusa.

EX DIRIGENTE SIDRA
Nel 2002, 2003 c’è stata un’infornata di assunzioni. Il 90% erano consiglieri comunali o provinciali o figli di consiglieri comunali o provinciali.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
A pesare sulle casse della Sidra sono gli utenti morosi. Il più moroso di tutti è il Comune di Catania che non ha pagato bollette per circa 23 milioni di euro.

EX DIRIGENTE SIDRA
Il Comune di Catania alla Sidra non ha mai pagato una bolletta d’acqua né per le utenze del Comune di Catania, né per le utenze di Librino, case popolari perché tutte queste sono sacche di voto…

SIGFRIDO RANUCCI
Cioè non ho capito, spiegami bene.

EX DIRIGENTE SIDRA
Il Comune dava questi alloggi, il contratto dell’acqua era intestato al Comune di Catania che avrebbe dovuto farsi pagare dagli inquilini e pagare la Sidra. Il Comune non ha né mai chiesto i soldi, perché lì aveva sacche di voto enormi e quindi non andava a chiedere soldi, né mai pagato la Sidra.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Il debito è di 120 milioni di euro. I vertici delle aziende municipalizzate di gas e acqua sono stati azzerati 4 mesi fa. Allora c’è una società del comune che fornisce l’acqua e deve fare la depurazione. La depurazione non la fa perché tanto non ci sono gli allacci alle fogne, però se la fa pagare in bolletta, quindi i soldi entrano. Come li spende? A suo piacimento. Quintuplicandogli stipendi, assunzioni clientelari, ciondoli e castagne. Poi ci sono i soldi che il comune deve versare nelle casse della sua municipalizzata per l’acqua dei suoi inquilini, solo che da i suoi inquilini non si fa pagare e allora campa cavallo. Vale questa storia più o meno per tutte le municipalizzate, quella dei trasporti, per esempio, gli autobus sono rimasti più volte in deposito perché non sapevano di che pagare il gasolio. Poi c’è l’Asec, la municipalizzata del gas, forse l’unica azienda che vende gas al mondo ed è in perdita. Una strana anomalia, ma ce n’è un’altra, sentiamola.

EX DIRIGENTE SIDRA
Quando nacque qui il Movimento per l’Autonomia i consiglieri di amministrazione nuovi di zecca hanno fatto un documento scritto dove dicevano che per ogni mese il 5% della propria retribuzione doveva essere destinato al conto corrente del Movimento per l’Autonomia, banca tizio, caio e cose varie.

MILENA GABANELLI IN STUDIO
Di questo versamento al Movimento per l’Autonomia però non abbiamo trovato traccia nei bilanci. Allora abbiamo provato a guardare nella dichiarazione congiunta dell’ MPA fondato da Raffaele Lombardo, ex vicesindaco di Catania, ex presidente della provincia, governatore della Sicilia e alleato del PDL. Tutto quello che abbiamo trovato sono questi due versamenti: nel 2007 387 mila 302 euro, nel 2008 292 mila 182, benefattore Lega Nord. In una regione a statuto speciale, nasce un Movimento per l’Autonomia, e si continua a chiedere soldi allo Stato ed è supportato dalla Lega Nord. Per noi è un ragionamento troppo avanti…restiamo sul pezzo.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Librino, nella periferia di Catania, è una piccola città dormitorio di 80 mila persone, roccaforte del PDL e del Movimento Per l’Autonomia quasi il 90% delle preferenze. Per migliorare la qualità della vita si sono rivolti anche ad un noto progettista giapponese, Kenzo Tange. Questo progetto prevede, a fianco di uno stadio da 25 mila posti ed un teatro, un parco con un lago. Un posto per migliorare la qualità della vita e la dignità delle persone che ci vivono. Questo è quello che c’è.

SALVO CANNIZZO
Dovevano fare un grande lago che doveva servire sia come riserva per la Protezione Civile e nel progetto c’era anche di usarlo come sci nautico…sarebbe stata una cosa carina e invece c’è solo una buca, una grossa buca. Un’altra cosa furba che hanno fatto è stato piantare 6 mila alberi per una spesa di 6 milioni di euro, in una vena asciutta d’acqua: uno vivo non c’è, tutti morti.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Come si legge dall’avviso di fine lavori esposto pochi giorni fa, il comune di Catania giudica i lavori del lago serbatoio di Librino completatati dalla Finconsorzi e deve essere stato soddisfatto di come ha lavorato la ditta visto che gli ha affidato lavori di metanizzazione della città. E questo è il teatro Moncada, doveva essere un centro di aggregazione culturale.

