In Primo Piano
18/04/08
13/04/08
L'autonomia di chiamarsi Lùmbard
Raffele Lombardo (o Lùmbard) è il leader del Movimento per l'Autonomia. Ma autonomia da cosa?
Egli rivendica autonomia dai partiti nazionali e poi cosa fa? Si candida con Berlusconi! La crem de la crem! Voleva portare la Sicilia in alto ma si è spinto oltre, fino ad Arcore!
Voleva fare una politica con al centro la Sicilia e invece di creare un alternativa al potere economico-industriale del nord cosa fa? Si inventa il clone della Lega Nord. E adesso stanno anche insieme nella stessa coalizione. Ma ci faccia il piacere!
Dice di non volere i voti della mafia per rappresentare la discontinuità e che cosa fa? Si fa appoggiare da Cuffaro capolista siciliano al Senato! D'altronde lo disse anche Totò che la Mafia fa schifo!
Ma forse c'era da aspettarselo anche prima di diventare presidente della Provincia di Catania.
Infatti il baffetto si era fatto conoscere già qualche tempo fa.
Politicamente è nato sotto l'ala protettiva del democristiano Calogero Mannino ai tempi della gioventù catanese della DC alla fine degli anni '70 (come Cuffaro).
Un buon maestro visto che nel 1995 Mannino viene arrestato con l'accusa di concorso in associazione mafiosa perchè avrebbe stretto un patto con la mafia per avere voti in cambio di favori. Dopo un pò di carcere però se la caverà e oggi lo troviamo ancora nelle liste dell'UDC.
Lombardo invece dall'UDC ci è uscito nel 2005 ma prima ha rivestito cariche che i catanesi dovrebbero ricordarsi: consigliere ed assessore al Comune di Catania, poi deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana, assessore regionale agli Enti Locali, europarlamentare, vicesindaco di Catania ed infine, appunto, presidente della Provincia di Catania.
Ma come accade di solito l'allievo supera il maestro infatti già nel 1992, ai tempi di Tengentopoli, il futuro autonomista viene arrestato per interesse privato e abuso d’ufficio (condannato in primo grado ed assolto in appello): secondo gli investigatori, un concorso a sessanta posti da assistente amministrativo venne truccato per favorire alcuni candidati, in cambio di voti. E nel 1994, Lombardo viene nuovamente arrestato per associazione a delinquere finalizzata a commettere reati contro la pubblica amministrazione e corruzione. Un enorme appalto per i pasti all’ospedale Vittorio Emanuele II di Catania viene pilotato in favore di un’azienda dell’ex presidente dell‘Inter Ernesto Pellegrini in cambio di una tangente di cinque miliardi di lire. In seguito al patteggiamento di Pellegrini, il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, ormai in prescrizione. Lombardo ottenne anche un indennizzo di trentatremila euro per ingiusta detenzione.
Carusi! Ma uno così non lo vogliamo fare Presidente della Repubblica? Altro che Governatore della Sicilia!
E poi ha tutte queste amicizie influenti! Ciancio è amico suo, all'aeroporto di Fontanarossa quelli della Sac sono amici suoi, ha una squadra di 5 deputati e 3 senatori, 18 parlamentari regionali, 80 sindaci, 97 assessori comunali e 288 consiglieri, 21 assessori provinciali e 39 consiglieri e i sondaggi lo eleggono il migliore. Solo la natura gli è contro. Un ponte lungo 3666 metri non si può fare a campata unica poggiato su un isola che si muove in zona sismica a un passo dal vulcano! Ma lui ci crede, ha così tanti sostenitori che da soli sostengono anche la bufala del ponte.
Meno male che il Commissario Cattani è sulle sue tracce. E che qualcuno lo aiuta.
12/04/08
Silvio il Clandestino
Oggi è il giorno della riflessione e io rifletto. Anche perchè questa è un emergenza. Le elezioni politiche del 13 e 14 aprile sono un pericolo per la libertà e la democrazia degli italiani.
Se non ci fosse stata l'origine anomala il problema non si poneva. La legge elettorale è anticostituzionale perchè non permette di mantenere la sovranità del popolo scegliendo i nostri rappresentanti. Non è la prima volta, nel 2006 la legge era uguale e abbiamo avuto i brogli degli scrutini elettronici, gestiti da quelle società americane che favorirono Bush nel 2000, con le schede bianche che furono trasformate in voti per la coalizione del centrodestra. Se tutto questo non è bastato per ottenere il peggio allora, non è detto che non ci si riesca stavolta. Resta il fatto che il meccanismo della legge elettorale stessa rende comunque il governo instabile con una maggioranza in Senato ridotta all'osso.
Era inevitabile che prima o poi il governo Prodi cadesse e ora anzichè occuparsi dei cittadini i politici affrontano il loro sport preferito: campagna elettorale e poi voto.
Il governo uscente seppur comprendendo gente poco raccomandabile insieme a gente un pò più seria ha governato con altalenante successo riuscendo a dare una minima sterzata al disastro dei 5 anni di Berlusconi.
Purtroppo, però, a causa di quella gente poco raccomandabile e della carenza in Senato, non si sono fatte quelle leggi fondamentali per poter ancora considerare l'Italia un paese democratico. Stiamo parlando in primis del conflitto d'interessi, della legge sulle televisioni, la legge Maroni e appunto la legge elettorale.E ancora peggio in questi due anni e mezzo la magistratura italiana non è riuscita a condannare Silvio Berlusconi per nessuno dei tanti reati che ha commesso così ce lo troviamo di nuovo a correre per il parlamento non avendo i requisiti per farlo.
Sarebbe giustificato non andare a votare ma probabilmente ciò non sortirebbe un effetto positivo
in quanto si confermerebbe il risultato uscito dalle urne vanificando il minuscolo potere decisionale permessoci da questa Repubblica ancora meno forte degli anni passati.Molti considerano le elezioni un gioco, uno sport e gli schieramenti politici come squadre di calcio da tifare. Ma non è così. Anche negli sport quando un atleta è dopato o una squadra non rispetta le regole scatta la squalifica.
Nella politica italiana questo non succede, basta vedere la fedina penale di molti dei nostri rappresentanti.
Purtroppo ancora molti italiani, ma soprattutto siciliani, forse in buona fede, danno credibilità a Berlusconi.Si tratta di un clamoroso errore. Silvio Berlusconi rappresenta il nostro alibi quando si tratta di non rispettare la legge e farci i nostri comodi. Se lo fa lui allora possiamo farlo anche noi. No?