SALVO CANNIZZO
Questo qua è uno degli accessi al teatro.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO
Oggi è diventato un’officina clandestina dove si smontano i motorini rubati.

SIGFRIDO RANUCCI
Quanto è costato questo?

SALVO CANNIZZO
4 milioni e mezzo di euro. E’ stato inaugurato anche questo 3 o 4 volte. L’ultima volta che è stato inaugurato è stato durante l’ultima campagna elettorale di Scapagnini. Sono state bombardate, dici in che senso?

SIGFRIDO RANUCCI
Non ho capito scusa le…?

SALVO CANNIZZO
Sono state proprio bombardate, hanno messo proprio delle bombe dentro le saracinesche e sono proprio squarciate.

SIGFRIDO RANUCCI
Ma dove?

SALVO CANNIZZO
Proprio qui dentro la struttura, ci sono varie cartucce, questa è una delle tante cartucce che si trova qui a terra seminate. Probabilmente questo qua sarà servito a fare uno di quei buchi. Queste qua sono…lupara, un fucile.

...continua... (6a parte)

post precedenti: (1a parte), (2a parte), (3a parte), (4a parte)





15/03/09

Non tutti i progetti escono col buco

Curiosando nel documento dei primi 100 giorni del facoltoso sindaco di Aci Catena, Raffaele Nicotra, ci si imbatte in iniziative intraprese insieme al comune di Aci S.Antonio.

Oltre ai già citati progetti sulla viabilità coi soldi del turismo e sull'installazione delle telecamere troviamo anche la presentazione di un Progetto Comunitario per la valorizzazione dell’ambiente denominato “PIC LIFE” per un importo di 1 milione di euro, presentato insieme da Aci S. Antonio, Valverde, S.Gregorio, l’Università di Catania e la Provincia Regionale di Catania. Aci Catena è il comune capofila.

Ma cos'è Pic Life?

I PIC (Programmi di Iniziativa Comunitaria) sono cofinanziamenti impostati dalla Commissione Europea che si possono ottenere su specifici progetti.
Il programma LIFE cofinanzia attività ambientali nella Comunità Europea e l'obiettivo del programma è di contribuire allo sviluppo e all'implementazione della politica e della legislazione ambientale comunitaria. E per questo vi sono dei bandi annuali. Lo strumento finanziario per l'ambiente si chiama Life Plus e consta di tre componenti: “LIFE+ Natura e biodiversità”, “LIFE+ Politica e gestione ambientali” e “LIFE+ Informazione e comunicazione”.

I progetti Life, dal 1992, hanno già finanziato migliaia di progetti e la CE ha già investito più di un miliardo di euro di cui 50 milioni solo in Italia.

Per il periodo 2007-2013 l'investimento è di più di 2 miliardi di euro. Il progetto di AciCatena è stato presentato insieme ad altri 700 che hanno richiesto il finanziamento ma ne sono stati scelti solo 143. Questi godranno di un investimento complessivo di 185 milioni di euro, che comprendono un apporto comunitario di 84 milioni.

I progetti italiani sono i più numerosi, ben 26, ma scorrendo l'elenco dei 143 non vi è nessuna traccia della "valorizzazione ambientale" di Aci Catena e Aci S.Antonio.

Il progetto del tandem Nicotra-Cutuli non è stato approvato. Ritenta sarai più fortunato!