Indro Montanelli, l'unico intellettuale della destra, diceva che con l'ultimo governo Berlusconi la gente si sarebbe vaccinata e avrebbe capito finalmente l'errore.
Ho paura che la sua previsione non si avveri infatti ci troviamo qui alla vigilia delle elezioni pronti a rivotarlo senza pensare alle conseguenze e soprattutto facendo finta di non sapere chi è considerandolo un candidato regolare.
Dopo tutti questi anni nonostante il monopolio dell'informazione dovremmo sapere chi è ma pare che i reality, i tg farsa, le veline e i quotidiani venduti hanno avuto la meglio.
Certo, anche altri partiti hanno gli scheletri dentro l'armadio ma la presenza del miliardario di Arcore è inaccettabile sotto ogni punto di vista.
Per conoscere la verità basterebbe spegnere la tivù, chiudere i giornali e cercare altri canali d'informazione.Questa campagna elettorale non è divertente, è pericolosa, sento decisamente il mio futuro e quello della mia famiglia minacciato da quello che potrà succedere nei prossimi anni se gli italiani ancora una volta decideranno di baciare la mano del proprio assassino.
Per questa paura mi sento in dovere di ricordare a chiunque legga questo blog chi è veramente Silvio Berlusconi e quali e quanti danni irreparabili ci ha recato prima e durante la sua carriera politica.
Non basta certamente questo post per raccontare tutto ma sapere le cose fondamentali può aiutare a rinsavire.
LE ORIGINI.
Silvio Berlusconi, 72 anni, milanese è il terzo uomo più ricco d'Italia
e 90° nel mondo con un patrimonio stimato in 9,4 miliardi di Dollari. L'origine delle sue fortune economiche non è certa. Quando aveva 27 anni suo padre Luigi Berlusconi lavorava per la Banca Rasini che entrò in rapporti stretti d'affari con la Cisalpina Overseas Nassau Bank di cui facevano parte Roberto Calvi, Licio Gelli e Michele Sindona la triade della loggia massonica della P2. La Banca Rasini fu coinvolta nel riciclaggio di denaro di provenienza mafiosa.Nel '68 Silvio fonda la Edilnord, una azienda edilizia che costruirà Milano 2 ricevendo finanziamenti da banche svizzere fantasma.
Nonostante questi rapporti, nel '74 Berlusconi venne minacciato di sequestro di persona da parte di organizzazioni criminali che avevano sotto mira grossi imprenditori. Per difendersi, anzichè denunciare il fatto si affidò al suo amico
palermitano, l'avvocato Marcello Dell'Utri che gli presentò il criminale Vittorio Mangano incaricandolo di difendere la sua famiglia. Venne quindi assunto come stalliere nella sua villa anche se di cavalli non ce n'era nemmeno l'ombra. Paolo Borsellino in un intervista prima di morire definì Mangano una delle teste di ponte della mafia del Nord ma parlò anche di Berlusconi.Così nel '78 il giovane imprenditore si iscrisse alla P2 con tessera n° 1816.
Nel '79 alcuni finanzieri fanno visita alla Edilnord per indagare sui soci svizzeri ma chiudono in fretta le indagini. Più tardi uno dei finanzierei entrerà a far parte di Fininvest e diventerà deputato di Forza Italia, un altro era iscritto anch'egli alla P2.
Quanto detto può lasciare immaginare quali siano le origini dei suoi capitali.
LE TELEVISIONI E IL CONFLITTO D'INTERESSI
Egli possiede 3 canali nazionali su 9. Non può. Non si poteva neanche nel 1984 quando suo
compare Bettino Craxi gli regalò una legge (Mammì) che gli permise di far diventare le sue tv locali in quello che sono oggi. Più e più volte sentenze anche europee hanno stabilito che un solo privato non può possedere tre reti televisive e almeno una deve andare su satellite. La tv Europa 7 è la legittima assegnataria del canale che Rete 4 occupa abusivamente da anni. La legge Gasparri è servita ad eludere tutte le sentenze ingannando i cittadini con il digitale terrestre.Le aziende del Cavaliere sono troppe e in contrasto con l'attività politica. E' molto facile che tramite l'attività politica favorisca le
proprie aziende. E lui lo ha già fatto puntualmente. Basta vedere come gli affari di Mediaset vadano a gonfie vele. Le sue aziende minacciano la libertà d'espressione in Italia lo hanno detto in molti, soprattutto all'estero perchè appunto in Italia l'informazione è controllata da lui stesso anche attraverso la pubblicità. All'estero siamo lo zimbello di tutti. Nessuno accetterebbe un personaggio come lui come candidato.LA DISCESA IN CAMPO.
LE LEGGI VERGOGNA.
Durante i suoi governi è riuscito ad imporre all'Italia tutte leggi che servivano a lui per salvarsi dalle accuse. Nel primo breve governo la legge Tremonti gli fece accaparrare miliardi dallo Stato per comprare film.
Nel secondo Governo ha dato il meglio di sè cominciando subito con la depenalizzazione del falso in bilancio e poi della bancarotta, poi le rogatorie internazionali per salvarsi dai problemi dei conti
esteri. La legge obiettivo ha reso meno trasparenti le costruzioni delle opere pubbliche. Il Lodo Schifani ha bloccato i processi delle 5 più alte cariche dello Stato. La legge sul legittimo sospetto è servita per spostare i processi di città in città in attesa della prescrizione. Poi ha modificato l'ordinamento giudiziario rendendolo incostituzionale e fatti tagli al settore. Ha dimezzato i tempi di prescrizione con la legge salva-Previti o ex Cirielli. Ha permesso il rientro di capitali e il condono fiscale. In questo modo si è salvato dai processi ed è ancora lì a cercare voti. Oltre poi alle già citate "conflitto d'interessi", legge 30 e legge Gasparri sono opera sua anche quella sui cani, la patente a punti, la Devolution e l'omicidio legale a difesa della proprietà privata.Naturalmente la parte collusa del governo Prodi non ha permesso l'abolizione di queste leggi vergogna.

Tutto questo rende il Cavaliere un Clandestino Irregolare in queste votazioni. E' ineleggibile.
C'è un solo modo per permettergli ancora di fare i cavoli suoi a nostre spese distruggendo l'Italia, ed è quello di continuare a votarlo e di candidarsi coi suoi partiti.
Chi ha il coraggio di farlo o è in malafede o non ha ancora conosciuto Berlusconi dall'alto della storia e dei fatti ma solo dal punto di vista della sua poltrona di casa.
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Emilio R.
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I Fantasmi del Bosco di Aci
Finalmente è stato aggiudicato l'appalto per la realizzazione del Parco Suburbano di Aci.