Purtroppo non ne conosciamo il contenuto e non sappiamo neanche la motivazione. La coppia delle meraviglie si è guardata bene di non dire niente in proposito ma noi possiamo solo ricordare ai nostri cacciatori di euro-finanziamenti le raccomandazioni della Commissione Europea:
Prima di presentare la domanda è consigliabile preparare la proposta di progetto con la massima attenzione. Il programma LIFE dispone di risorse limitate e pertanto verrà data la precedenza alle proposte predisposte con maggiore cura e un progetto vago, non adeguatamente negoziato tra i partner, in cui le difficoltà prevedibili non sono state prese in considerazione, ha scarse probabilità di ricevere un contributo finanziario da parte della Commissione. Una buona proposta dovrebbe essere un progetto realistico e non semplicemente una dichiarazione d’intenti.
Qualunque sia il motivo della bocciatura del progetto Nicotra-Cutuli, forse è meglio prendere in considerazione, per la prossima volta, di evitare la foga con cui si rincorrono i finanziamenti e magari rendere più partecipativa la stesura del progetto. Evidentemente inserirlo in una lista di cose fatte non basta a rendere gli intenti, reali.




10/03/09

Proibito!



Nel video qui sopra potete ascoltare Marco Travaglio, fresco fresco di premio per la libertà di stampa in Italia, spiegare durante l'ultima puntata di Annozero, la differenza tra le leggi di sicurezza e le leggi di rassicurazione. E di come sarebbe utile depenalizzare i reati inutili che intasano i tribunali.
Uno di questi reati è quello di possedere qualche grammo di erba. Un reato che è molto diffuso e rovina molte vite normali, anzi normalissime.
Poi può capitare che dopo la perquisizione in casa del malcapitato vengano trovati alcuni bossoli tenuti come ricordo dal servizio militare e le accuse aumentano. E' quello che probabilmente è successo a Valverde quando i Carabinieri di Aci S.Antonio hanno fermato tre giovani con 300 gr. di Marijuana in macchina.
Non conoscendo l'esito processuale possiamo ipotizzare quello che è successo interpretando l'attuale legge sulle droghe.

Il testo in vigore è la 309/90 modificata dallo scorso Governo Berlusconi equiparando le droghe leggere a quelle pesanti (Fini/Giovanardi) inserendo le tabelle in una legge che non c'entrava nulla: il finanziamento delle Olimpiadi Invernali di Torino!
Il limite di thc detenibile è poi passato da 500 mg a 1000 mg grazie al successivo ministro della salute Livia Turco. Quindi per un caso come quello sopra, i fermati non rischiano da 6 a 20 anni di galera ma pesanti sanzioni come il ritiro della patente, del passaporto, obbligo periodico di effettuare le analisi delle urine ecc...

Quanto è giusta questa legge? Con il buon senso poco o nulla. La sostanza incriminata infatti non solo non è minimamente equiparabile alle droghe pesanti ma risulta essere alla lunga meno dannosa e meno dipendente di altre sostanze legali come l'alcool e il tabacco (io aggiungerei anche la PlayStation e la Tv).
In effetti la sua tossicità non è ancora stata provata ed è oggetto di numerose teorie scientifiche contrastanti. La cosa certa è che non è mai stato registrato un caso di morte per assunzione di Cannabis.
E' vero però che per la proibizione della Canapa Indiana qualcuno è morto, come è successo ad un ragazzo di Pantelleria qualche anno fa.

Purtroppo l'argomento è condizionato da numerosi pregiudizi viziati da interessi economici e politici. Infatti la canapa non è solo una pianta ad uso creativo o spirituale (nella religione Rastafari) rilassando le cellule nervose del cervello e distraendo dalla schematizzazione della società moderna, ma il suo uso è miracoloso in campo terapeutico.
E' risaputo che la foglia a 7 punte è la soluzione migliore per curare il glaucoma o per la terapia del dolore verso i malati terminali o affetti da cancro.
Quello che invece è poco conosciuto è la miriade di utilizzi che se ne può fare: dal biocarburante alle carrozzerie indistruttibili per auto, dal fertilizzante di terreni alla produzione della carta. Per non parlare poi della produzione tessile di cui l'Italia fino agli anni '50 ne era una forte produttrice. Che fine ha fatto la canapa indiana? Forse ci è rimasta solo per isolare le infiltrazioni idriche. Ma questa stessa domanda se l'è fatta anche Beppe Grillo in uno spettacolo di qualche anno fa.