L'apertura delle buste per l'aggiudicazione della gara è iniziata il 5 marzo presso l' Urega di via Lago di Nicito a Catania.
Le ditte che hanno presentato le offerte sono state ben 58. Trenta sono state visionate subito ma per la conclusione della gara abbiamo dovuto attendere parecchio.
I lavori partiranno entro maggio dopo la trasmissione degli atti dall'Urega alla Provincia.
Il nostro Vice Presidente vicario del Consiglio Provinciale, Pippo Cutuli, autoattribuendosi la paternità del bosco, si è ritenuto talmente soddisfatto del rito d'assegnazione che ha elargito ringraziamenti, letteralmente a destra e a manca partendo dagli ex presidenti di Provincia Musumeci e Lombardo e finendo agli ex Consiglieri dei Verdi D'Ambra e di Rifondazione Scuderi.
Ma precedentemente il 7 e l'8 marzo, proprio questi ultimi, a seguito di un sollecito di alcuni cittadini, si sono trovati a constatare che dopo svariati secoli la presenza oscura dei Briganti del Bosco di Aci si sente ancora.
"Bosco di Aci, «ferite profonde» all’orografia.
Denuncia di D’ambra (Verdi) e Scuderi (Rc): «Si sospendano i lavori del parco suburbano»
Una denuncia-appello per la tutela del "Bosco di Aci" a S. Maria La Stella è stata compiuta nei giorni scorsi da due esponenti politici locali che puntano il dito contro l’operato della Provincia. Si tratta di Salvatore D’Ambra dei Verdi e di Salvatore Scuderi di Rc, che a seguito di un sopralluogo sollecitato da alcuni residenti, hanno riscontrato nel bosco profonde ferite inferte all’ambiente, distruzione di piante e modifiche insanabili all’orografia dei luoghi.
D’Ambra e Scuderi in una nota parlano di scempio compiuto, del quale è stato informato anche il Corpo Forestale, subito intervenuto con un sopralluogo.
«Si tratta di lavori - ha spiegato D’Ambra - non previsti nel progetto iniziale di sistemazione del parco sub-urbano. Una parte dei rifiuti speciali sono stati interrati nello stesso bosco, sono state realizzate ampie spianate con l’eliminazione anche del sottobosco e, in alcuni tratti, dello strato arboreo. C’è stato quindi un danno ambientale ma anche patrimoniale perché adesso ci vorranno più soldi per riparare il danno che è stato fatto».
«Abbiamo chiesto la sospensione dei lavori - poi prosegue - per evitare possibili ulteriori danni che potevano realizzarsi, sia all’ambiente che alla comunità; i lavori sono stati sospesi ed adesso attendiamo i risultati delle denunce compiute».
Nella loro nota gli scriventi ricordano inoltre che il parco suburbano Bosco di Aci è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche della Provincia regionale di Catania sin dal 1994; opera finanziata appunto per sottrarla alle speculazioni e ai tentativi di distruzione ad opera dei privati. «La battaglia per la salvaguardia del bosco è importante perchè può servire anche come monito alle amministrazioni: che si deve cioè progettare e gestire gli appalti in maniera diversa».
Il 14 marzo sullo stesso quotidiano Pippo Cutuli sentendosi chiamato in causa risponde all'appello:
«I lavori oggetto della denuncia nulla hanno a che vedere con la prevista creazione del parco suburbano. Chiarisco questo aspetto perché si è creato in questi giorni un clima di confusione attorno alla vicenda che rischia di vanificare quanto di buono è stato fatto nel recente passato».Ma anche Legambiente di Catania aveva fatto un sopralluogo nel bosco e il 15 marzo pubblica sul suo sito l'esposto presentato al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania denunciando anch'essa, insieme alla sezione di Acireale le gravissime alterazioni ambientali nel bosco di S. Maria la Stella: estesi sbancamenti, l’ampliamento di piste, la distruzione della vegetazione, lo spargimento di rifiuti di ogni tipo, nonché il taglio di alberi ed arbusti.
«I lavori oggetto delle critiche sono invece di routine e già programmati dall’ufficio manutenzione della Provincia, necessari alla pulizia e al recupero dell’area boschiva. Sarà comunque mio impegno verificare l’accaduto e riferire, eventualmente, a chi di competenza, eventuali irregolarità nell’esecuzione degli interventi in questione».
L'associazione ambientalista, chiedendo il sequestro del cantiere, ha specificato che tali attività risultano in aperto contrasto con le normative di tutela, nonché con la disciplina urbanistica. Inoltre ha spiegato che le piste tagliafuoco non possono essere realizzate con le modalità adottate dalla Provincia regionale ma andrebbero eventualmente create senza l’impiego di mezzi meccanici e con ampiezze di gran lunga inferiori.
E se non bastasse lo spargimento di rifiuti ha contaminato ampie porzioni di territorio integro, rendendo adesso oltremodo difficile, se non impossibile, la completa rimozione di tali rifiuti a causa del loro mescolamento con il suolo.
L'esposto di legambiente è reperibile per intero insieme alle foto sul loro sito.
Il vice presidente crede che non sia stato commesso nessun stravolgimento dei luoghi perchè la Provincia a fine anno aveva delle somme e l'ufficio ambiente aveva individuato una discarica a cielo aperto che si era accumulata nel tempo in determinate zone e ha emanato l'incarico di pulire il sottobosco togliendo l'immondezzaio che si era creato. Ci dice anche che i lavori sono stati già ultimati da parecchio tempo.
E precisa ancora che da parte della provincia c'è una salvaguardia ferrea augurandosi che con l'aggiudicazione della gara del parco si metta fine a questo tipo di speculazione.
Cutuli conclude dicendo che "sarà nostra cura vigilare su chi in questo momento può commettere azioni o gesti vandalici o comunque depositare ancora ulteriori rifiuti (...) non cè nessuna volontà di fare alcun danno a un patrimonio che non appartiene alla provincia ma appartiene a tutta la collettività"
Il chiarimento di Pippo Cutuli, che tra l'altro è candidato a sindaco di Aci Sant'Antonio, soddisfa anche il giornale locale Akis che il 22 marzo liquida così la vicenda:
"Molto rumore per nulla? In tempi di elezioni per qualcuno tutto fa brodo !"
Innanzitutto le speculazioni elettorali le escluderei considerato che all'origine dei fatti la denuncia è partita da quella collettività proprietaria di diritto del bosco di Aci: i cittadini.
E poi le foto di Legambiente e quelle presenti in questo articolo parlano chiaro: i danni sono sotto gli occhi di tutti.