Nel video è spiegato molto bene l'origine del proibizionismo della pianta: quando la sua produzione era ancora libera succedeva che la carta prodotta dalla canapa riusciva ad evitare i disboscamenti e quindi a preservare il pianeta. Alle multinazionali americane della carta questo non piaceva, quindi si passò al bando della pianta sostituendo addirittura l'utilizzo tessile con il nylon proveniente dal petrolio. Ovviamente anche una carrozzeria indistruttibile avrebbe frenato gli interessi delle lobbies dell'automobile. Peccato che avrebbe evitato pure migliaia e migliaia di morti sulle strade.

A conti fatti, senza pregiudizi e senza voler incitare all'uso della sostanza, sembra proprio che il proibizionismo genera delinquenti. Ma anche drogati. Infatti la favola che racconta che le droghe leggere portano sicuramente all'uso di quelle pesanti da cosa dipende secondo voi? A chi devono rivolgersi i consumatori di Hashish e Marijuana? Forse a negozi controllati che garantiscono la provenienza e la qualità? O a venditori occasionali al soldo delle organizzazioni criminali che per aumentare i profitti mischiano qualsiasi sostanza chimica? Dove è più facile trovare le droghe pesanti?

A voi la risposta. Per concludere vi lascio alle parole di un prete con un enorme esperienza sociale:
"A proposito della legalizzazione delle droghe leggere io guardo ai fatti. E' necessario darsi regole nuove. Veniamo da un lungo periodo di proibizionismo che ha prodotto due importanti fenomeni: il primo è legato alla cultura della demonizzazione delle sostanze stupefacenti per cui si è arrivati a perseguitare chi le usa come fosse un ladro o un assassino; un errore abnorme e disumano perchè si ingabbia il giovane in un ruolo predefinito, da cui fatica a uscire. Il secondo, ancora più grave, è che il clima proibizionistico fa della droga un mito per i giovani."
Don Andrea Gallo.




02/03/09

Lo Sviluppo Sostenibile dell'Ass. Finocchiaro

L'assessore allo Sviluppo Economico di Aci S.Antonio, Stefano Finocchiaro, ha in testa una cosa sola: “Il 2010 è vicino. L'area del libero scambio ci vedrà protagonisti, insieme alla Sicilia, per entrare nel mercato globale”.

Per raggiungere questo ambito scopo la strada più battuta è quella dei finanziamenti europei.

Uno degli obiettivi del POR Sicilia 2000-2006, è la Misura 3.20: L'Internazionalizzazione dell’economia siciliana. La misura prevede azioni formative organizzate da enti pubblici e privati (imprenditori) e dalle università siciliane (vedi il Politecnico del Mediterraneo) volte a promuovere l’internazionalizzazione economica e culturale, finalizzate a massimizzare i vantaggi dell’integrazione regionale con le aree del Mediterraneo.

Nell'ambito del PIR 5 - Reti per lo sviluppo locale è stato approvato, oltre che dall'Unione Europea Fondo Sociale, anche dal Ministero del Lavoro Salute e Politiche Sociali, dalla Regione Siciliana e dall'Interreg Italia-Malta e Italia-Tunisia il progetto: “L’esperienza delle buone prassi: scambi formativi” (codice Monit 1999.IT.16.1.PO.011/3.20a/7.2.4/004).
Il soggetto proponente, il centro professionale di formazione Mathesis Italia s.r.l. di Palermo è stato finanziato per 300.000,00 euro.

Ha ottenuto un punteggio molto alto e vi partecipano 67 comuni della Sicilia Orientale in collaborazione con i paesi di Malta e Tunisia.

Tra la fine di novembre e la prima metà di dicembre sono stati organizzati alcuni seminari che hanno permesso, per la prima volta, di mettere in contatto il mondo imprenditoriale e le organizzazioni sociali e economiche di Aci S.Antonio, per avviare un processo produttivo con tutte le forze imprenditoriali dell'hinterland e con le altre PA puntando a una crescita del territorio legata alla qualità dell'ambiente sociale.

Il seminario d'apertura è stato realizzato ad Aci S.Antonio per poi continuare ad Acireale e concludersi a Catania passando dalle visite estere a Malta e in Tunisia. Nel contesto del progetto i temi trattati andavano dal Marketing Territoriale al Turismo Culturale, dalla Portualità Turistica all' Innovazione nel settore agroalimentare fino alla realizzazione di una Governance pubblica per lo sviluppo locale.