Si vede benissimo l'immondizia mescolata alla terra, si vedono le grosse piste fatte ai danni della vegetazione, si vedono alberi tagliati e le macchine al lavoro.
Il cantiere non c'è più ma lo scempio è ancora lì quindi non diciamo fesserie perchè chi ha occhi per vedere se ne rende facilmente conto.
A questo punto le domande che nessun organo d'informazione locale ha voluto porsi trovano soddisfazione nell'intervista che questo sito d'informazione indipendente Vi mette a disposizione.
L'ex Consigliere Salvo Scuderi, testimone oculare, ci dà la sua versione.
Sono santantonese dalla nascita.. ma cittadino del mondo per scelta e seguo le vicende del bosco di Aci diciamo da sempre, attivamente dal 1994 quando sono stato eletto consigliere provinciale.Mi racconti come è avvenuta la segnalazione dei residenti e cosa avete visto e sentito quel giorno?
Da consigliere assieme a D'Ambra (Verdi) abbiamo fatto le battaglie per l'acquisto e l'inserimento nel piano triennale delle opere pubbliche per la realizzazione del parco sub-urbano. Ci siamo sempre occupati del bosco, del resto la battaglia per salvare il bosco di Aci è stata una battaglia trasversale che ha riguardato un po' tutti gli schieramenti politici. E' una cosa che conoscono tutti.
Allora, dei conoscenti che, passando, hanno visto lo scempio che stava avvenendo mi hanno chiamato dicendomi che c'erano dei camionCosa ha rilevato la Forestale? Hanno scattato delle foto?e delle ruspe e che stavano tagliando alberi e stavano aprendo delle piste esagerate. Conseguentemente abbiamo deciso, assieme a Salvatore D'Ambra di fare un sopralluogo. Abbiamo trovato un grosso camion che trasportava materiali e una ruspa che li caricava.
Abbiamo visto che avevano riempito dei canaloni con materiali di risulta e rifiuti (anche speciali, inerti, elettrodomestici, copertoni etc).
Quando siamo andati con la Forestale l'indomani abbiamo visto che avevano tagliato e bruciato alberi...
La Forestale ha fatto delle foto, parlato con la gente che lavorava (quel giorno, l'indomani della prima ispezione la ruspa era dentro il bosco ma non lavorava, era sabato).Conosci il nome della ditta e il capitolato dei lavori?
Hanno preso una serie di appunti sia di quello che avevano visto sia di quanto dichiarato dagli operai e hanno redatto un malloppo con foto e rilievi (facendo rilevare che erano intervenuti su segnalazione mia e di D'Ambra) cioè un informativa di reato che hanno trasmesso alla magistratura.... una denuncia nei fatti. Ci risulta che sono state fatte almeno altre due denunce: Legambiente e un'altra che non ho capito bene chi sia. Adesso non so i tempi della magistratura....
Non ho gli estremi della ditta... è un affidamento diretto per piccoli lavori senza gara.Che sarebbe come spazzare la polvere sotto al tappeto. I danni ambientali sono ancora visibili?
I lavori prevedevano la creazione di barriere taglia fuoco e la rimozione dei rifiuti che in parte sono stati seppelliti nello stesso bosco.
I danni sono visibili e lo saranno per sempre e sono maggiori di quelli fatti negli anni dai privati. Quelle che loro chiamano barriere tagliafuoco in realtà sono degli sterrati di almeno 10 metri; immagina una autostrada che taglia il bosco al suo interno. Sono tutti danni evidenti: gli spianamenti, le montagne di terra ai margini, i canaloni pieni... etc...I fatti sono successi durante i quasi 30 giorni di gara. Pensi che il danno patrimoniale abbia potuto influenzare l'assegnazione del nuovo bando?
Non so se il danno possa aver influito sulla gara ma mi sembra strano che se hai una gara in corso fai dei lavori di questo genere, non ha senso: la gara riguarda il restauro delle case Boscarino e la posa di alberi. Questo però, di per se non esclude un intervento organico…. Magari agendo così pensavano di passare inosservati.Quella parte di bosco era già da tempo piena di rifiuti. Secondo te rimuoverli sarebbe stato compito di chi ha vinto la gara?
A maggio quando inizieranno i lavori del parco suburbano la ditta vincitrice, probabilmente dovrà farsi carico di risistemare la parte manomessa. Ciò potrebbe causare ritardi e spese non previste. Cosa ne pensi?Il problema non è di chi sarebbe stato compito rimuovere i rifiuti ma come è stato fatto (o come non è stato fatto- cioè seppellirli e spargerli) nonché i danni collaterali (distruzione di piante) che ne sono scaturiti.
Potrebbe essere un rischio, come si potrebbe anche pensare che hanno fatto fare il lavoro “sporco” ad altri per lasciare campo libero alla ditta che ha vinto l’appalto…Come pensate di muovervi, adesso?
Ringrazio Salvo Scuderi per la disponibilità e la chiarezza e auguro alla Magistratura catanese un solerte buon lavoro.Stiamo valutando la possibilità di costituirci in giudizio ammesso che ce ne sarà uno.. o di vedere se è possibile fare una cosa tipo class action...
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Emilio R.
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29/03/08
La "gaffe" del Sindaco
Il 12 marzo scorso il telegiornale locale di TRA ha diffuso questa notizia:
A seguito di una denuncia risalente al 2005, è partita un indagine per far luce sulla gestione delle gare d'appalto per il servizio di raccolta dei rifiuti solidi urbani nel comune di Aci Sant'Antonio, da parte della Procura della Repubblica di Catania che ha incaricato la Guardia di Finanza di sentire i consiglieri comunali di Aci Sant'Antonio che ne denunciarono l'irregolarità.
I firmatari della denuncia furono i consiglieri Privitera, Sapuppo, Orazio Pulvirenti, Carmelo Barbagallo e Lunetto che hanno voluto mettere in evidenza come il sindaco Pulvirenti dal 1998 al 2005, quando la gestione era affidata al comune, abbia proceduto con continue ordinanze di proroga in favore della ditta Nunzia Pappalardo.
Inoltre, secondo i consiglieri, il fatto di procedere con proroghe determinava spese non indifferenti e non è escluso che altre ditte avrebbero potuto offrire il servizio a un costo minore.
Al momento quindi sono iniziati gli interrogatori che porteranno gli inquirenti a fare luce sulla vicenda.
Infatti due giorni dopo alla redazione televisiva arriva una nota del sindaco che dice:
"Allo scopo di fornire una corretta informazione si comunica che in difformità a quanto da codesta spettabile emittente televisiva ha dichiarato nei tg locali nei giorni trascorsi, nessun intervento della guardia di finanza è stato effettuato presso gli uffici comunali."