Questo scambio culturale e commerciale è stato sostenuto dall'assessore e vice-sindaco Finocchiaro con l'obiettivo primario di rilanciare lo Sviluppo Sostenibile. Un concetto questo, che l'erudito assessore sa, essere alla base dei PIT.

Ci si chiede allora come mai il finanziamento del PIT n.30 per il Parco di Casalotto non abbia rappresentato per la Sua Amministrazione un interesse a finalità sociale che poteva soddisfare il miglioramento della qualità di vita dal punto di vista ambientale e ricreativo?

E' l'assessore stesso che, con evidenza, ha affermato che i cittadini residenti, attribuiscono tanto più valore al territorio, quanto più questo offre livelli di qualità della vita coerenti con le proprie aspettative sottolineando come le caratteristiche sociali della popolazione residente sia elemento d'attrazione per le imprese locali.

Quindi non rinunciare all'ultima chance di rendere fruibile Casalotto non sarebbe stato un segno positivo in vista di un REALE Sviluppo Economico Sostenibile?

Purtroppo so che ottenere risposte da questa amministrazione, su questo argomento, è impresa ardua. Come ardua è l'impresa che deve affrontare Stefano Finocchiaro nei confronti di uno degli attori privati che hanno partecipato ai convegni: la Sat. L'importante impresa santantonese che ha messo in liquidazione i suoi dipendenti.

Sarà ora compito dell'assessore convincere la cordata proprietaria che gli importanti contatti e il bagaglio di informazioni e certezze acquisiti nei seminari fanno al caso loro.

Potranno le facilitazioni e i vantaggi che, per esempio, il Governo Tunisino offre, con i suoi pacchetti incentivanti che defiscalizzano la commercializzazione all’estero, ristabilire la competitività dell'azienda nell'area mediterranea, reintegrando quella forza lavoro il cui mercato espandibile e redditizio può risanare la qualità dell'ambiente sociale santantonese?

Il tempo e la coerenza ci risponderanno.




10/01/09

La Crisi Degli Agrumeti Siciliani

Dopo il decreto del risarcimento alle imprese agricole per le alte temperature di giugno 2007, (stato di calamità eccezionale anche per gli agricoltori di Aci Sant'Antonio) il 19 novembre la giunta regionale ha approvato la delibera che dichiara la grave crisi del settore agrumicolo.

La causa sono i diversi casi di calamità naturali che si sono susseguiti per tutto il 2007 in Sicilia, fino alle gelate di febbraio 2008. Ciò infatti ha provocato una grave flessione dei raccolti e della produzione degli agrumi siciliani.

Le provincie interessate sono Catania, Palermo, Messina e Siracusa mentre Ragusa è stata esclusa.

Purtroppo però a tutt'oggi il Governo nazionale non ha fornito risposte, né sono arrivati i risarcimenti dovuti. L'assessore regionale all'agricoltura Giovanni La Via sostiene infatti che

“la dotazione del fondo di solidarietà nazionale risulta sostanzialmente non in grado di offrire ristoro ai produttori danneggiati”.

Sì ma solo alla Sicilia!

Infatti il ministro leghista Luca Zaia ha stanziato celermente finanziamenti per il suddetto fondo alle regioni del nord: Piemonte, Lombardia, Friuli-Venezia Giulia e Veneto ma ha tralasciato la zona sicula che ancora aspetta il suddetto risarcimento per le alte temperature ma anche la pubblicazione del decreto di delimitazione delle gelate del febbraio 2008 e addirittura il risarcimento delle gelate dell'inverno 2001-2002.

Gli agricoltori siciliani giustamente si lamentano, come dimostrano queste lettere scritte da agricoltori nostrani al quotidiano “La Sicilia”: 1 e 2.

Ma è soprattutto un attivissimo agronomo, Corrado Vigo che porta avanti con costante precisione le ragioni dell'agricoltura siciliana sul suo blog VigoPensiero. Tra l'altro in particolare ha scritto una lettera indirizzata al ministro.