Sarà stato sicuramente molto nervoso. Ma perchè questo nervosismo? Forse perchè sapeva che gli inquirenti conoscono la ditta Nunzia Pappalardo?
All'amministrazione della ditta con sede a Motta S.Anastasia, che ha come oggetto la gestione di discariche per lo smaltimento di rifiuti solidi urbani, il trasporto di merci su strada, gli sbancamenti in genere, è riconducibile l'omonima moglie di Salvatore Proto.
In un rapporto della Direzione Antimafia di Catania del 1997 si legge che Salvatore Proto annovera precedenti per armi, mentre il figlio Domenico ha precedenti per associazione per delinquere di stampo mafioso, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, armi, rapina ed altro. L’altro figlio Orazio è stato denunciato nell’agosto 1992 per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti.
“Salvatore Proto”, aggiungeva la D.I.A., “ha iniziato la propria attività facendo il camionista ed occupandosi di una cava di sabbia nel comune di Motta Sant’Anastasia, poi trasformata in discarica per rifiuti solidi urbani (...) Il tutto è coinciso con l’elezione a Sindaco di Misterbianco di Nunzio Giardinaro, cognato di Salvatore Proto, fatto questo di cui quest’ultimo ha beneficiato”.
Gli investigatori della D.I.A. hanno inoltre rilevato che la base di Sigonella compare tra gli enti e le istituzioni pubbliche che per anni hanno scaricato rifiuti nella discarica gestita da tale Salvatore Proto, ritenuto un prestanome del clan Santapaola-Ercolano, il quale avrebbe preso parte a numerose gare d’appalto all’interno della base militare siciliana solo al fine di presentare “offerte di comodo” in favore di società riconducibili a Cosa Nostra.
Alla titolarità o alla gestione diretta di Salvatore Proto sono riconducibili le ditte S.I.A.S. S.r.l., Pappalardo Nunzia S.n.c. e S.a.s. di Pappalardo Nunzia & C., e le imprese individuali Pappalardo Nunzia e Privitera Giovanni.
Dalle visure camerali è stato possibile appurare che sino all’aprile del 1993 amministratrice unica della SI.A.S. (Siciliana Appalti Servizi) S.r.l., con sede in Sant’Agata Li Battiati, era Nunzia Pappalardo, appunto, moglie di Salvatore Proto.
E della Pappalardo Nunzia & C. s.n.c. con sedi a Misterbianco e Motta Sant’Anastasia, sono risultati farne parte i suoi tre figli Domenico, Rosa e Orazio Proto.
I PM nell’atto di accusa dell'inchiesta del dicembre ’97 sulle infiltrazioni mafiose negli appalti della base di Sigonella, indicano la famiglia come “soggetti gravitanti nell’area del clan Santapaola”.
Adesso si capisce il nervosismo del sindaco e la sua gaffe. Certo che gestire un Comune in Sicilia non è semplice quando hai a che fare con una ditta con questo curriculum. Ma perchè favorirla? Un'amministrazione comunale ha il dovere morale e istituzionale di mantenere legale il suo operato.
E con questa gestione dei rifiuti si capisce anche perchè nella classifica stilata da Aciambiente S.p.A. relativa alla raccolta differenziata nei 10 comuni del comprensorio dell' A.T.O. CT2 il comune di Aci S.Antonio risulta penultimo con una percentuale di differenziazione effettuata di solo 1,26% rispetto al totale della raccolta.
Questa è la classifica:
Aci Bonaccorsi 10,30%
Viagrande 9,82%
Zafferana 5,97%
Valverde 4,70%
S. Venerina 4,41%
Acicatena 3,26%
Trecastagni 2,61%
Acireale 2,27%
Aci S.Antonio 1,26%
Acicastello 0,95%
La normativa imporrebbe di raggiungere il 20% entro il 2008 e il 30% entro il 2009.
Questo obiettivo è fantascienza se si continua ancora a gestire il problema dei rifiuti come fatto fino a ora.
Speriamo che le cose cambino e se i finanzieri venissero davvero a fare una controllatina in comune, i santantonesi, al contrario di Pulvirenti, si sentirebbero più tranquilli.
16/03/08
Frazioni: L'Ultima Catastrofe
L'associazione Officina Sicilia Autonoma che è stata presentata ufficialmente ad Acireale dal presidente Enzo Tutino (consulente dell'assessore provinciale al lavoro Pippo Greco), sotto la benedizione dell’onorevole Giuseppe Basile, ha appunto come partito di riferimento il Movimento per l’autonomia di Raffaele Lumbard e si ispira al movimento di politica democristiana (o centrocristiana, se preferite) “Officina 2007”, di Savino Pezzotta.
Mr. Leotta, ascoltando l'hit del momento "Colpa d'Alfredo" di Vasco Rossi ha indirizzato una lettera al primo cittadino con la quale mette in evidenza alcune carenze di Aci Sant'Antonio:
- Le multe inflitte con l'autovelox;
- La cattiva manutenzione di numerose strade di Lavinaio piene di buche pericolose;
- L'assenza di rallentatori di velocità e segnaletica stradale in molte arterie;
- Il bus navetta che non c'è mai stato che colleghi Lavinaio col centro del paese;
- La carenza idrica nelle frazioni;
- La mancanza del ponte sopra il torrente Lavinaio in via S. Giuseppe;
- Una delegazione comunale su Lavinaio e S.M.la Stella.
Per quanto riguarda gli autovelox l'Amministrazione Comunale in accordo con i superstiti Vigili Urbani ha già mandato il suo segnale: da domani torneranno, dopo un mese di stop, nelle strade della Circonvallazione e in via Marchese di Casalotto dalle 9 alle 12 e dalle 16 alle 18 ed entro la prossima settimana anche in via Lavina e via Tropea. Che bellezza!
Per quanto riguarda la manutenzione delle strade e dei segnali stradali l'ingegnere non è certo il primo a parlarne. Ricordate la conferenza di Cittattiva?
Per il bus navetta invece ne ha parlato "Il Casalotto" proprio il mese scorso.
Per la questione dell'acqua, qui è meglio che il nostro ingegnere si rivolga direttamente al suo referente politico l'on. Raffaele Lumbard che è presidente dell'ATO di Catania che gestisce le risorse idriche del territorio. Oppure per fare prima al santantonese Pippo Di Stefano che nel 2006 ne è entrato a far parte all'interno del Consiglio d'amministrazione.
Per queste e altre problematiche delle frazioni gli abitanti possono venire a denunciarle qui. Comunque in questi giorni è in programma un incontro con l'associazione di Giuseppe Rocca.
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Emilio R.
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15/03/08
Il Ballo del Consesso
A seguire il Consiglio Comunale ci sarebbe da ridere se non consideriamo il fatto che in quel contesto si decidono le sorti di tutti i santantonesi.
Dall'inizio di quest'anno e fino a tutto febbraio in una decina di sedute il Civico Consesso non è riuscito a deliberare nessun punto all'ordine del giorno perchè la maggioranza e la minoranza non sono mai riusciti a mettersi d'accordo.
La minoranza capitanata da Santo Caruso (nella foto) ha abbandonato l'aula numerose volte o comunque si è sempre opposta ai consiglieri della Giunta Pulvirenti. Eppure gli argomenti trattati avevano un certo peso.
E così si è arrivati al 28 febbraio quando la tragicomica ha avuto inizio.
All'ennesimo abbandono dell'aula dell'opposizione, i consiglieri di maggioranza si sono guardati, poi si sono contati e non hanno creduto ai loro occhi: per la prima volta erano in numero sufficente per non sospendere la seduta!
E allora in men che non si dica nella sala del Consiglio si è alzato un nuvolo di polvere tra un mormorio di
"..e vai...sì...firma qua...e questo...anche quest'altro...u firmasti chiddu?...forza...su e giù..."e tutti i punti dell'odg sono stati approvati!
I Consiglieri usciti dall'aula ben pettinati come fosse mattina, si sono autocongratulati per aver alzato la media delle proposte approvate.
La volta successiva, il 4 marzo, all'apertura dei lavori le scintille sono iniziate subito ma anche qui abbiamo assistito ad un altro episodio degno del miglior Vittorio De Sica. Si stava procedendo incredibilmente ai lavori quando dopo aver estenuamente redatto ben 80 articoli e solo alla fine, il buon Caruso si accorge che la maggioranza non ha i numeri.
Ve la lascio solo immaginare la velocità dei consiglieri dell'opposizione mentre abbandonano l'aula, perchè non segnalata dagli autovelox.
Anche l'indomani è stato registrato un nuovo abbandono da parte dei Consiglieri di Minoranza.
E così la vendetta si è consumata. Ma a spese di chi?
Nell'orgia di assenti e presenti alla fine i punti approvati sono:
- due condoni che comunque la minoranza approvava,
- la normativa per il rilascio di autorizzazioni alle medie strutture di vendita,
- il regolamento per insegne, impianti per la pubblicità e pubbliche affissioni,
- il Rendiconto 2006 e
- due piani di lottizzazione.
Un piano di lottizzazione riguarda la contrada Sciarelle mentre l'altro contrada Panebianco. Proprio quest'ultimo aveva provocato numerose polemiche perchè, secondo l'opposizione, il parcheggio con area verde previsto era troppo isolato per essere utile e quindi proponeva di realizzarlo in via Scalazza Grande. La maggioranza ha sempre sostenuto che il Consiglio non può spostare l'ubicazione. Adesso è approvato.
Ma il punto che ha scosso di più è stato quello della gestione del Conto Consuntivo 2006 e dei suoi residui i quali saranno assegnati secondo il parere del responsabile del procedimento finanziario Spinella nel Consuntivo 2007.
Questo è quanto i santantonesi apprendono dalle tv locali, se i Consiglieri protagonisti vogliono argomentare più dettagliatamente le loro gesta i commenti di questo post sono aperti anche per loro.
p.s.: "...ma santu carusu!!!"
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Argomenti: Consiglio Comunale, Politica, Urbanistica
09/03/08
9 marzo 2008
Un secolo fa, la sera del 9 marzo 1908 presso il ristorante "L'Orologio" nel pieno centro di Milano, un gruppo di intellettuali, artisti, poeti, letterati e sportivi di diversa estrazione razziale e dissidenti dal Milan Cricket and Football Club fondano una nuova società che lavori con criteri diversi, una società aperta che guardi oltre i confini lombardi e che sui campi di calcio di Milano vuole anche gli stranieri.La squadra che oggi è in testa nella classifica della serie A, nonostante i soci fondatori ne rappresentassero la borghesia milanese, nella sua storia ha sempre incarnato le peculiarità tipiche dell'essere umano. Le vittorie si sono mescolate alle sconfitte e le gioie alle delusioni in un mix molto reale vicino alla gente del popolo tanto da meritare il soprannome di Beneamata.
I sentimenti di onestà e lealtà che questa società ha trasmesso sono lontani anni luce dalle vittorie macchinose delle altre società dell'Olimpo del calcio: Juventus e Milan.
Caratteristica questa che è venuta fuori inesorabilmente dai recenti fatti di Calciopoli.
Gli ultimi presidenti delle due società, Agnelli e Berlusconi hanno dimostrato nella loro vita industriale e politica quanto l'inganno del potere può falsare la realtà mietendo sogni gratuitamente.
Il presidente Massimo Moratti, invece, nonostante sia petroliere di famiglia dobbiamo riconoscergli una naturale generosità e lealtà sportiva.
L'Inter, oltre che uscirne pulita sul campo e aldilà delle vittorie sportive può vantare numerose attività di beneficenza nei confronti del sud del mondo.
Famosa è ormai l'iniziativa dell'Inter Campus che regala a migliaia di bambini nel mondo la possibilità di giocare a calcio con l'ausilio dell'educazione scolastica a chi non può permetterselo.
E' noto, ancora, che l'Inter supporta le associazioni umanitarie di Emergency e Lila Cedius, le fondazioni Pupi e I Bindun, l'Associazione Bambini in Romania Onlus e lo spazio cittadino ChiamaMilano.
Grazie al supporto dei suoi tanti calciatori sudamericani appoggia l'attività della comunità di teatro indipendente argentino Comuna Baires e dal 2004 grazie all'azione del capitano Javier Zanetti e del dirigente Bruno Bartolozzi, ha un rapporto di solidarietà molto stretto con l'esercito indipendentista zapatista nel Chiapas, in Messico del subcomandante Marcos. Il subcomandante, unico eroe dei nostri tempi, che è anche scrittore, ha citato la squadra dell'Inter in un suo racconto e, nel maggio 2005, ha scritto al presidente Moratti per proporgli una partita amichevole contro la selezione dell'Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale. L'amichevole nonostante la risposta affermativa di Moratti e l'accoglimento di Marcos deve ancora giocarsi, forse perchè il dirigente Bartolozzi non è più nello staff.