Le reazioni alla sua protesta sono state tanto travolgenti che, passando dal Consiglio Comunale di Trecastagni, l'istanza dell'agronomo probabilmente arriverà in Parlamento come promesso da Alessandra Siragusa, deputato nazionale del Pd:

“Ho in mente una interrogazione per porre fine al balletto delle responsabilità fra Pdl isolano e nazionale"

Già le responsabilità del Pdl isolano e nazionale.

L'assessore La Via prima ha considerato eccezionale un nuovo meccanismo di calcolo che ha portato 55 milioni di contributi nel settore agrumicolo e dopo, quando il ministro nordista si è vantato della battaglia vinta, ha ridimensionato l'intervento ricordando che il decreto era stato scritto già molti anni fa dal ministro prodiano De Castro.

E invece il deputato acese Basilio Catanoso cosa ha fatto? L'onorevole fa parte della Commisione Agricoltura alla Camera e finora si è occupato del virus della tristezza, degli agrumeti calabresi e del Nucleo operativo agroalimentare del Corpo forestale dello Stato.

Sta studiando un disegno di legge a sostegno dei limoneti della Timpa per la manutenzione dei terrazzamenti. Catanoso infatti, dopo aver fatto la stessa cosa con la scorsa legislatura, il 26 novembre ha invitato ad Acireale alcuni componenti della nuova Commissione presieduta da Russo (Pdl), e hanno ri-visitato la costa acese e ri-organizzato un incontro al Centro di Ricerca per l’Agrumicoltura e le Colture mediterranee. Prima o poi si farà la legge.

Nessun interessamento invece sui risarcimenti agricoli dalle calamità naturali.

Le uniche calamità di cui si è occupato l'onorevole acese riguardano quelle delle scosse telluriche del 2002 i cui finanziamenti finiti in un caos normativo sono diventati argomento d'istanza in un'odg che il Governo ha accettato e che il sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze Giorgetti ha accolto per aprire un tavolo tecnico.

Ma tutto ciò riguarda soprattutto solo Acireale. Niente di niente sui risarcimenti per queste benedette imprese agricole del territorio della Piana di Catania.

Dopo il caldo arido, le alluvioni e le gelate, come al solito, la speranza di ottenere qualcosa dai nostri politici lascia il tempo che trova, mentre prende sempre più piede l'idea che il cittadino che si interessa di persona alle sue problematiche resta l'unica via percorribile.



04/12/08

Aci S. Antonio: Nuvoloso a Scuola

E' notizia di questi giorni: dal Giappone il colosso internazionale della Sharp porterà a Catania 660 milioni di Euro da investire in pannelli fotovoltaici, in accordo con l'Enel e molto probabilmente anche con StMicroelectronics.

Un mega investimento nella zona più solare d'Europa: la Sicilia!
I giapponesi hanno evidentemente scoperto il “sole caldo”!
Da anni ormai nel nord Europa e nel nord Italia si risparmia e si guadagna con l'energia solare nonostante in queste zone, del sole siciliano ne sentono solo l'odore. (Vedi anche il post Babbo Solare.)
Come abbiamo fatto a non pensarci noi prima?

In effetti qualcuno ci ha già pensato ma certi "campioni del consenso", in Sicilia, hanno altro a cui pensare.
Nel nostro Comune per esempio, chi intende installare i pannelli fotovoltaici deve anche pagare una tassa al comune per il rilascio della concessione!!!
E se queste idee innovative gliele regali in un piatto d'argento loro non ti stanno neanche ad ascoltare. Roba da orbi !

E' successo in Consiglio Comunale quando il consigliere Micalizzi ha sollecitato l'amministrazione a presentare un progetto sul fotovoltaico, entro il 31 ottobre scorso, totalmente finanziato dallo stato, chiamato "Il sole a scuola".
Manco a dirvelo, l'amministrazione lo ha fatto scadere senza neppure provare a presentare una bozza di progetto. Ed era quasi pronto! Bastava aggiungere luogo e modalità ed era fatta.

Stiamo parlando di un progetto didattico educativo per le scuole con annesso percorso illustrativo e formativo per gli studenti. Il progetto prevede, per ogni edificio scolastico, un finanziamento massimale di 10.000 euro che avvierebbe un impianto per produrre energia in una scuola.
Per realizzare un impianto come si deve il comune poi deve accendere un finanziamento e gli incentivi del Conto Energia ripagherebbero i soldi che ci mette la banca. Si avrebbe così energia pulita a costo zero, abbattendo i costi della bolletta.

Perchè gli amministratori perdono queste occasioni alla luce del sole? Solo ignoranza? Mah!

Sono andato a vedere sul sito del Ministero dell'Ambiente e ho letto:

"Ricordiamo che il bando è a sportello e che pertanto resterà aperto fino ad esaurimento fondi"

Ho allora contattato il Ministero via email per avere certezze e mi hanno risposto positivamente:

"Buongiorno,
in merito alle informazioni richieste, il Bando "Il sole a scuola" è a sportello quindi è possibile inviare altre domande di contributo.

I fondi sono terminati, ma il Bando è stato rifinanziato come comunicato sul sito del Ministero dell'Ambiente alla seguente pagina http://www.minambiente.it/index.php?id_doc=636&id_oggetto=3, di conseguenza, in merito alle modalità ed ai requisiti di partecipazione si dovrà tener conto sempre del Bando del 2007.

Le domande ad oggi pervenute sono più di 900 e ne sono state finanziate circa 500.
Con il rifinanziamento in corso si stima che saranno certamente ammessi circa 150 domande in più a quelle già ricevute.
Distinti saluti"

Il bando "Il sole a scuola" che è scaduto il 31 ottobre è ancora aperto. E possibile quindi ancora partecipare!

CONSIGLIERI, FATE FIRMARE IL BANDO ALLA GIUNTA... PRIMA CHE SCADA PER LA SECONDA VOLTA !!!




22/10/08

Aci S.Antonio: Emergenza Rifiuti



Ci risiamo! I 22 operatori della GeoAmbiente sono in agitazione, non hanno ancora ricevuto
lo stipendio di settembre. Negli ultimi giorni hanno iniziato il turno di lavoro con assemblee di due ore che inevitabilmente hanno rallentato la raccolta dei rifiuti. I cassonetti sono pieni e i netturbini proclamano lo sciopero per venerdi 24.

E' emergenza rifiuti!


L'Ato non paga gli operatori. Lamenta crediti nei confronti del Comune che pare abbia pagato 30 mila euro ma ad AciAmbiente non risulta. Cutuli se la prende con i lavoratori e chiama il Prefetto. Il solito walzer insomma.

Intanto in un incontro in Provincia il 7 ottobre con la partecipazione di amministratori comunali e rappresentanti Ato (Joniambiente, Aciambiente, Simentoambiente, Kalatambiente e Ato Catania) era emerso questo quadro:

Non c'è scampo: per non avere le strade invasa dalla spazzatura bisogna fare subito la raccolta differenziata di almeno il 45% dei rifiuti. La legge non ammette più proroghe. Dal primo gennaio 2009 i Comuni non potranno più portare nelle discariche pattume che non sia prima trattato. Se i cittadini non separeranno gli scarti biodegradabili dal resto dell'immondizia, i Comuni saranno costretti ad affrontare le spese di pretrattamento conferendo i rifiuti indifferenziati negli impianti installati frettolosamente nelle discariche: alla fine, i costi graveranno sulle tasche dei contribuenti con aumenti di tasse che potranno toccare il 40-50%.


Inoltre il dirigente provinciale del Servizio Ecologia Valerio Saitta aveva allertato dicendo:
"Se non si raggiungono le quote di pretrattamento, nel giro di pochi giorni la spazzatura sarà sulle strade perché la discarica non la può accettare. I sindaci possono imporre un aumento della tassa urbana per fare pretrattare i rifiuti. Questa soluzione è improponibile e impopolare, come ha anche sottolineato nei giorni scorsi il presidente della Provincia Castiglione".


Ma soprattutto Rossella Puglisi (cda dell'Agenzia Regionale Rifiuti ed Acqua) ha dichiarato:

"Entro il prossimo 31 ottobre devono essere presentati i progetti per ottenere dall'Unione Europea i finanziamenti per il servizio di raccolta differenziata, e per la creazione di centri di compostaggio e di Isole ecologiche. Benché manchino pochi giorni alla scadenza, Comuni e Ato non hanno ancora presentato progetti. Occorre un atto di responsabilità ed impegno ed esorto i tecnici comunali e Ato a collaborare affinché presentino le documentazioni che permettono di accedere ai finanziamenti nei prossimi 6 anni".
A parte le polemiche, il Comune di Aci Sant'Antonio ha preparato il progetto per ottenere questo importante finanziamento in piena emergenza rifiuti?