In questa orgogliosa etica sociale alla coscienza dell'Inter dobbiamo però imputare alcune macchie nella sua storia: due nel presente e una nel passato. Tutte al di fuori dei campi di calcio.
Nell'attualità una macchia è presente tra gli azionisti della società e si chiama Marco Tronchetti Provera che con la sua gestione poco etica e indebitata di Telecom permette ancora oggi che Aci S. Antonio non abbia l'adsl.
E ancora, oggi sulle maglie nerazzurre campeggia il logo dello sponsor tecnico Nike da anni al centro di polemiche per le condizioni umilianti di lavoro dei suoi dipendenti e per lo sfruttamento del lavoro minorile nel terzo mondo.
La macchia più antica nel tempo risale a qualche anno prima del periodo d'oro dell'Inter quando vinceva tutto in campo internazionale.
Il patron di allora Angelo Moratti, padre dell'attuale presidente, contribuì per primo a smantellare uno dei tratti di spiaggia più belli del Mediterraneo: Augusta-Priolo-Melilli per farlo diventare il triangolo della morte costruendo il primo complesso industriale del petrolchimico.
Il polo industriale fu poi venduto alla Esso ma ancora oggi nella zona gli abitanti lamentano un'altissima percentuale di tumori e di malformazioni nelle nascite.
Oggi le scorie della Saras inquinano in maniera diretta solo il territorio sardo e Massimo Moratti in qualità di amministratore delegato impiega principalmente il suo tempo nella squadra lasciando le decisioni aziendali più importanti ai suoi soci.
Nonostante ciò faccio appello alla sua nota generosità e umanità per occuparsi almeno una volta nel modo a lui più consono almeno della cancellazione di questa macchia ambientale e umana nella costa tra Catania e Siracusa, ancora oggi minacciata dalle trivellazioni in Val di Noto.
Un secolo dopo, la sera del 9 marzo 2008, nella stessa strada nel pieno centro di Aci Sant'Antonio dove da anni risiede l'Inter Club "E. Pellegrini" un gruppo di intellettuali, artisti, poeti, letterati e sportivi Santantonesi dissidenti dalla solita gestione clientelare della politica siciliana inaugurano la nuova sede dell'Associazione CittAttiva. E' un gruppo che lavora con criteri diversi, una associazione aperta che guarda oltre i confini santantonesi e che al centro della vita di Aci S. Antonio vuole anche i giovani e le donne.Alla luce di questa comparazione forzata frutto della casualità della data, auguro ai giovani di CittAttiva 100 anni di successi nella vita sociale santantonese come quelli dell'Inter in Italia e nel mondo auspicando una irradazione dei sentimenti di lealtà e correttezza intellettuale, politica e sociale molto più di quella dell'Inter.
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23/02/08
La Febbre Blu
Registrato ad Aci Sant'Antonio un innalzamento della temperatura corporea ai danni degli automobilisti. La causa: le strisce blu.
Agli inizi di gennaio di quest'anno le zone di parcheggio a pagamento sono comparse anche fuori dal centro, nelle vie Spirito Santo e via De Felice. Questa cosa aveva fatto nascere molte polemiche: mancavano le soste alternative gratuite nelle vicinanze, ostacolavano l'attività dei commercianti prospicenti, il costo era esoso e c'erano pochi parcometri. Tant'è che in Consiglio si era deciso di sospenderne il funzionamento.
Da Lunedì 18 febbraio, invece sono nuovamente in vigore e con le seguenti novità:
- niente macchinette ma si useranno i "gratta e sosta";
- il "gratta e sosta" costerà 30 centesimi per mezzora, 60 centesimi per un ora;
- sono state installate più aree a strisce bianche col classico disco orario.
Ma le sorprese non sono finite, infatti adesso si viene a sapere che la ditta che si è occupata di segnare le strisce si è "dimenticata" un 60% di bianche gratuite! Quindi le vie fuori dal centro sono state nuovamente sospese rendendo nulle le multe che già erano arrivate giovedì.
Il teatrino sta girando attorno al problema ma la questione di fondo è un'altra:
ad Aci Sant'Antonio servono le strisce blu?
Già nelle grandi città non sembra che portino un beneficio figuriamoci in comuni come il nostro!
E poi, oltre all'obbligo del 50% di strisce bianche prospicenti, sono ritenute illegali, secondo il codice della strada, quelle blu che risiedono all'interno della carreggiata.
Molti comuni li utilizzano con l'alibi della lotta all'inquinamento nel senso che si prendono soldi da chi utilizza l'auto per investirli nei trasporti pubblici non inquinanti. E' chiaro che questo, se ha un senso, ce l'ha nelle grosse città, ad Aci S. Antonio a stento passa il S.Gregorio quando gli va!
Solitamente però alle amministrazioni comunali questi soldi servono per fare cassa, cosa questa che l'amministrazione santantonese utilizza solo in parte perchè la percentuale più alta va ai dipendenti che controllano le strisce. Quindi l'origine di queste strisce è da imputare alla mancanza di personale nel corpo dei Vigili Urbani. Chiaro no? Per non assumere vigili nuovi si provvede a creare lavoro pagato direttamente dalle tasche dei santantonesi.
Questa urbanistica creativa ricorda tanto il dazio feudale invece l'assessore alla viabilità Salvo Sorbello lo ha definito un servizio.
L'assessore sa cos'è un servizio?
Un servizio pubblico è un offerta indifferenziata al pubblico al fine di soddisfare interessi generali e fini sociali, per esempio, potrebbe essere far funzionare il pulmino per gli alunni delle elementari di S. Maria La Stella (quello con la scritta pulmino per gli anziani) che si blocca per settimane, dove le mamme esasperate protestano dovendo lasciare i bimbi a casa.
In sostanza un servizio comunale serve per dare qualcosa ai cittadini e non a toglierlo.
Cosa danno le strisce blu ai santantonesi? Niente! Ma in compenso tolgono soldi agli automobilisti e causano ingorghi e inquinamento.
Innanzitutto pagare per una cosa che prima era gratuita è una chiara vessazione e sfidare la pazienza di chi ha bisogno di parcheggiare liberamente magari per pochi minuti, finisce per far girare inutilmente le auto con la conseguenza della perdita di tempo e dell'innalzamento dell'esasperazione oltre che dell'inquinamento.
Se consideriamo il principio che: fin quando le nostre auto avranno un motore a scoppio che inquina l’aria che respiriamo dovremmo cercare di limitarne l’utilizzo ad un uso essenziale senza lasciare per troppo tempo i motori accesi.
Una politica di viabilità urbanistica al passo coi tempi dovrebbe considerare questo aspetto e facilitare lo spegnimento dei motori e il parcheggio.