La risposta a chi gli compete.

------------

Post correlati:

I Fantasmi râ Munnizza
TARSU: Tirate fuori i soldi!
Le Regole del Gioco







27/09/08

TARSU: Tirate fuori i soldi!

Non c'è niente da ridere! Il problema è serio. Il sindaco Pippo Cutuli finalmente ha detto la sua sull'emergenza rifiuti e ha diramato questa nota:
"Sono state rideterminate ed aumentate le tariffe relative alla Tarsu, la tassa sulla raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’aggravio previsto è del 20% in più rispetto a quanto previsto dalla precedente amministrazione ed è originato dall’eccessivo aumento del costo del servizio praticato dall’Ato per il 2008."

Quindi cari compaesani e lettori di questo blog tirate fuori il portafogli perchè i debiti perpetrati dai nostri dipendenti li devono pagare i cittadini.
Il bilancio del comune è in rosso e grava sulla testa degli amministratori anche una convocazione alla Corte dei Conti per irregolarità finanziarie.
Entro il 30 settembre il Comune deve risanare un paio di conti.

Arriva pure la replica di Nello Oliveri, presidente di AciAmbiente:
«Intendo precisare che nessun aumento c’è stato, dovuto a questa società d’ambito. La legge impone agli enti locali la copertura del 100% del costo servizio, quindi l’aumento è un atto dovuto ma non da imputare alla società d’ambito. Capisco le difficoltà economiche dei Comuni, e di Aci S. Antonio, però non si può buttare la croce addosso agli Ato, in quanto nessun aumento è stato posto in essere da questa società nei confronti di alcun comune socio».

Siamo alle solite, si rimbalzano la palla tra di loro e tutto finisce in una bolla di sapone. I debiti se li accollano gli utenti.
Chi ha letto l'inchiesta sui rifiuti di qualche post fa sa come sono andate le cose ed è inutile soffermarsi su un aumento che c'è o non c'è perchè i problemi sono altri.

Ci sono 5 milioni di Euro (10 miliardi di Lire) di debito da parte del comune nei confronti dell'Ato e la colpa è tutta del sistema di gestione dei rifiuti. A tutt'oggi non sembra che ad Aci Sant'Antonio si sia provveduto a fare una raccolta per la differenziata porta a porta che migliori il servizio, anzi il servizio è carente e non per colpa dei netturbini, sia chiaro!
Il Presidente/amico Lombardo, anzichè portarci soldi, è pronto a togliere fondi al Comune e il fido Cutuli zitto!
All'Ato gli spetta un'addizionale del 20% sui costi di discarica perchè non si sono raggiunte le percentuali sufficienti della differenziata (dl 105/06).
Ecco dove sta l'aumento
. Non è Oliveri che ha aumentato le tariffe, è che bisogna pagare questa multa in più perchè nessuno è stato capace di arrivare neanche all'obiettivo del 35% di differenziata, figuriamoci, siamo fermi attorno all'1%!

E poi appena la Tarsu diventerà Tia i costi aumenteranno ancora, quindi meglio abituarsi sin da subito, anche se la bolletta della spazzatura per i santantonesi è già alta.

Questi amministratori qua sostengono che i debiti sono causati dagli utenti morosi e stanno pensando (vedi riunioni di SimetoAmbiente di questi giorni) di inasprire le sanzioni a chi non paga facendo intervenire anche la Guardia di Finanza. Non capiscono che se il cittadino non ha i soldi per pagare NON PUO' PAGARE! Soprattutto se gli fai l'aumento. E oltretutto io sono del parere che le tasse sono un bene. Vanno pagate. Ma ci deve essere un riscontro di servizio, se il servizio fa pena e mi aumenti anche le tasse io lo chiamo furto!
A proposito i cassonetti bruciati sono stati sostituiti? A me pare di no!

Tirate fuori i soldi!
L'incompetenza si paga.