Invece con il pagamento dei parcheggi blu si costringono le auto a rimanere accese in cerca della sosta non a pagamento continuando ad emettere nell'aria sostanze nocive e incrementando gli ingorghi. Tra l'altro rappresentano anche un danno agli esercenti che si vedono sottrarre quegli avventori che, giustamente preferiscono non pagare il dazio. Non si sa come ma all'assessore Salvo Sorbello risulterebbero più di 40 commercianti che desiderano il "servizio".
Tutto sommato la discordia delle strisce blu non ci serve, ne facciamo volentieri a meno.
Le strisce blu vanno tolte immediatamente e sostituite con quelle bianche gratuite con disco orario. Piuttosto occupiamoci del Corpo dei Vigili Urbani e ragioniamo se può essere utile in futuro un minimo di trasporto pubblico all'interno del comune e delle frazioni anche con una piccola circolare cittadina.
Resta solo un uso utile delle strisce blu: piazzarle sulle poltrone della Giunta imponendo un pagamento ai cittadini (50 centesimi l'ora, siamo più economici!) per tutto il tempo che i nostri amministratori sosteranno parcheggiati all'interno del palazzo comunale a cervello spento.
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Emilio R.
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Argomenti: ambiente, Frazioni, lavoro, Politica, scuola, Striscie Blu, Urbanistica
22/02/08
Addio Concussione
Comincia con una operazione di rilievo l'incarico del Maresciallo Sciolto alla guida dei carabinieri di Aci S. Antonio.
Lo scorso 13 febbraio grazie alla soffiata di una commerciante di fiori e piante di Valverde, l'arma santantonese è riuscita ad arrestare un funzionario dell'ufficio Commercio, Ici e Tributi dello stesso comune, costola di Aci Sant'Antonio.
Tale S.V. di 57 anni aveva "promesso", alla proprietaria del negozio, il rilascio della licenza per l'occupazione del suolo pubblico in occasione del mercatino locale, in cambio di 3000 euro.
L'arresto è avvenuto ad Aci Sant'Antonio presso un negozio dove i due si erano dati appuntamento per la consegna del denaro. E proprio con le mani nel sacco è stato colto l'ingrato dirigente comunale dall'imboscata dei carabinieri in borghese.
Il reato è di concussione, parente di mazzette, pizzo o racket, corruzione ed estorsione.
E' il più grave dei reati contro la pubblica amministrazione quindi contro i cittadini in quanto le risorse utilizzate sono pubbliche e rappresenta il tradimento del servizio sociale.
Di solito il comportamento della vittima è fondamentale: può partecipare al reato se accetta lo scambio o denunciare il fatto come ha fatto la nostra protagonista a cui vanno le congratulazioni per il coraggio dimostrato, merce rara in Sicilia quando si tratta di favori più o meno leciti.
Ma i complimenti vanno anche agli uomini di Casa Maugeri che sono riusciti a estirpare parte di quello che rappresenta la cancrena della democrazia: la corruzione nei luoghi pubblici.
Per capire la gravità del gesto basta ricordare che il reato di concussione è stato il più importante dei sette capi d'imputazione nei confronti dell'ex ministro Mastella che ha portato poi alla caduta del Governo Prodi.
Nella speranza che sempre più cittadini e commercianti si ribellino all'arroganza dell'ignoranza non posso concludere senza citare ad alta voce il motto dell'associazione Addiopizzo :
Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità.
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21/02/08
Casalotto al Bit 2008
Da oggi 21 febbraio fino a domenica il quartetto di Lugano più 2 si presenterà a Milano alla Borsa Internazionale del Turismo (BIT).Già la scorsa settimana presso il municipio di Acireale i rappresentanti dei comuni Etnajonici hanno presentato la missione in terra meneghina.
Nino Garozzo (Acireale)
Angelo Spina (Valverde)
Giusy Brischetto(Acireale)
Maria Ferlito (Acicastello)
Giancarlo Bonfiglio (Acicatena)
Salvo Sorbello (Aci S.Antonio)
Carmelo Chiarenza (San Gregorio)
Antonio Danubio (Valverde)
Roberto Busà (Associazione Acireale B&B)
"Nei 40 metri quadrati dello stand “Terre di Aci” presenteremo ai visitatori, tour operator, agenti di viaggio ... l’insieme dell’offerta turistica dell’area acese: la gustosa pasta di mandorla e la frutta martorana di pasta reale, il Cinenostrum ma anche il lancio dei Mondiali di Scherma d’aprile, gli itinerari turistici e paesaggistici tra il barocco,... l’azzurro mare Jonio, i suoi faraglioni, il Carnevale e la Timpa , le terme di Santa Venera al Pozzo ,passando per i mulini ad acqua o il parco del Casalotto.".... . !Il parco del Casalotto ?
Il parco di Casalotto è tra i più importanti siti storici e naturali di tutto il comprensorio delle Terre di Aci e lo proponiamo ai turisti così com'è: abbandonato e incurato!
Se aggiungiamo, al tour santantonese, anche Palazzo Carcaci e Palazzo Spitaleri, riusciamo a organizzare un bel giro nelle case dei fantasmi.
Aci S. Antonio è il Luna Park dell'orrore. Venghino, signori, venghino, spegnete il cervello e accomodatevi nelle stanze di mostri, catene, Frankenstein e biscie velenose, buche, calcinacci, rovine e cornicioni pericolanti.
Santantonesi e non che vi trovate a Milano godetevi voi l'illusione di un Turismo degno perchè qui siamo molto occupati col turismo delle poltrone.
Comunque se passate da queste parti un posto per dormire ve lo troviamo.
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13/02/08
Il Pifferaio Libero
"...un gruppo nuovo per i giovani ma soprattutto un movimento giovanile e di aria fresca in questa ridente cittadina..."
Oggi saltellando tra le piazze e i campi di calcio ha trovato una squadra pronta a sostenere un candidato sindaco di centrodestra e dice:
"Liberamente Insieme dà la possibilità a tutti, qualsiasi sia la colorazione politica di poter esprimere la propria idea. Liberamente nasce da un pensiero libero di alcuni giovani presenti in sala; il loro rapporto iniziò da un libero incontro di calcio, così, amichevolmente, da lì nacque quella voglia di creare, di scommettere per il paese. Ancora oggi loro insieme riescono a confrontarsi anche con gli altri e da lì esce fuori Liberamente Insieme"
Beh, a questo punto ci aspettiamo un giovane candidato sindaco o uno anziano con il lifting. Fa lo stesso!
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